ricerca il tuo profilo
Italia
22-09-2021
181

Nella grotta dei soldati a 3.100 metri: lo scioglimento dei ghiacci svela i resti della Guerra...

Tornano alla luce sulle cime dello Stelvio chilometri di trincee, fossati e gallerie risalenti alla prima guerra mondiale. A Bormio un museo dedicato ai combattimenti ad alta quota nel complesso alpino dellOrtles-Cevedale Mesi gelidi trascorsi a sorvegliare cime inarrivabili. E a scrutarsi con un nemico appostato dietro a identici spuntoni di roccia, dallaltra parte della valle. La temperatura poteva precipitare anche a 30 gradi sotto lo zero, eppure soldati italiani e austriaci non abbandonavano le loro posizioni nemmeno nelle notti di freddo polare, quando il giaccio li assediava, costringendoli in ripari scavati nella montagna. La Grande Guerra è stata anche questo, il confronto impari tra gli uomini e le condizioni più estreme imposte dalla natura. Lungo larco alpino, nei settori operativi dei gruppi dellOrtles-Cevedale e dellAdamello-Presanella, ha preso il nome di Guerra Bianca, perché venne combattuta a una quota media superiore ai 3.000 metri, tra nevi che allora erano perenni. La custodia del ghiaccioIl riscaldamento globale e il progressivo scioglimento dei ghiacciai hanno liberato dalla morsa del ghiaccio molti di quei rifugi, svelando nidi daquila con i loro cannoni, chilometri di trincee scavate nella roccia e strade che si inerpicano, con punti di appostamento trovati fino alla quota massima di 3.905 metri sul livello del mare. Nellalta Valtellina, sulle vette del Parco Nazionale dello Stelvio, i resti dei combattimenti ad alta quota sono oggi in gran parte visibili: «Sulla cima dello Scorluzzo ad esempio — spiega Stefano Morosini, docente alluniversità di Bergamo e consulente storico del Parco — abbiamo trovato diverse caverne usate come ricovero dai soldati austro-ungarici, ad oltre 3.000 metri. Da qui si poteva presidiare il passo dello Stelvio, la val Venosta, la valle dei Vitelli e la valle del Braulio. Era un luogo strategico, e pertanto è tutto assolutamente trincerato, con numerose gallerie e caverne che venivano rivestite di legno e utilizzate dai militari per difendersi dal gelo e dai colpi dellartiglieria italiana». Una di queste capanne di legno è stata estratta dal suo ricovero nella roccia posto nei pressi della cima del Monte Scorluzzo a 3.094 metri, e sarà presto ricostruita allinterno di un nuovo museo che vedrà la luce nei prossimi mesi, a Bormio. La Regione Lombardia, attraverso un accordo di programma, ha stanziato per il progetto 3,2 milioni di euro. Le cimeGran parte di questi resti erano fino a qualche anno fa irraggiungibili. Blindati nel ghiaccio, sono stati restituiti alla luce solo di recente, a causa dellinnalzamento delle temperature che comporta una pesante riduzione dellaree ghiacciate ad alta quota. «Il ghiacciaio dei Forni — spiega Guglielmina Diolaiuti, docente di Geologia allUniversità di Milano — si è accorciato di oltre due chilometri, al suo posto scorre un torrente che viene alimentato dalle... ( Corriere Tv ). Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/cronaca/nella-grotta-soldati-3100-metri-scioglimento-ghiacci-svelano-resti-guerra-bianca/1ad3ea24-1a28-11ec-bad4-fdee4b3553ca

Condividi Video

Video Notizie di Oggi

SeguoNews.it è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Caltanissetta n.235 del 07/06/2013 | P.Iva: 01910630852
.1
Realizzazione Siti web Caltanissetta