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27-05-2022
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Sperlinga (EN), uno dei borghi medievali più belli d'Italia

Il nome
Il toponimo è di origine greca, ma è arrivato a noi attraverso la mediazione del latino spelunca, che significa grotta, spelonca. Il sito su cui sorge Sperlinga, come tutto il territorio circostante, è caratterizzato da numerose grotte artificiali scavate nell'arenaria.

La storia
1132, si ha la prima notizia ufficiale del castrum: risulta in possesso della famiglia Rosso che lo tiene fino alla vigilia dei Vespri Siciliani.
1282, durante i Vespri Siciliani, Sperlinga è l'unica fortezza dell'isola a non ribellarsi agli Angioini. Di qui il celebre motto: QUOD SICULIS PLACUIT SOLA SPERLINGA NEGAVIT (la sola Sperlinga negò ciò che piacque ai Siciliani), inciso sull'arco a sesto acuto del vestibolo del castello nel tardo Cinquecento.
1360, il castello e la baronia di Sperlinga sono venduti dal figlio di Francesco Ventimiglia, conte di Geraci, al fratello Federico.
1408, Sperlinga è feudo di Giovanni Ventimiglia e ricordata come castrum et locum, quindi come insediamento già avviato.
1597, Giovanni Ventimiglia vende a Giovanni Forti Natoli la baronia di Sperlinga per poco meno di 31 mila scudi. In questo stesso anno al Natoli è concessa la licentia populandi, cioè la possibilità di provvedere all'ingrandimento del borgo feudale.
1658, Francesco Forti Natoli vende Sperlinga a Giovanni Stefano Oneto ad esclusione del titolo. Per questo motivo i Natoli dal 1658 fino al 1788 mantengono il titolo di principi di Sperlinga ma senza la proprietà del feudo. Il titolo sarà venduto più tardi ad Alvaro Paternò.
1862, il castello passa in enfiteusi al barone Nunzio Nicosia da Nicosia.
1973, il castello diviene proprietà del Comune di Sperlinga.

Da vedere
Tra i Nebrodi e le Madonie, quasi al centro della Sicilia, sorge un castello in parte scavato in una gigantesca mole d'arenaria dai Siculi a partire dal XII secolo a.C., e in parte costruito sulla stessa roccia intorno all'anno Mille. Fra i castelli rupestri della Sicilia, quello di Sperlinga è sicuramente uno dei più affascinanti. Al suo interno nel 1282, all'epoca dei Vespri Siciliani, si asserragliò una guarnigione francese resistendo all'assedio per un anno. L'episodio è ricordato da una scritta postuma (sec. XVI) sull'arco nell'androne: Quod Siculis placuit sola Sperlinga negavit. Oltrepassato quello che doveva essere il ponte levatoio, si entra in una serie di ambienti che portano nel cuore del castello, dove l'ingegno dell'uomo si fonde con la bellezza della natura: la roccia diventa ora scuderia, capace di ospitare decine di cavalli, ora officina per i metalli, e poi carcere e serbatoio per l'acqua, oppure magazzino per le derrate. Curioso è un ambiente circolare che presenta nella parete dodici piccole nicchie distanziate tra loro con interspazi crescenti: l'arcana grotta secondo alcuni era un luogo di culto, secondo altri ospitava un particolare sistema per la misurazione del tempo. Le ripide scale, quasi incise nella roccia, portano alla torre, dai cui merli il mondo sembra stare ai piedi di chi guarda.
Un altro spettacolo è dato dall'"aggrottato": tutto il fianco del castello che si riversa sul paese è interamente "traforato" da una cinquantina di grotte artificiali, scavate dall'uomo in tempi lontanissimi. Collegate le une alle altre da stradine e scalini anch'essi ricavati dalla rupe, costituiscono, nel loro insieme, un suggestivo borgo rupestre. Ognuna, al suo interno, si è trasformata in umile abitazione, con una o due stanze al massimo che ancora recano i segni dei millenni trascorsi lì dentro. Alcune sono state acquistate dal Comune e adibite a museo etnografico.
Ai piedi del castello si trova la chiesa della Mercede, dove si conserva un pregevole crocifisso ligneo che un tempo era posto nella chiesa interna della rocca. La chiesa Madre, a navata unica e molto semplice, fu fatta costruire dal principe Giovanni Natoli a partire dal 1597. La terza chiesa del borgo è quella di Sant'Anna: la costruzione, della seconda metà del '600, è annessa ad un convento degli Agostiniani e custodisce un crocifisso ligneo della scuola di Frate Umile da Petralia.
Tutta la zona intorno a Sperlinga è, come dice il nome, ricca di spelonche, di grotte scavate nella roccia arenaria. Tra i siti rupestri più interessanti si segnalano quello di Contrada Rossa, che forse ospitava una comunità paleocristiana (sulla cui chiesa è stata successivamente impiantata una moschea, come si può notare), quello della Contrada SS. Quaranta, nelle cui grotte sono ricavate nicchie sepolcrali dei sec. IV-VI sec. d.C., e quello di Peirito, con tombe paleocristiane.

