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L'omicidio a Favara dell'ex presidente del Consiglio comunale, si indaga sulla sua attività imprenditoriale
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L'omicidio a Favara dell'ex presidente del Consiglio comunale, si indaga sulla sua attività imprenditoriale

I carabinieri del comando provinciale di Agrigento stanno ascoltando alcuni testimoni e ricostruendo l'esatta dinamica di quanto è successo

Redazione
15 Agosto 2021 21:02

L'ex presidente del consiglio comunale di Favara, Salvatore Lupo, è stato ucciso con due colpi di pistola mentre si trovava nei pressi di un bar di via IV Novembre. Lupo, imprenditore nel settore delle residenze per anziani e responsabile di alcune strutture per disabili, è morto prima dell'arrivo dei soccorsi. Sul posto, stanno operando i carabinieri della tenenza e del comando compagnia di Agrigento che stanno ascoltando dei testimoni. In via IV Novembre sono giunti anche i pm Paola Vetro e Maria Barbara Cifalinò. Secondo le prime ricostruzioni Salvatore Lupo sarebbe arrivato in via IV Novembre con la sua Porsche Macan. È entrato nello Snack American Bar ed ha chiesto di andare in bagno. È stato ucciso, sotto gli occhi del barista, che è sotto choc, non appena è uscito. Un solo il sicario che avrebbe agito, stando alle primissime indiscrezioni, a volto scoperto. Almeno due i colpi di pistola che lo hanno raggiunto.

Lupo, 45enne, lo scorso 20 maggio era stato rinviato a giudizio, dal gup del tribunale di Agrigento Francesco Provenzano, assieme ad altri 7 imputati nell'ambito dell'inchiesta sulla comunità per disabili psichici di Licata in cui gli ospiti subivano maltrattamenti. Salvatore Lupo era stato eletto consigliere comunale nel 2011 in liste civiche del centrodestra, ed è diventato presidente del consiglio comunale nel 2015 dopo le dimissioni di Leonardo Pitruzzella da consigliere. Lupo, inoltre, nel 2017 era stato arrestato, con la moglie, nell'operazione "Stipendi spezzati". L'inchiesta aveva fatto emergere che ai dipendenti della "Cooperativa sociale Suami - Onlus" prima venivano accreditati su conto corrente le mensilità dovute e poi, con carte bancomat intestate proprio agli stessi dipendenti, l'amministratore unico della coop, Lupo, avrebbe prelevato, secondo l'accusa, la metà degli stipendi. Stando all'inchiesta, questi prelievi "forzosi" di denaro avrebbero riguardato oltre 20 dipendenti. Nel novembre 2011 l'auto di Lupo, all'epoca consigliere comunale, venne incendiata.(Gds.it)

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