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Superbonus 110%: Arriva la stretta sui bonus edilizi a causa dello stop alla cessione del credito infinita
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Superbonus 110%: Arriva la stretta sui bonus edilizi a causa dello stop alla cessione del credito infinita

Le novità sono considerate troppo stringenti e deleterie per la ripresa economica nazionale. Insorge il M5S e le associazioni di categoria

Redazione
30 Gennaio 2022 12:43

Dal 7 febbraio 2022 stop alla cessione del credito infinita. In arrivo anche un prezziario del Ministero della transizione energetica che servirà ad individuare i massimali di spesa per alcune categorie di lavorazioni. Insorgono le associazioni. 
La pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto Sostegni ter sta creando un pò di scompiglio nel settore delle costruzioni, viste le novità introdotte sul superbonus 110% e sui bonus edilizi considerate troppo stringenti e deleterie per la ripresa economica nazionale. Vediamo insieme come cambia il superbonus 110% e le critiche all'operato del governo mosse da partiti e associazioni. 

Dal 7 febbraio 2022 stop alla cessione del credito infinita
A fronte delle numerose frodi scoperte sui bonus edilizi (superbonus, ecobonus, bonus ristrutturazioni, sismabonus, bonus facciate), il governo si è trovato costretto a correre ai ripari e ad adottare misure più stringenti con il nuovo decreto Sostegni 2022. Il provvedimento, pubblicato il 27 gennaio 2022 in Gazzetta ufficiale, apporta importanti modifiche a tutti i bonus previsti nel settore dell'edilizia con il primo decreto Rilancio, quello del 2020, compreso il bonus 110%.
Cosa cambia?
La cessione del credito, con il tax credit che potrà essere ceduto una sola volta sia da parte dei  beneficiari della detrazione, sia da parte dei fornitori che ricevono il credito. Con l'eliminazione della facoltà di passaggi successivi, non sono più possibili ulteriori cessioni del credito, sia che si operi con sconto in fattura sia senza. Le nuove disposizioni, che entreranno in vigore dal 7 febbraio 2022, hanno già fatto partire la corsa alla cessione. Prima di questa data la cessione del credito d'imposta non avrà limiti mentre dopo potrà avvenire ancora per una sola volta. Va ricordato che banche ed intermediari finanziari rientrano tra i soggetti cui si può cedere il credito d'imposta. 

In arrivo il prezzario del Mite
Tra le altre novità c'è il visto di conformità, ossia una attestazione che garantisce l'esistenza dei presupposti per richiedere la detrazione d'imposta, e l'asseverazione, una attestazione per verificare la congruità delle spese sostenute secondo i valori stabiliti per alcune categorie di beni. Entro il 9 febbraio 2022, il ministero della transizione ecologica dovrebbe approvare un decreto con un apposito prezzario composto da 35 voci, che servirà ad individuare i valori massimi di spesa per alcune categorie di lavorazioni.

Previsti massimali per:
la riqualificazione energetica degli edifici;
l'isolamento di coperture, pavimenti e pareti perimetrali;
la sostituzione degli infissi (per zone climatiche);
l'installazione di schermature solari;
le caldaie a condensazione;
microcogeneratori;
pompe di calore;
generatori a biomasse;
tecnologie di building automation.

Movimento 5 Stelle: è da irresponsabili bloccare il funzionamento del bonus 110%
Insoddisfatti dalle nuove misure introdotte per il superbonus 110% anche alcuni deputati del Movimento 5 stelle. Patrizia Terzoni, Riccardo Fraccaro e Luca Sut dichiarano che "ancora una volta il ministro dell'economia, Daniele Franco, ha voluto cambiare le regole in corsa, con il risultato di bloccare, anche retroattivamente, le anticipazioni bancarie e quindi i cantieri, suscitando il legittimo malcontento di famiglie, imprese, tecnici e istituti di credito". L'atteggiamento del governo è da "irresponsabili": non è possibile "bloccare il funzionamento di una misura determinante per la ripresa economica" in un momento così delicato per il Paese. I 5 Stelle promettono battaglia: "I nostri emendamenti per reintrodurre la possibilità di cessioni successive alla prima sono già pronti per il deposito e per il confronto con le altre forze politiche, ma resta il fatto che un intero comparto e centinaia di migliaia di famiglie dovranno attendere il completamento dell'iter di conversione, quindi due mesi circa, per poter ripartire con i cantieri. Per questa ragione, contestualmente alla reintroduzione della possibilità di cedere più volte il credito, proporremo l'eliminazione del vincolo del 30% di lavori realizzati entro il 30 giugno per le unifamiliari, con un decalage (riduzione nel tempo, ndr) dedicato anche a questa tipologia di edifici a partire dal 2024. Non accetteremo che il Mef penalizzi cittadini e imprese impedendo loro di ricorrere alla nostra maxi agevolazione". 

Le proteste delle associazioni
Insorgono anche le associazioni di categoria, preoccupate per la ripresa economica. "Artigiani e piccole imprese esprimono profonda delusione per l'indisponibilità del Governo a trovare soluzioni diverse per contrastare le frodi, utilizzando tutti gli strumenti per individuare e perseguire i responsabili. Le nuove pesanti restrizioni all'utilizzo dei bonus edilizi, introdotte dall'art. 28 del decreto Sostegni ter, - scrive in una nota la Confederazione nazionale dell'artigianato (Cna) - stanno provocando il disimpegno degli intermediari nell'acquisto dei crediti di imposta. Una situazione improvvisa e grave, destinata ad imprimere una drastica frenata alla realizzazione dei lavori di riqualificazione e efficientamento energetico degli immobili, penalizzando cittadini e imprese onesti e rallentando la crescita economica e il positivo utilizzo delle risorse del Pnrr". Pertanto, la Cna chiede al Parlamento di superare, in sede di conversione, le restrizioni "così da assicurare continuità e certezza al meccanismo della cessione e garantire la necessaria stabilità al funzionamento dei bonus".

Fonte: Today.it

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