Piaceri e Sapori
Escursioni naturalistiche nel bosco comunale di Sperlinga, lungo il fiumee nella riserva orientata Sambughetti. Escursioni archeologiche presso i vari siti rupestri del circondario. Il castello e il borgo rupestre, la parlata antica, l'incantevole panorama e la tranquillità sono alcuni dei motivi che consigliano di abbandonare i consueti itinerari di agenzia per immergersi in una Sicilia nascosta, bellissima e genuina, lontana da ogni inquinamento e ossigenata per la presenza di un esteso bosco naturale a roverella, ricco di fauna selvatica (volpe, istrice, riccio, donnola, corvo reale, upupa e diverse specie di rapaci). Tra i canti degli uccelli, il profumo del bosco e l'aria fresca di montagna è bello percorrere i tanti sentieri che per km e km smarriscono dai rumori del mondo, per poi ritrovarsi in una delle tante masserie sparse per il bosco a mangiare formaggio davanti a un buon bicchiere di vino rosso.

Fonte: I Borghi più belli d'Italia
Video: Ignazio Catalano APH - FB

Il nomeIl toponimo è di origine greca, ma è arrivato a noi attraverso la mediazione del latino spelunca, che significa grotta, spelonca. Il sito su cui sorge Sperlinga, come tutto il territorio circostante, è caratterizzato da numerose grotte artificiali scavate nell'arenaria.La storia1132, si ha la prima notizia ufficiale del castrum: risulta in possesso della famiglia Rosso che lo tiene fino alla vigilia dei Vespri Siciliani.1282, durante i Vespri Siciliani, Sperlinga è l'unica fortezza dell'isola a non ribellarsi agli Angioini. Di qui il celebre motto: QUOD SICULIS PLACUIT SOLA SPERLINGA NEGAVIT (la sola Sperlinga negò ciò che piacque ai Siciliani), inciso sull'arco a sesto acuto del vestibolo del castello nel tardo Cinquecento.1360, il castello e la baronia di Sperlinga sono venduti dal figlio di Francesco Ventimiglia, conte di Geraci, al fratello Federico.1408, Sperlinga è feudo di Giovanni Ventimiglia e ricordata come castrum et locum, quindi come insediamento già avviato.1597, Giovanni Ventimiglia vende a Giovanni Forti Natoli la baronia di Sperlinga per poco meno di 31 mila scudi. In questo stesso anno al Natoli è concessa la licentia populandi, cioè la possibilità di provvedere all'ingrandimento del borgo feudale.1658, Francesco Forti Natoli vende Sperlinga a Giovanni Stefano Oneto ad esclusione del titolo. Per questo motivo i Natoli dal 1658 fino al 1788 mantengono il titolo di principi di Sperlinga ma senza la proprietà del feudo. Il titolo sarà venduto più tardi ad Alvaro Paternò.1862, il castello passa in enfiteusi al barone Nunzio Nicosia da Nicosia.1973, il castello diviene proprietà del Comune di Sperlinga.Da vedereTra i Nebrodi e le Madonie, quasi al centro della Sicilia, sorge un castello in parte scavato in una gigantesca mole d'arenaria dai Siculi a partire dal XII secolo a.C., e in parte costruito sulla stessa roccia intorno all'anno Mille. Fra i castelli rupestri della Sicilia, quello di Sperlinga è sicuramente uno dei più affascinanti. Al suo interno nel 1282, all'epoca dei Vespri Siciliani, si asserragliò una guarnigione francese resistendo all'assedio per un anno. L'episodio è ricordato da una scritta postuma (sec. XVI) sull'arco nell'androne: Quod Siculis placuit sola Sperlinga negavit. Oltrepassato quello che doveva essere il ponte