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cronaca
11-04-2021
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Castello Manfredonico di Mussomeli e le sue strane presenze

Il castello di Mussomeli (noto anche come castello manfredonico) è una fortezza eretta tra il XIV e il XV secolo. Si trova su una rupe, a due chilometri ad est di Mussomeli (provincia di Caltanissetta), ad un'altezza di circa 778 metri. Le tracce architettoniche più antiche del sito sono di epoca sveva. Il castello fu poi edificato tra il 1364 e il 1367 da Manfredi III Chiaramonte, conte di Modica (morto nel 1391), mentre le forme attuali del fortilizio si devono soprattutto all'intervento operato all'inizio del XV secolo dai Castellar, signori di Mussomeli. Oltre alla cappella, assai rilevante è la cosiddetta "sala dei Baroni" (o "sala del trono"), anch'essa sita nel recinto interno.

Su questa corte affacciano dei pregiati portali di stile chiaramontano. Interessante pure la "sala del camino" e la "sala da pranzo", caratterizzate da elementi gotici, e la "camera da letto" del conte, a doppia volta a crociera. Da ricordare ancora l'armeria, la cosiddetta "camera della morte", con insidiose botole, la "stanza delle tre donne" e il carcere feudale. All'esterno si notano il ricovero del corpo di guardia e la cappella, dedicata prima a san Giorgio, protettore dei Chiaramonte, indi alla Madonna della Catena, con probabile riferimento ai detenuti.
Nel 1391 il maniero entrò in possesso di Andrea Chiaramonte, che ebbe dei seri contrasti con la regina Maria, tanto da essere giustiziato l'anno successivo. La rocca passerà ai Moncada e, più tardi, in modo definitivo, ai Lanza: Cesare Lanza, nel 1564, acquisirà il rango di primo conte di Mussomeli.

Leggende
Rimasero nella mente di molte persone l'episodio delle tre donne murate vive; la tragica vicenda di Laura Lanza, figlia di Cesare e baronessa di Carini, effettivamente avvenuta e documentata in un atto del 1563, conservato nella chiesa parrocchiale del suddetto paese siciliano; il fatto riguardante lo spagnolo don Guiscardo de la Portes, al servizio, nel 1392, del re Martino I di Sicilia, presunto fantasma del maniero, morto durante un combattimento contro il ribelle Andrea Chiaramonte.
Decine sono i racconti e le testimonianze che si trovano anche on line. Il primo personaggio è un giovane. Lo avrebbero «visto» in tanti, tra questi anche un gruppo di turisti.
Riferiscono di un giovane vigoroso avvolto da un mantello nero. Barba e capelli folti. Questo fantasma si narra che sarebbe comparso ad un custode e a lui avrebbe raccontato la sua storia.

Il racconto: "La rocca di Mussomeli e il fantasma"
Nel castello pare abitassero insieme al principe Federico le sue tre sorelle: Clotilde, Margherita e Costanza. Il principe dovette partire in guerra e non sapendo a chi lasciare in custodia le tre sorelle le rinchiuse in una camera, lasciò il cibo necessario e fece murare la porta.
La guerra durò più del previsto. E le scorte terminarono. Non avendo a chi chiedere una mano, misero a cuocere le scarpe per mangiarle. Al rientro il principe corse nella stanza e le trovò morte con le scarpe tra i denti. Da allora quella stanza è chiamata la «cammara di li tri donni».

Altra presenza è quella di Laura Lanza, baronessa di Carini, uccisa nel castello di Carini, (qui lasciò un'impronta...) dal padre Cesare. Venne sorpresa con Ludovico Vernagallo di Montelepre.
Il padre, in preda al rimorso, si rifugiò nel castello di Mussomeli. Ma lo spirito della donna non lo avrebbe lasciato in pace. E lo seguì fino alla nuova dimora. Chi afferma di avere visto questa presenza sulla Rocca di Mussomeli parla di una donna giovane vestita con abiti risalenti al '500.

