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Ritorna a Gela la festa della "Gente di Mare": la città prega per i lavori del porto rifugio e si affida al "Santu Patri"
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Ritorna a Gela la festa della "Gente di Mare": la città prega per i lavori del porto rifugio e si affida al "Santu Patri"

L'appuntamento con la "varchiata" è per domenica 2 agosto. Prenderà il via dal porto isola dell'Eni e sarà accompagnata dalle imbarcazioni dei pescatori, diportisti e marinai

Redazione
29 Luglio 2020 10:25

Dopo il grande successo degli ultimi due anni, domenica 2 agosto p.v. si celebrerà la "Festa della Gente di Mare" che venera San Francesco di Paola come loro celeste patrono.

Alle ore 19:00 presso il porto isola dell'Eni, avrà inizio la "varchiata" con le reliquie del Santo, accompagnata dalle imbarcazioni dei pescatori, diportisti e marinai gelesi. La traversata raggiungerà il porto rifugio per la benedizione della gente di Mare e, nei pressi del pontile sbarcatoio, saranno dedicati un momento di preghiera e un omaggio floreale per i caduti in mare e per i migranti morti nel Mar Mediterraneo. In ottemperanza alla disposizioni ministeriali e regionali relativi all'attuale emergenza sanitaria, i fedeli potranno assistere alla "varchiata" lungo il litorale gelese e potranno partecipare sulle barche, evitando ogni forma di assembramento, solo se muniti di dispositivi di protezione, non superino la temperatura corporea al 37,5° e non siano stati recentemente a contatto con i fratelli contagiati di Covid-19. Alle ore 21:00, presso la chiesa della Divina Misericordia in San Francesco di Paola, avrà inizio la solenne Celebrazione Eucaristica.

"Anche quest'anno - afferma don Lino di Dio, direttore diocesano dell'Apostolato del Mare e rettore della Chiesa di San Francesco di Paola - nonostante la situazione critica del nostro porto e le disposizioni ministeriali relativi al Covid-19, si svolgerà la "Festa della Gente di Mare", legata alla grande figura "do' Santu Patri"che non vuole essere una riesumazione di una tradizione popolare ferma al passato, ma un mantenere e custodire la propria identità che non va persa, e un momento di riflessione e di sprono sul grande dono del mare e del creato, fonte di vita e di lavoro. Si eviterà la processione e la celebrazione eucaristica al lungomare. La nostra città da anni soffre, terribilmente, la situazione drammatica del porto; noi gelesi, che amiamo il mare, dobbiamo esserne non solo tutti i custodi ma anche protagonisti sensibili del disagio che i marinai sperimentano ogni giorno per portare il sostentamento a casa, costretti ad attraccare le loro barche in altri porti perché impossibilitati dall'insabbiamento e dai servizi non efficienti. La Chiesa è vicina alla nostra gente di mare e alle loro famiglie. Gela è una città marittima e noi non possiamo dare le spalle al mare ma dobbiamo lottare affinché arrivino i finanziamenti per la costruzione del porto senza chiacchiere o inutili promesse dei "potenti" di turno. Ogni gelese, anche se è costretto a lasciare le nostra terra, porta con se la bellezza di questo mare e lo splendore dei suoi tramonti. L'attenzione di San Francesco di Paola per i nostri pescatori e marinai diventi speranza per la nostra città la quale, per la propria collocazione geografica, centro del Mediterraneo, può diventare, come lo è stato nel passato, crocevia commerciale e turistica, ponte per l' Europa, il Nord Africa e l' Asia occidentale".

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