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"La Sicilia non è terra di mafiosi e prepotenti, ma è terra di amuri e di suli", al Volta di Caltanissetta si parla di legalità
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"La Sicilia non è terra di mafiosi e prepotenti, ma è terra di amuri e di suli", al Volta di Caltanissetta si parla di legalità

Assemblea d'istituto dedicata ai tempi della legalità e della lotta alla mafia. L'iniziativa è stata organizzata dagli studenti

Redazione
14 Aprile 2021 21:01

Mercoledì 31 Marzo, presso l'I.I. S. "A. Volta", i rappresentanti d'istituto degli studenti (Di Stefano,  Galiano, Giammusso, Tropea) e della Consulta ( Cappellino e Cardillo), di concerto con il Dirigente Scolastico  Vito Parisi, hanno organizzato un'assemblea d'istituto on line incentrata sui temi della legalità e della lotta alla mafia. L'attività, sebbene svolta da remoto, ha registrato un forte coinvolgimento degli studenti collegati da casa, essendo le attività didattiche svolte a distanza ed ha avuto come momenti rilevanti le testimonianze rese direttamente dai familiari di due vittime di mafia: Gianmatteo Sole e Claudio Domino, barbaramente trucidati dalla criminalità organizzata, l'uno all'età di  23 anni, l'altro a soli 11.

A commemorare le loro tragiche vicende, rispettivamente Matteo Sole, fratello del giovane assassinato, e Graziella Accetta, madre di Claudio. I due ospiti, a turno, hanno raccontato la loro storia, rievocando il forte dolore subito e mai sopito  neppure a distanza di molto tempo; hanno esposto le loro idee in tema di lotta alla criminalità organizzata, impartendo agli studenti in ascolto autentici lezioni di vita vissuta e sofferta, considerandosi come rappresentanti di una sorte tragica, che purtroppo, specialmente in Sicilia, molti, tanti, troppi hanno  subito. Il giovane Giammatteo e il piccolo Claudio sono solo due delle tante vittime innocenti di "Cosa nostra", alle quali la vita è stata tolta precocemente e in modo abominevole.

Particolarmente toccante il contributo della signora Accetta, che ha sottolineato l'impossibilità di comprendere e accettare l'omicidio del figlio; un evento devastante per tutta la famiglia, che ha definitivamente eliminato il mito della vecchia mafia e del suo codice d'onore, secondo cui donne, bambini e vittime innocenti venivano risparmiate da Cosa nostra

Terza ospite intervenuta la dottoressa Elena Ciravolo, impegnata attivamente in ambito sociale, presidentessa della Cooperativa Libera?Mente, che organizza interventi assistenziali, educativi, sanitari e animativi, rivolti prevalentemente a diversamente abili, minori, giovani, anziani, extracomunitari e persone ad alto rischio di emarginazione.A conclusione degli interventi, i tre relatori si sono fermati a rispondere ad alcune domande poste dagli studenti, ascoltando le loro riflessioni.

Gli studenti rappresentanti d'istituto hanno ringraziato il dirigente Parisi per il supporto offerto e hanno espresso la loro soddisfazione per la riuscita di questa particolare assemblea, la cui formula organizzativa, apprezzatissima dagli studenti, verrà riproposta in seguito. Si è trattato di un significativo momento di formazione per tutti gli alunni con un vortice di emozioni e di riflessioni, che presenta come denominatore comune un unico, importante insegnamento: amare la propria terra, la Sicilia, perché la Sicilia non è terra di mafiosi e prepotenti, ma è terra di amuri e di suli.

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