Video di Davide Saporito

Il castello di Mussomeli (noto anche come castello manfredonico) è una fortezza eretta tra il XIV e il XV secolo. Si trova su una rupe, a due chilometri ad est di Mussomeli (provincia di Caltanissetta), ad un'altezza di circa 778 metri. Le tracce architettoniche più antiche del sito sono di epoca sveva. Il castello fu poi edificato tra il 1364 e il 1367 da Manfredi III Chiaramonte, conte di Modica (morto nel 1391), mentre le forme attuali del fortilizio si devono soprattutto all'intervento operato all'inizio del XV secolo dai Castellar, signori di Mussomeli. Oltre alla cappella, assai rilevante è la cosiddetta "sala dei Baroni" (o "sala del trono"), anch'essa sita nel recinto interno.Su questa corte affacciano dei pregiati portali di stile chiaramontano. Interessante pure la "sala del camino" e la "sala da pranzo", caratterizzate da elementi gotici, e la "camera da letto" del conte, a doppia volta a crociera. Da ricordare ancora l'armeria, la cosiddetta "camera della morte", con insidiose botole, la "stanza delle tre donne" e il carcere feudale. All'esterno si notano il ricovero del corpo di guardia e la cappella, dedicata prima a san Giorgio, protettore dei Chiaramonte, indi alla Madonna della Catena, con probabile riferimento ai detenuti.Nel 1391 il maniero entrò in possesso di Andrea Chiaramonte, che ebbe dei seri contrasti con la regina Maria, tanto da essere giustiziato l'anno successivo. La rocca passerà ai Moncada e, più tardi, in modo definitivo, ai Lanza: Cesare Lanza, nel 1564, acquisirà il rango di primo conte di Mussomeli.LeggendeRimasero nella mente di molte persone l'episodio delle tre donne murate vive; la tragica vicenda di Laura Lanza, figlia di Cesare e baronessa di Carini, effettivamente avvenuta e documentata in un atto del 1563, conservato nella chiesa parrocchiale del suddetto paese siciliano; il fatto riguardante lo spagnolo don Guiscardo de la Portes, al servizio, nel 1392, del re Martino I di Sicilia, presunto fantasma del maniero, morto durante un combattimento contro il ribelle Andrea Chiaramonte.Decine sono i racconti e le testimonianze che si trovano anche on line. Il primo personaggio è un giovane. Lo avrebbero «visto» in tanti, tra questi anche un gruppo di turisti.Riferiscono di un giovane vigoroso avvolto da un mantello nero. Barba e capelli folti. Questo fantasma si narra che sarebbe comparso ad un custode e a lui avrebbe raccontato la sua storia.Il racconto: "La rocca di Mussomeli e il fantasma"Nel castello pare abitassero insieme al principe Federico le sue tre sorelle: Clotilde, Margherita e Costanza. Il principe dovette partire in guerra e non sapendo a chi lasciare in custodia le tre sorelle le rinchiuse in una camera, lasciò il cibo necessario e fece murare la porta.La guerra durò più del previsto. E le scorte terminarono. Non avendo a chi chiedere una mano, misero a cuocere le scarpe per mangiarle. Al rientro il principe corse nella stanza e le trovò morte con le scarpe tra i denti. Da allora quella stanza è chiamata la «cammara di li tri donni».Altra presenza è quella di Laura Lanza, baronessa di Carini, uccisa nel castello di Carini, (qui lasciò un'impronta...) dal padre Cesare. Venne sorpresa con Ludovico Vernagallo di Montelepre.Il padre, in preda al rimorso, si rifugiò nel castello di Mussomeli. Ma lo spirito della donna non lo avrebbe lasciato in pace. E lo seguì fino alla nuova dimora. Chi afferma di avere visto questa presenza sulla Rocca di Mussomeli parla di una donna giovane vestita con abiti risalenti al '500.Video di Davide Saporito

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