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Infortuni sul lavoro, una lunga scia di sangue: due vittime in un giorno
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Infortuni sul lavoro, una lunga scia di sangue: due vittime in un giorno

Da una donna all'interno di una vetreria ad un 41enne travolto e schiacciato da diversi tubi

Redazione
07 Novembre 2022 19:59

Morire sul luogo di lavoro. Succede ancora, stavolta nel Piacentino, dove la vittima è una donna che lavorava da più di 26 anni in una vetreria di Borgonuovo Val Tidone e nel Torinese, dove un operaio marocchino di 41 anni, assunto con contratto interinale, è morto sul colpo travolto e schiacciato da numerosi tubi di metallo in un'azienda di La Loggia, la Alessio Tubi. Nel Piacentino l'ennesimo e fatale infortunio questa volta ha ucciso una donna di 50 anni, un'operaia specializzata ed esperta: Nicoletta Palladini, moglie di un artigiano locale e madre di due figli (una femmina e un maschio) che stanno ancora studiando. Ha perso la vita mentre faceva il turno di notte in una vetreria di Borgonovo, in Valtidone, nella provincia di Piacenza.

 La donna, che si occupava del controllo qualità, è rimasta schiacciata tra un nastro trasportatore e un macchinario porta bancali, alla fine della linea di produzione dell'azienda. Ma nessuno degli altri colleghi di reparto ha assistito direttamente alla scena: sono accorsi subito dopo e hanno chiamato i soccorsi. I vigili del fuoco di Piacenza e i sanitari del 118 sono arrivati nello stabilimento, presente in quel luogo da tantissimi anni, poco prima delle tre di notte. I pompieri hanno faticato parecchio per liberare il corpo della 50enne, per la quale purtroppo non c'era più nulla da fare. 
 Il sostituto procuratore Matteo Centini, che coordina le indagini dei carabinieri della Compagnia di Piacenza, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ponendo subito sotto sequestro i macchinari e disponendo l'autopsia. Se si sia trattato di un errore umano o di un malfunzionamento saranno le indagini a stabilirlo. In procura arriverà anche un rapporto della Medicina del Lavoro dell'Asl piacentina. 

La produzione dello stabilimento si è interrotta e le colleghe e i colleghi si sono riuniti in assemblea permanente per chiedere che mai più si debba piangere una donna o un uomo che esce di casa per lavorare non vi fa più ritorno. «Usare la parola incidente - dicono insieme i tre sindacati principali - sta diventando insopportabile, questi non sono solo incidenti disgraziati, ma sono dovuti al fatto che servono maggiori investimenti per le lavoratrici e i lavoratori a garanzia della loro sicurezza, di cui oggi si percepisce una grave carenza. Negli ultimi anni da più parti è venuta avanti una narrazione che ha visto il lavoro più come un costo che come una risorsa. Non è più tempo di parole, ma di azioni concrete, e di messa in campo di risorse da parte delle istituzioni e delle autorità competenti, e di interventi per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. Non possiamo adattarci passivamente alla registrazione delle morti sul lavoro con un anonimo focus». 

Intanto è stato aperto sempre da Cgil, Cisl e Uil lo stato di agitazione, e proclamato per domani uno sciopero, con totale astensione dal lavoro, di tutti i lavoratori diretti e in appalto della vetreria. (ANSA). 

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