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Giornata della memoria al Majorana di Gela, incontro dedicato al giudice Livatino
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Giornata della memoria al Majorana di Gela, incontro dedicato al giudice Livatino

In occasione della commemorazione delle vittime innocenti delle mafia, l'istituto ha ricordato la figura del giudice ragazzino

Redazione
22 Marzo 2021 21:21

L'Istituto Majorana di Gela celebra la XXVI Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie con un incontro dedicato a Rosario Livatino, nell'anno della sua beatificazione. A raccontare il Giudice di Canicattì, nel corso di un incontro online, moderato dal giornalista e docente Andrea Cassisi, dal tema "Legalità e Giustizia", sono stati Luigi Lo Valvo, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Gela e Carmelo Sardo, scrittore e giornalista siciliano del Tg5. La conferenza, rivolta agli studenti di tutti gli indirizzi dell'istituto, è stata aperta dal Dirigente scolastico Carmelinda Bentivegna che ha sottolineato quanto sia "centrale il ruolo della scuola nella custodia del senso della memoria". "Non solo il dovere del ricordo - ha detto - stimola alla conoscenza della storia contemporanea ma anche la consapevolezza che i cruenti fatti siciliani legati a vicende mafiose, sono stati segnati dall'intervento dello Stato che con forza si è ribellato e continua a farlo attraverso uomini e donne che lo servono con professionalità e impegno civico".

È toccato a Lo Valvo tracciare il profilo di Rosario Livatino, giudice da un lato e fervente cattolico dall'altro. "Livatino in qualche modo - ha sostenuto - ci restituisce le prime tracce del nuovo modo di essere magistrati. In lui c'è il modello di giudice che è rigoroso nel momento in cui esercita la giurisdizione. Lui che aveva per vicini di casa anche i mafiosi, non si lasciò minimamente condizionare dalla loro presenza e scelse di non essere scortato per proteggere proprio quello Stato che ha servito con onore". L'invito di Carmelo Sardo poi agli studenti perché "con la cultura si combatte la mafia". "Leggete quanto più possibile - ha detto nel corso della conferenza - perché un libro vi mette sulla buona strada. La conoscenza, lo hanno capito anche tanti mafiosi che in carcere si sono laureati, sostiene le scelte buone che si fanno nella vita e la condizionano positivamente nel futuro". 

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