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Il mare come un museo, a Gela un "emporio" di 2500 anni fa: trovati centinaia di reperti
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Il mare come un museo, a Gela un "emporio" di 2500 anni fa: trovati centinaia di reperti

I tesori ritrovati saranno esposti nel museo del mare i cui lavori sono in fase di realizzazione. Verrà esposta anche la nave greca

Redazione
10 Febbraio 2021 16:36

Quella nave conteneva tanti segreti, svelati dalle centinaia di reperti portati alla luce, ben 300. «Tra il 1998 e il 2008 - spiega Rosalba Panvini, archeologa e autrice della scoperta, già soprintendente ai Beni culturali di Catania, esponente del Comitato tecnico-scientifico nazionale di Archeoclub e direttrice della campagna di scavo in svolgimento a Gela - abbiamo effettuato ben 20 campagne di scavo per portarli alla luce. Un grande lavoro di squadra. E così dopo 13 anni di restauri in laboratori internazionali (Porthsmouth e Neuchatel), ora questi reperti saranno esposti quanto prima a Gela, nel costruendo Museo della Navigazione. Siamo riusciti a tracciare il percorso affrontato dalla nave durante la rotta: Gela era una delle più importanti colonie greche di tutto il Mediterraneo».

La nave di 2500 anni fa che mai attraccò a Gela, affondò a 800 metri dalla costa e giace a -4/5 metri su un fondale sabbioso; i reperti, già esposti nel Museo Archeologico di Gela, saranno trasferiti nel Museo della Navigazione. Confermano che questa città fu una delle più grandi colonie di tutto il Mediterraneo. I materiali trovati hanno permesso di ricostruire un quadro molto dinamico di quella che era l'importanza economica di Gela.

«Durante le campagne di scavo trovammo - prosegue Panvini - sui fondali delle acque dinanzi alla costa orientale della Sicilia, un bellissimo tripode in bronzo che forse avrebbe dovuto sostenere a bordo un grande dinos ed i cui piedi erano saldati con colatine di piombo, 4 arulette, reperti che non trovano confronto nel Mediterraneo, una bellissima lekanis, con un diametro alla bocca di ben un metro e 10 e forse opera di Nikosthenes. Abbiamo portato alla luce quello che è stato considerato per moltissimo tempo il relitto più importante del Mediterraneo anche perchè in ottimo stato». Durante gli scavi abbiamo trovato chiodi in bronzo, con anima in ferro, che servivano a trattenere i madieri allo scafo. All'interno sono stati trovati 17 madieri.

Trovata anche la fune che veniva gettata in mare, risultata intessuta in fibre graminacee. La nave è stata recuperata nel 2008, i reperti trattati in laboratori internazionali, ma a breve saranno in esposizione pubblica per la prima volta in assoluto. Si tratta del relitto più antico. Ora però prosegue lo scavo a terra dove è stato portato alla luce un emporio unico in tutta l'area del Mediterraneo.

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