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cronaca
10-07-2021
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Migranti, individuato il relitto del barchino naufragato a Lampedusa: 9 i cadaveri

È stato trovato il relitto in fondo al mare. È stato individuato dalla Nave Dattilo della Guardia Costiera il barchino che si era capovolto durante l'attività di soccorso il 30 giugno scorso a largo di Lampedusa. Lunedì scorso la Nave dattilo con a bordo gli operatori subacquei del quinto Nucleo della Guardia Costiera, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio, aveva iniziato le operazioni di ricerca dei corpi dei migranti dispersi durante il naufragio nella zona di mare tra l'Isola di Lampedusa e Lampione.

Dopo due giorni di ricerca nel pomeriggio di ieri è stata individuata, con l'aiuto di un robot sottomarino (ROV) in dotazione ai nuclei subacquei, su un fondale di 90 metri l'unità affondata. Un corpo è stato trovato adagiato all'interno dello scafo, mentre altri otto sul fondale adiacente. Continueranno nei prossimi giorni, non appena le condizioni meteorologiche lo consentiranno, le ricerche di eventuali dispersi.

Il naufragio si era verificato lo scorso 30 giugno ed è avvenuto a circa 5 miglia dalla maggiore delle Pelagie. L?imbarcazione di otto metri su cui si trovavano i migranti si era ribaltata proprio durante le operazioni di soccorso, e molti migranti erano finiti in mare. 46 persone sono state condotte in salvo al molo Favarolo, insieme a 7 cadaveri. Il giorno del salvataggio mancavano all'appello appunto i 9 migranti, rimasti impigliati nello scafo. Le prime vittime recuperate erano tutte donne, una delle quali incinta. I 46 superstiti, 29 uomini e 17 donne, sono tutti di provenienza subsahariana. Su quel barcone, partito da Sfax, in Tunisia, ci sarebbe state 62 persone. Due donne sono state trasferite in elisoccorso in un ospedale di Palermo, una per un edema polmonare, e l'altra in stato di gravidanza.

È stato trovato il relitto in fondo al mare. È stato individuato dalla Nave Dattilo della Guardia Costiera il barchino che si era capovolto durante l'attività di soccorso il 30 giugno scorso a largo di Lampedusa. Lunedì scorso la Nave dattilo con a bordo gli operatori subacquei del quinto Nucleo della Guardia Costiera, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio, aveva iniziato le operazioni di ricerca dei corpi dei migranti dispersi durante il naufragio nella zona di mare tra l'Isola di Lampedusa e Lampione.Dopo due giorni di ricerca nel pomeriggio di ieri è stata individuata, con l'aiuto di un robot sottomarino (ROV) in dotazione ai nuclei subacquei, su un fondale di 90 metri l'unità affondata. Un corpo è stato trovato adagiato all'interno dello scafo, mentre altri otto sul fondale adiacente. Continueranno nei prossimi giorni, non appena le condizioni meteorologiche lo consentiranno, le ricerche di eventuali dispersi.Il naufragio si era verificato lo scorso 30 giugno ed è avvenuto a circa 5 miglia dalla maggiore delle Pelagie. L’imbarcazione di otto metri su cui si trovavano i migranti si era ribaltata proprio durante le operazioni di soccorso, e molti migranti erano finiti in mare. 46 persone sono state condotte in salvo al molo Favarolo, insieme a 7 cadaveri. Il giorno del salvataggio mancavano all'appello appunto i 9 migranti, rimasti impigliati nello scafo. Le prime vittime recuperate erano tutte donne, una delle quali incinta. I 46 superstiti, 29 uomini e 17 donne, sono tutti di provenienza subsahariana. Su quel barcone, partito da Sfax, in Tunisia, ci sarebbe state 62 persone. Due donne sono state trasferite in elisoccorso in un ospedale di Palermo, una per un edema polmonare, e l'altra in stato di gravidanza.

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