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cronaca
12-05-2021
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Intervista al 18enne di Fano sottoposto a Tso per aver rifiutato di indossare la mascherina a scuola

A Fano, qualche giorno fa, un ragazzo di 18 anni si è rifiutato di indossare la mascherina in classe legandosi al banco come segno di protesta. Il giovane è stato poi portato al pronto soccorso dove è stato ricoverato in regime di Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio). La notizia ha fatto immediatamente il giro di tutti i giornali e, anche se ora il ragazzo è stato dimesso, restano alcuni interrogativi. 
A detta di tutti, "Marco" è un 18enne tranquillo, sensibile, in classe sempre corretto ed educato. I problemi sarebbero nati dal momento in cui il ragazzo ha conosciuto, durante una manifestazione contro l'utilizzo della mascherina, l'attivista negazionista Lamberto Roberti.

Marco è convinto che la mascherina sia anticostituzionale e che faccia male alla salute e queste idee decide di portarle in classe presentandosi diverse volte senza mascherina. La scuola prende provvedimenti sempre più seri arrivando a costringere il giovane a studiare forzatamente in Dad. Marco però, voleva che questa sua protesta diventasse conosciuta quindi, la mattina dello scorso 5 maggio, decide di andare a scuola senza mascherina e di legarsi con una piccola catena da bici al banco. Il ragazzo chiede anche all'amico attivista di presentarsi davanti all'istituto con un giornalista e un fotografo. 

La preside interviene, chiama anche il sindaco Massimo Seri e arrivano le forze dell'ordine accompagnate da un medico. "Marco era tranquillissimo ed è stato costretto ad andare via con il medico", ha detto l'avvocato del ragazzo. Versione che non si sposa con quanto afferma il sindaco e cioè che sarebbe stato Marco a chiedere al medico di andare via insieme per avere un parere sull'utilizzo corretto della mascherina. Il ragazzo viene portato al pronto soccorso di Fano e due medici, con il benestare del sindaco, avviano la pratica per eseguire il Trattamento sanitario obbligatorio dichiarando che "Marco presenta disturbo delirante e alterazioni cliniche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici che lui stesso non accetta".  Secondo l'avvocato le cose sarebbero andate così: "Il ragazzo ha detto che non avrebbe voluto effettuare il tampone e i medici lo hanno effettuato in maniera coatta". 

A Marco vengono dati dei calmanti e viene trasferito nel reparto di psichiatria di Pesaro dove viene requisito anche il suo cellulare. Il Tso sarebbe dovuto durare sette giorni ma, dopo quattro giorni in psichiatria, Marco è uscito. Sul ruolo di Lamberto sembra che potrebbe partire un'indagine, nel frattempo i genitori del ragazzo gli hanno chiesto di non vedere il figlio. 
Rimangono diversi interrogativi: la scuola oltre a educare non dovrebbe essere anche un luogo di ascolto?
Le istituzioni stanno indagando se quel Tso sia stato legittimo? 

A Fano, qualche giorno fa, un ragazzo di 18 anni si è rifiutato di indossare la mascherina in classe legandosi al banco come segno di protesta. Il giovane è stato poi portato al pronto soccorso dove è stato ricoverato in regime di Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio). La notizia ha fatto immediatamente il giro di tutti i giornali e, anche se ora il ragazzo è stato dimesso, restano alcuni interrogativi. A detta di tutti, "Marco" è un 18enne tranquillo, sensibile, in classe sempre corretto ed educato. I problemi sarebbero nati dal momento in cui il ragazzo ha conosciuto, durante una manifestazione contro l'utilizzo della mascherina, l'attivista negazionista Lamberto Roberti.Marco è convinto che la mascherina sia anticostituzionale e che faccia male alla salute e queste idee decide di portarle in classe presentandosi diverse volte senza mascherina. La scuola prende provvedimenti sempre più seri arrivando a costringere il giovane a studiare forzatamente in Dad. Marco però, voleva che questa sua protesta diventasse conosciuta quindi, la mattina dello scorso 5 maggio, decide di andare a scuola senza mascherina e di legarsi con una piccola catena da bici al banco. Il ragazzo chiede anche all'amico attivista di presentarsi davanti all'istituto con un giornalista e un fotografo. La preside interviene, chiama anche il sindaco Massimo Seri e arrivano le forze dell'ordine accompagnate da un medico. "Marco era tranquillissimo ed è stato costretto ad andare via con il medico", ha detto l'avvocato del ragazzo. Versione che non si sposa con quanto afferma il sindaco e cioè che sarebbe stato Marco a chiedere al medico di andare via insieme per avere un parere sull'utilizzo corretto della mascherina. Il ragazzo viene portato al pronto soccorso di Fano e due medici, con il benestare del sindaco, avviano la pratica per eseguire il Trattamento sanitario obbligatorio dichiarando che "Marco presenta disturbo delirante e alterazioni cliniche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici che lui stesso non accetta".  Secondo l'avvocato le cose sarebbero andate così: "Il ragazzo ha detto che non avrebbe voluto effettuare il tampone e i medici lo hanno effettuato in maniera coatta". A Marco vengono dati dei calmanti e viene trasferito nel reparto di psichiatria di Pesaro dove viene requisito anche il suo cellulare. Il Tso sarebbe dovuto durare sette giorni ma, dopo quattro giorni in psichiatria, Marco è uscito. Sul ruolo di Lamberto sembra che potrebbe partire un'indagine, nel frattempo i genitori del ragazzo gli hanno chiesto di non vedere il figlio. Rimangono diversi interrogativi: la scuola oltre a educare non dovrebbe essere anche un luogo di ascolto?Le istituzioni stanno indagando se quel Tso sia stato legittimo? 

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