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Incendiò due auto e l'abitazione di un avvocato di Caltanissetta: presunto autore incastrato dalle telecamere
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Incendiò due auto e l'abitazione di un avvocato di Caltanissetta: presunto autore incastrato dalle telecamere

I carabinieri, dopo un'articolata indagine, sono risaliti ai presunti autori materiali del gesto intimidatorio

Redazione
18 Giugno 2021 16:55

Ieri i Carabinieri della Compagnia di Caltanissetta hanno eseguito una Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale nisseno, nei confronti di quattro persone di nazionalità italiana. I provvedimenti cautelari, che sono stati estesi in carcere per un soggetto e per le altre tre persone sono state emesse misure attinenti gli arresti domiciliari, scaturiscono da una complessa ed articolata azione investigativa condotta dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile, sotto l'egida della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, in relazione alla commissione di delitti comprendenti un incendio in concorso, furti aggravati continuati in concorso, violazione di domicilio e l'indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento.

Le attività hanno avuto inizio a seguito  dell'incendio di due autovetture e dell'abitazione di contrada Perito di Serradifalco (CL), appartenenti ad un Avvocato del Foro di Caltanissetta ove, in questa circostanza, veniva completamente distrutta l'autovettura Peugeot 3008 di proprietà della famiglia del legale. La propagazione delle fiamme coinvolgeva anche una tettoia in legno sotto la quale si trovava la macchina e attingeva, danneggiandola, anche l'altra vettura in uso al nucleo familiare, un'Audi Q3. Solo il rapido intervento di un componente della famiglia, il quale si prodigava con mezzi di fortuna per lo spegnimento dell'incendio precedentemente innescato, scongiurava il verificarsi di conseguenze ben più gravi. La natura dolosa dell'incendio era apparsa evidente in ragione del ritrovamento sul luogo di tre contenitori di plastica, utilizzati per trasportare e versare il liquido infiammabile.

La successiva acquisizione e visione delle immagini dei sistemi di video sorveglianza presente all'interno della proprietà, nonché di quelle riprese da analoghi sistemi presenti all'esterno di alcuni esercizi pubblici presenti nel centro abitato di Serradifalco, consentivano di ricostruire la sequenza dei passaggi precedenti e successivi all'attentato incendiario. Infatti, dopo diversi tentativi di innesco avvenuti intorno alle tre di notte in danno della predetta autovettura presente all'interno della proprietà dell'Avvocato, il malvivente desisteva temporaneamente dall'intento per allontanarsi in direzione Serradifalco. Le telecamere presenti in paese registravano, nell'arco temporale immediatamente successivo, come unico passaggio quello di una Alfa Romeo 159 di colore grigio che procedeva  per le vie del centro per poi essere successivamente ripresa mentre accedeva ad un distributore di carburante, ove riempiva una tanica - corrispondente per colore e dimensione a quella rinvenuta sul luogo del delitto -  prelevata dal portabagagli. Conclusa l'operazione, l'Alfa Romeo veniva ripresa lungo un percorso che conduceva alla proprietà di campagna dell'Avvocato. Alle ore 03:30 circa il sistema di ripresa presente all'interno della proprietà registrava nuovamente la sagoma di un soggetto aggirarsi nei pressi delle vetture parcheggiate ed innescare, stavolta con evidente sviluppo di fiamma, la Peugeot 3008. Le immediate attività info-investigative permettevano di individuare in LI CALZI Vincenzo, nato in Svizzera il 02.07.1974 e residente a Canicattì (AG), il possibile autore dell'evento incendiario appena descritto.

Lo stesso, infatti, oltre ad essere proprietario di un'autovettura corrispondente a quella ripresa nel corso della notte dell'incendio per le vie di Serradifalco e presso il distributore di carburante, era soggetto molto somigliante per corporatura e movenze all'individuo che riempiva il contenitore di benzina sempre al predetto rifornimento. A deporre in tal senso vi è stato, altresì, il riconoscimento da parte di alcuni soggetti, assidui frequentatori del Li Calzi, i quali lo hanno riconosciuto come l'uomo al distributore la notte dell'incendio. Le successive attività di intercettazione, riscontrate dalle denunce poi presentate dalle vittime dei reati, hanno permesso di individuare negli odierni indagati gli autori, in concorso tra loro, di due episodi di furto verificatisi in Serradifalco e di un episodio di indebito utilizzo di carta di pagamento avvenuto in Canicattì. Gli stessi, destinatari della misura cautelare in regime di arresti domiciliari, si identificano in:

·        BRUNCO Giuseppe, nato a Canicattì (AG) il 15.06.1982, ivi residente, in atto sottoposto a misura di sicurezza presso Istituto Giudiziario, con precedenti penali attinenti la truffa, stupefacenti, delitti contro la persona ed il patrimonio;

·        CAPASSO Selene Noemi, nata a Caltanissetta il 03.04.1999, residente a Canicattì (AG) dimorante in Serradifalco (CL), con precedenti di polizia afferenti reati contro la famiglia ed armi;

·        LICATA Lina, nata a San Cataldo (CL) il 30.07.1980, residente in Canicattì (AG), con precedenti di polizia e penali riguardanti delitti contro la famiglia, il patrimonio e la persona.

Non consta, dalle risultanze investigative, che LI CALZI Vincenzo conoscesse l'Avvocato né che fra gli stessi vi fosse stato alcun tipo di rapporto, professionale o personale. Deve pertanto ritenersi che LI CALZI, sebbene sia stato l'esecutore materiale dell'incendio, fosse stato incaricato a compiere l'attentato da un altro soggetto, che nutriva rancore e astio nei confronti dell'Avvocato. Proprio su questo aspetto, non escludendo pertanto la possibile presenza di un mandante, si svilupperanno gli ulteriori approfondimenti della polizia giudiziaria.

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