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Inquinamento idrico, sequestrati i depuratori delle aree industriali di Caltanissetta e San Cataldo
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Inquinamento idrico, sequestrati i depuratori delle aree industriali di Caltanissetta e San Cataldo

I presidenti di Legambiente, Ivo Cigna, e del Wwf, Ennio Bonfanti, nella nota che di seguito riportiamo annunciano che seguiranno gli sviluppi dell'inchiesta

Redazione
29 Novembre 2021 17:19

A seguito della recente notizia dell'avvio di un'indagine da parte della Procura della Repubblica di Caltanissetta, condotta dalla "Sezione Ambientale" del locale Nucleo di Polizia Giudiziaria, che ha già portato al sequestro preventivo dei due depuratori delle aree industriali di Caltanissetta e San Cataldo gestite dall'IRSAP, Legambiente e WWF esprimono plauso ed apprezzamento per questo nuovo intervento della Magistratura nissena contro gli ecoreati e l'inquinamento idrico. Le due Associazioni ambientaliste hanno effettuato, nei giorni scorsi, un sopralluogo proprio presso il depuratore della zona industriale di Caltanissetta, verificando la gravità dello stato di fatto ed i potenziali problemi di impatto ambientale fortemente negativi.

Da una prima osservazione, la quantità di acque reflue depurate che fuoriescono dal suddetto impianto per essere reimmesse nel torrente "Grazia" sembra inspiegabilmente irrisoria, soprattutto rispetto ai notevoli carichi che vengono generati da un centinaio di imprese, opifici e aziende insediate nella zona industriale. Inoltre, la rete fognaria e il sistema di depurazione sembrano effettivamente fatiscenti ed inadeguati, con gravissime perdite delle acque reflue nel sottosuolo e/o direttamente nel torrente, che poi si riversa sul fiume Imera meridionale. Si ha l'impressione di trovarsi davanti ad un grave caso di inquinamento ambientale che per fortuna è stato attenzionato dall'Autorità giudiziaria, la quale valuterà le eventuali responsabilità rispetto alla violazione delle disposizioni del Testo Unico ambientale e delle altre norme penali in materia.

Legambiente Caltanissetta e WWF Sicilia Centrale seguiranno da vicino lo sviluppo di tale inchiesta ed hanno già attivato i propri legali per chiedere alla Procura di essere considerate come "persone offese" nell'ambito del procedimento penale in questione, al fine di contribuire anche in questa fase di indagini preliminari nell'interesse della legalità e della tutela dell'ambiente. Come noto, sul problema della depurazione delle acque la situazione nella nostra provincia è catastrofica: ricordiamo che ad oggi non si è ancora concluso il processo relativo all'inchiesta della Procura di Caltanissetta denominata "Acheronte", sulla presunta mancata depurazione fognaria di una ventina di depuratori comunali gestiti dall'ATO idrico, attualmente trasferito alla Procura di Palermo per competenza territoriale, che vede imputati molti soggetti tra cui funzionari pubblici della Regione Siciliana e dell'ATO idrico CL6, nonchè ex amministratori e manager di Caltaqua SpA1.

 Legambiente e WWF, infine, ricordano la recenti risultanze dell'indagine sui depuratori in Sicilia condotta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali (cosiddetta "Commissione Ecomafie"): nella nostra regione la mancata depurazione delle acque costa 160 mila euro al giorno, mentre dei 457 impianti di trattamento delle acque reflue, il 16% non è in funzione, il 20% non è stato sottoposto a collaudo; il restante, in pochi casi, completa il regolare ciclo di depurazione, sversando nei fiumi o in mare acque inquinate.

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