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San Cataldo, il direttore sanitario della Regina Pacis: "Budget esauriti e tetti di spesa agli sgoccioli nei centri sanitari convenzionati siciliani"
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San Cataldo, il direttore sanitario della Regina Pacis: "Budget esauriti e tetti di spesa agli sgoccioli nei centri sanitari convenzionati siciliani"

"Abbiamo deciso - scrive il dottore Giuseppe Virzì - di impegnare le nostre risorse per il paziente andando controcorrente finché sarà possibile"

Redazione
06 Dicembre 2021 10:30

Dopo un anno di visite, esami e ricoveri rimandati a causa della pandemia, il recupero delle liste d'attesa subisce e i cittadini subiscono un altro colpo. A lanciare l'allarme è il Direttore Sanitario della Casa di Cura "Regina Pacis", Giuseppe Virzì, già Presidente Provinciale Aiop - Caltanissetta. "A causa del Covid, anche quest'anno, come nel 2020, anche noi abbiamo assistito ad un accresciuto fabbisogno di prestazioni diagnostiche clinico-strumentali poiché molti Centri ospedalieri hanno concentrato le loro risorse per la gestione della pandemia, determinando un dirottamento dei pazienti verso le Strutture No-Covid". Questo ha determinato, per il comparto sanitario privato accreditato con il S.S.N., un rapido raggiungimento del budget annuale assegnato ed un conseguente ed inevitabile blocco delle prestazioni in convenzione.

"Noi, però, abbiamo deciso di impegnare le nostre risorse per il paziente andando controcorrente finché sarà possibile, lavorando ben consapevoli come nessun rimborso delle prestazioni ci sarà attribuito al di fuori del budget assegnatoci dalla convenzione con il S.S.N., e quindi caricandoci di costi e rischi clinici dopo un biennio - quello 2020/21 - che è stato molto oneroso. Questo lo facciamo in nome di quella che è la nostra mission, perché riteniamo che sia inumano rimandare trattamenti non differibili per i pazienti, soprattutto quelli più delicati. Tuttavia, non è un discorso, ovviamente, spesso riproducibile. Il blocco delle prestazioni in convenzione associata alla riduzione delle attività offerta delle strutture pubbliche deve essere assolutamente scongiurata perché comporta la negazione totale di tutti i livelli di assistenza. L'unica alternativa diventerebbe il pagamento delle prestazioni a carico dei cittadini oppure un incentivo alla mobilità extra regionale e infine la drammatica rinuncia alle cure". "La Regione Sicilia, come altre in Italia" - aggiunge il dr. Giuseppe Virzì - "è in grave ritardo ad attuare un provvedimento di adozione di un extrabudget ed una vera programmazione del fabbisogno. Speriamo che presto il gap tra fabbisogno e fondi stanziati possa essere colmato".

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