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Stop alle stabilizzazioni, il Consiglio dei ministri impugna ventotto norme dell'Ars
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Stop alle stabilizzazioni, il Consiglio dei ministri impugna ventotto norme dell'Ars

Si tratta della legge di stabilità, impugnata davanti la Corte Costituzionale

Redazione
22 Luglio 2022 15:40

Il Consiglio dei ministri ha impugnato davanti alla Corte costituzionale ventotto norme della legge di stabilità della Sicilia, approvata a maggio dall'Assemblea regionale. Tra le norme cassate ci sono quelle che riguardano l'assunzione del personale sanitario e tecnico impegnato nell'emergenza Covid e di diverse categorie di precari (Asu e personale ex dipartimento Foreste), il «mini condono edilizio», i fondi (200mila euro) per i collegamenti interni dei Comuni. Saltano per mancata o errata copertura finanziaria anche l'istituzione della giornata della memoria dell'eruzione dell'Etna del 1669, il contributo di 10 milioni per le imprese della pesca, la possibilità per i dipendenti pubblici di chiedere l'anticipazione del Tfr.

Disco rosso anche alla norma in materia di esercizio di attività nei beni demaniali marittimi, alle assunzioni degli assistenti sociali, l'extra-budget per i privati convenzionati col sistema sanitario calcolato sul consolidato 2019, stop al riconoscimento di ente di ricerca per l'istituto zootecnico sperimentale e all'assunzione di 300 dirigenti a tempo determinato. Impugnate anche le norme per l'assunzione dei figli delle vittime del disastro aereo di Montagnalonga del 1972, per la stabilizzazione del personale ex Dipartimento Foreste.(Gds.it)

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