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Zona gialla, cinque regioni a rischio dal 26 luglio: c'è anche la Sicilia
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Zona gialla, cinque regioni a rischio dal 26 luglio: c'è anche la Sicilia

Ritornerebbero le restrizioni per bar e ristoranti che potranno lavorare solo all'aperto. Consentite attività sportive, anche di contatto, solo all'aperto

Redazione
19 Luglio 2021 16:09

Secondo i dati dell'Istituto superiore della sanità, in Italia crescono l'indice Rt, allo 0,91, e l'incidenza. Preoccupa anche la variante Delta del Covid, tanto che, mentre nel governo si discute sull'opportunità di adottare il modello francese per il green pass, da utilizzare per andare in qualsiasi luogo pubblico, dal bar al supermercato, alcune regioni potrebbero lasciare il bianco per tornare in zona gialla. Dal  26 luglio potrebbero scattare i primi cambiamenti di colore, con il ritorno delle restrizioni ((tra queste, bar e ristoranti possono lavorare solo all'aperto, consentite attività sportive, anche di contatto, solo all'aperto) nelle regioni in cui l'incidenza supera i 50 casi ogni 100mila abitanti. Cinque le regioni a rischio: Sardegna, Sicilia, Campania, Lazio e Veneto. Le regioni con il rischio più basso sono invece Valle d'Aosta, seguita da Basilicata, provincia autonomia di Trento e Puglia.Aumenta però il pressing per rivedere i parametri del passaggio in zona gialla. Secondo il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, "non dobbiamo più assolutamente far sì che il numero dei contagi rimanga l'elemento determinante per stabilire il cambiamento dei colori, io credo che dobbiamo porre maggiore attenzione sugli ospedalizzati e sulle terapie intensive".

E' quanto chiede anche il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci. "Il rischio di passare in zona gialla esiste se da Roma continuano a contare i contagiati e non i i ricoverati dagli ospedali. Noi in Sicilia, purtroppo, abbiamo un congruo numero di contagiati per la disattenzione di molti, ma negli ospedali non c'è alcuna pressione". Sull'isola "ci sono ventuno ricoverati in terapia intensiva e centotrenta nel reparto ordinario. Per noi è importante, ai fini del colore, valutare il numero dei pazienti ospedalizzati e non quello dei contagiati, molti dei quali asintomatici". "E' la mia opinione - evidenzia Musumeci- che e' anche quella di molti colleghi presidenti di Regione. Stiamo facendo valere le nostre ragioni a Roma, speriamo che qualcuno si convinca che quel metodo si è rivelato insufficiente e quindi superato".(La Nazione.it)

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