levatoio, si entra in una serie di ambienti che portano nel cuore del castello, dove l'ingegno dell'uomo si fonde con la bellezza della natura: la roccia diventa ora scuderia, capace di ospitare decine di cavalli, ora officina per i metalli, e poi carcere e serbatoio per l'acqua, oppure magazzino per le derrate. Curioso è un ambiente circolare che presenta nella parete dodici piccole nicchie distanziate tra loro con interspazi crescenti: l'arcana grotta secondo alcuni era un luogo di culto, secondo altri ospitava un particolare sistema per la misurazione del tempo. Le ripide scale, quasi incise nella roccia, portano alla torre, dai cui merli il mondo sembra stare ai piedi di chi guarda.Un altro spettacolo è dato dall'"aggrottato": tutto il fianco del castello che si riversa sul paese è interamente "traforato" da una cinquantina di grotte artificiali, scavate dall'uomo in tempi lontanissimi. Collegate le une alle altre da stradine e scalini anch'essi ricavati dalla rupe, costituiscono, nel loro insieme, un suggestivo borgo rupestre. Ognuna, al suo interno, si è trasformata in umile abitazione, con una o due stanze al massimo che ancora recano i segni dei millenni trascorsi lì dentro. Alcune sono state acquistate dal Comune e adibite a museo etnografico.Ai piedi del castello si trova la chiesa della Mercede, dove si conserva un pregevole crocifisso ligneo che un tempo era posto nella chiesa interna della rocca. La chiesa Madre, a navata unica e molto semplice, fu fatta costruire dal principe Giovanni Natoli a partire dal 1597. La terza chiesa del borgo è quella di Sant'Anna: la costruzione, della seconda metà del '600, è annessa ad un convento degli Agostiniani e custodisce un crocifisso ligneo della scuola di Frate Umile da Petralia.Tutta la zona intorno a Sperlinga è, come dice il nome, ricca di spelonche, di grotte scavate nella roccia arenaria. Tra i siti rupestri più interessanti si segnalano quello di Contrada Rossa, che forse ospitava una comunità paleocristiana (sulla cui chiesa è stata successivamente impiantata una moschea, come si può notare), quello della Contrada SS. Quaranta, nelle cui grotte sono ricavate nicchie sepolcrali dei sec. IV-VI sec. d.C., e quello di Peirito, con tombe paleocristiane.Piaceri e SaporiEscursioni naturalistiche nel bosco comunale di Sperlinga, lungo il fiumee nella riserva orientata Sambughetti. Escursioni archeologiche presso i vari siti rupestri del circondario. Il castello e il borgo rupestre, la parlata antica, l'incantevole panorama e la tranquillità sono alcuni dei motivi che consigliano di abbandonare i consueti itinerari di agenzia per immergersi in una Sicilia nascosta, bellissima e genuina, lontana da ogni inquinamento e ossigenata per la presenza di un esteso bosco naturale a roverella, ricco di fauna selvatica (volpe, istrice, riccio, donnola, corvo reale, upupa e diverse specie di rapaci). Tra i canti degli uccelli, il profumo del bosco e l'aria fresca di montagna è bello percorrere i tanti sentieri che per km e km smarriscono dai rumori del mondo, per poi ritrovarsi in una delle tante masserie sparse per il bosco a mangiare formaggio davanti a un buon bicchiere di vino rosso.Fonte: I Borghi più belli d'ItaliaVideo: Ignazio Catalano APH - FB

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