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cronaca
06-04-2021
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Santa Rita, il fascino del borgo semi-abbandonato che si trova sul territorio di Caltanissetta

Veduta aerea di Borgo Santa Rita, frazione di Caltanissetta, tra i comuni di Sommatino e Delia, sul Monte Pisciacane. Il Borgo è abitato da tre famiglie. Al suo interno un panificio (Forno Santa Rita), una chiesa e poche attività dedite all'agricoltura ed alla pastorizia. Da pochi anni è presente il "Micromuseo Immateriale del Grano e del Pane".

La storia
Il borgo vero e proprio, un gruppo di case che oggi risultano aggregate, accostate, giustapposte, senza apparente pianificazione, nasce nel 1895, per volontà della famiglia dei Baroni La Lomia di Canicattì, con criteri dettati dai bisogni immediati degli agricoltori.  Il borgo, edificato fra i feudi Pisciacane e Draffù, fu dedicato a Rita Bordonaro La Lomia, moglie del Barone, che, per sua volontà, fece costruire la chiesa consacrata a Santa Rita e che dà nome alla borgata.
Questo lembo di feudo, fino agli anni '70, come in molte altre realtà rurali della Sicilia, aveva una scuola con una maestra che accudiva alunni e animali, dato che dormiva nell'edificio adibito a scuola e stalla. Erano decine le scuole rurali disseminate nel territorio, tenute in piedi dall'abnegazione degli insegnanti e dall'impegno dei residenti. La chiesa che invece domina il borgo, sulla sommità di una scalinata, a ridosso di quella che era la residenza baronale, il cosiddetto palazzotto La Lomia, era luogo di aggregazione per le famiglie del circondario.

La micro-filiera del grano
La campagna siciliana feconda e produttiva, in questa parte dell'isola si manifesta in tutto il suo silenzio laborioso. In questo territorio ricco di biodiversità e in particolare di varietà di frumenti antichi, da un decennio a questa parte, è iniziata la riqualificazione di un settore agroalimentare che rischiava di perire sotto l'egemonia del profitto. E' nato così un progetto che coniuga la dimensione tecnico-scientifica legata ai saperi del grano a quella storico-antropologica della memoria, molto viva nel Borgo Santa Rita.
Il palazzo baronale La Lomia magistralmente restaurato, ospita all'interno delle sue sale, il micro-museo immateriale del grano e del pane, inaugurato nel maggio del 2016.
Il piccolo museo, attualmente in fase di ampliamento utilizza tecnologie di nuova generazione, come video web e istallazioni multimediali, la voce narrante della Baronessa Rita Bordonaro-La Lomia ci accompagna in questo viaggio virtuale attraverso informazioni messe in scena su pannelli interattivi.

Slow tourism al Borgo
Agli inizi del 2000 quando i tempi non erano ancora maturi, il sogno di poter riqualificare l'antico borgo per renderlo meta di slow tourism di qualità, sembrò arenarsi. Poi pian piano, grazie ai finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale Sicilia 2007/2013, e all'impegno e alla tenacia di questo team di giovani pluriqualificati, quell'entusiasmo si è concretizzato.
Traino e collante di questo movimento imprenditoriale è il panificatore Maurizio Spinello che dal 1999 produce una eccellenza gastronomica, il pane fatto di farine biologiche, impastato a mano e lievitato solo con pasta madre con il quale rifornisce rivenditori e mercati di tutta l'isola. Dentro il grande forno di 140 mq, alimentato esclusivamente a legno di ulivo e mandorlo, ricavato da quella che una volta era la stalla del padre, ogni giorno all'alba, Maurizio e i suoi giovani collaboratori preparano un prodotto naturale e a km zero. Uguale a come era cento anni fa.

Video realizzato da Totò Venti

Veduta aerea di Borgo Santa Rita, frazione di Caltanissetta, tra i comuni di Sommatino e Delia, sul Monte Pisciacane. Il Borgo è abitato da tre famiglie. Al suo interno un panificio (Forno Santa Rita), una chiesa e poche attività dedite all'agricoltura ed alla pastorizia. Da pochi anni è presente il "Micromuseo Immateriale del Grano e del Pane".La storiaIl borgo vero e proprio, un gruppo di case che oggi risultano aggregate, accostate, giustapposte, senza apparente pianificazione, nasce nel 1895, per volontà della famiglia dei Baroni La Lomia di Canicattì, con criteri dettati dai bisogni immediati degli agricoltori.  Il borgo, edificato fra i feudi Pisciacane e Draffù, fu dedicato a Rita Bordonaro La Lomia, moglie del Barone, che, per sua volontà, fece costruire la chiesa consacrata a Santa Rita e che dà nome alla borgata.Questo lembo di feudo, fino agli anni '70, come in molte altre realtà rurali della Sicilia, aveva una scuola con una maestra che accudiva alunni e animali, dato che dormiva nell'edificio adibito a scuola e stalla. Erano decine le scuole rurali disseminate nel territorio, tenute in piedi dall'abnegazione degli insegnanti e dall'impegno dei residenti. La chiesa che invece domina il borgo, sulla sommità di una scalinata, a ridosso di quella che era la residenza baronale, il cosiddetto palazzotto La Lomia, era luogo di aggregazione per le famiglie del circondario.La micro-filiera del granoLa campagna siciliana feconda e produttiva, in questa parte dell'isola si manifesta in tutto il suo silenzio laborioso. In questo territorio ricco di biodiversità e in particolare di varietà di frumenti antichi, da un decennio a questa parte, è iniziata la riqualificazione di un settore agroalimentare che rischiava di perire sotto l'egemonia del profitto. E' nato così un progetto che coniuga la dimensione tecnico-scientifica legata ai saperi del grano a quella storico-antropologica della memoria, molto viva nel Borgo Santa Rita.Il palazzo baronale La Lomia magistralmente restaurato, ospita all'interno delle sue sale, il micro-museo immateriale del grano e del pane, inaugurato nel maggio del 2016.Il piccolo museo, attualmente in fase di ampliamento utilizza tecnologie di nuova generazione, come video web e istallazioni multimediali, la voce narrante della Baronessa Rita Bordonaro-La Lomia ci accompagna in questo viaggio virtuale attraverso informazioni messe in scena su pannelli interattivi.Slow tourism al BorgoAgli inizi del 2000 quando i tempi non erano ancora maturi, il sogno di poter riqualificare l'antico borgo per renderlo meta di slow tourism di qualità, sembrò arenarsi. Poi pian piano, grazie ai finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale Sicilia 2007/2013, e all'impegno e alla tenacia di questo team di giovani pluriqualificati, quell'entusiasmo si è concretizzato.Traino e collante di questo movimento imprenditoriale è il panificatore Maurizio Spinello che dal 1999 produce una eccellenza gastronomica, il pane fatto di farine biologiche, impastato a mano e lievitato solo con pasta madre con il quale rifornisce rivenditori e mercati di tutta l'isola. Dentro il grande forno di 140 mq, alimentato esclusivamente a legno di ulivo e mandorlo, ricavato da quella che una volta era la stalla del padre, ogni giorno all'alba, Maurizio e i suoi giovani collaboratori preparano un prodotto naturale e a km zero. Uguale a come era cento anni fa.Video realizzato da Totò Venti

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Commenti
Santa Rita, il fascino del borgo semi-abbandonato che si trova sul territorio di Caltanissetta

Giusy

Bellissimo borgo, dieci anni fa infatti decisi di sposarmi li. Ricordi indelebili

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