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30-03-2021
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Strani molluschi abitano le acque dello Stretto di Messina

C'è un piccolo, e strano, abitante del mare che soprattuto nei mesi invernali si può riscontrare anche arenato sulle spiagge, che si presenta in una forma eccentrica e particolare.
Stiamo parlando della Carinaria lamarcki, esemplare che appartiene agli Eteropodi, un curioso gruppo di molluschi planctonici pelagici, che abita le acque dello Stretto di Messina.
Come le meduse questi esemplari si lasciano trasportare dal movimento delle acque non indirizzando personalmente lo spostamento, a meno che non ci siano particolari condizioni.

Se vi capiterà di vederlo, nelle acque, potrete scorgere l'unica struttura, a forma di un cappellino carenato, ricurvo all'indietro e in basso, con pieghe trasversali diritte o leggermente ondulate, di natura calcarea, trasparente o leggermente opaca: una piccola conchiglia, che lo protegge.
Questo piccolo scudo è talmente esiguo che è possibile vedere alcuni organi interni come cuore, rene, parte dell'apparato digerente e branchia (parzialmente sporgente), il cui insieme costituisce una delle poche parti colorate dell'animale.

Per quanto possa sembrare poco reattivo la Carinaria è in grado di muoversi rapidamente soprattutto se si sente minacciata o quando deve inseguire le sue prede, costituite da altri animali planctonici quali salpe, piccoli crostacei, larve di vari animali e piccoli pesci.
Inoltre sembra essere anche molto intelligente: sfugge alle reti dei pescatori e ed è abile ad attaccarsi come una ventosa stabile a supporti che ritiene utili.
È, infine, un attivo cacciatore che si serve di occhi efficienti per individuare e inseguire le prede, le quali vengono risucchiate con una speciale appendice a proboscide presente nella sua parte anteriore biancastra.
Insomma piccolo si ma non certo insignificante.
Fonte: Balarm

C'è un piccolo, e strano, abitante del mare che soprattuto nei mesi invernali si può riscontrare anche arenato sulle spiagge, che si presenta in una forma eccentrica e particolare.Stiamo parlando della Carinaria lamarcki, esemplare che appartiene agli Eteropodi, un curioso gruppo di molluschi planctonici pelagici, che abita le acque dello Stretto di Messina.Come le meduse questi esemplari si lasciano trasportare dal movimento delle acque non indirizzando personalmente lo spostamento, a meno che non ci siano particolari condizioni.Se vi capiterà di vederlo, nelle acque, potrete scorgere l'unica struttura, a forma di un cappellino carenato, ricurvo all'indietro e in basso, con pieghe trasversali diritte o leggermente ondulate, di natura calcarea, trasparente o leggermente opaca: una piccola conchiglia, che lo protegge.Questo piccolo scudo è talmente esiguo che è possibile vedere alcuni organi interni come cuore, rene, parte dell'apparato digerente e branchia (parzialmente sporgente), il cui insieme costituisce una delle poche parti colorate dell'animale.Per quanto possa sembrare poco reattivo la Carinaria è in grado di muoversi rapidamente soprattutto se si sente minacciata o quando deve inseguire le sue prede, costituite da altri animali planctonici quali salpe, piccoli crostacei, larve di vari animali e piccoli pesci.Inoltre sembra essere anche molto intelligente: sfugge alle reti dei pescatori e ed è abile ad attaccarsi come una ventosa stabile a supporti che ritiene utili.È, infine, un attivo cacciatore che si serve di occhi efficienti per individuare e inseguire le prede, le quali vengono risucchiate con una speciale appendice a proboscide presente nella sua parte anteriore biancastra.Insomma piccolo si ma non certo insignificante.Fonte: Balarm

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