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Gli esperti: ragazzi più tecnologici, ma a tavola si parla di meno. Colpa di tablet e smartphone
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Gli esperti: ragazzi più tecnologici, ma a tavola si parla di meno. Colpa di tablet e smartphone

Se i ragazzi giocano con smartphone, tablet e giochi elettronici, guardano la tv o ascoltano musica, a tavola mangiano male e parlano poco in famiglia...

Redazione
03 Gennaio 2014 17:32

Se i ragazzi giocano con smartphone, tablet e giochi elettronici, guardano la tv o ascoltano musica, a tavola mangiano male e parlano poco in famiglia. Il problema però non dipende solo dai figli, ma dai genitori che offrono loro spesso cibi poco salutari, usano loro stessi gli smartphone a tavola e accettano il silenzio della prole. La relazione fra uso dei media e abitudini familiari durante i pasti principali è stata approfondita dei ricercatori della università del Minnesota, a Minneapolis, con una indagine pubblicata sul Journal of the academy of nutrition and dietetics. Lo studio ha confrontato l’uso di dispositivi elettronici da parte degli adolescenti, il tipo di cibi serviti a tavola e il livello di comunicazione in oltre 1.800 famiglie americane. L’uso dei media elettronici era preponderante soprattutto nelle famiglie con bassi livelli di comunicazione. “L’uso dei dispositivi elettronici è anche direttamente associato a menù carenti di verdure, frutta, succhi al 100% di frutta, latte e carne - spiegano gli autori - mentre c’è abbondanza di bevande zuccherate. Sarebbero necessarie campagne di sensibilizzazione verso le famiglie per correggere tali cattive abitudini”. Commenta Andrea Vania, docente di pediatria alla Sapienza e consulente per la nutrizione della Società italiana di pediatria, SIP: “Il problema si fa sempre più evidente anche in Italia, dove è facile osservare ragazzini che perfino al ristorante giocano con i dispositivi elettronici. La tecnologia va sempre più avanti, fa parte della vita di figli e dei genitori, che danno essi stessi il cattivo esempio rimanendo connessi agli smartphone e ai telefonini mentre mangiano. Condividere i pasti con la tv e gli altri media elimina gli aspetti sociali e affettivi che si solidificano a tavola”. Lo specialista sottolinea che, di fronte ad una tale epidemia di schermi elettronici, si debbano rivedere anche le 2 ore massime al giorno di televisione consentite dai pediatri italiani ai ragazzi. “Anche la qualità dell’alimentazione è diventata pessima. I genitori italiani scelgono sempre più piatti pronti, cibi congelati da scaldare e spuntini spazzatura - precisa Vania - I ragazzini, distratti dai media, mangiano qualsiasi cosa viene loro offerta senza neanche rendersene conto. Paradossalmente dovremmo sfruttare queste distrazioni per dare loro più frutta e verdura, il cui consumo è in forte in calo anche in Italia”. Come risolvere il problema? “Le campagne di sensibilizzazione fanno poco. Sono le regole interne delle famiglie a evitare i danni. E' stato dimostrato che le famiglie che danno più regole a tavola, divieti di schermi inclusi, sono anche quelle in cui la qualità dei cibi è superiore”.

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