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Gela, false sponsorizzazioni: la Corte d'Appello conferma la condanna dell'imprenditore Melfa
Cronaca
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Gela, false sponsorizzazioni: la Corte d'Appello conferma la condanna dell'imprenditore Melfa

Nessun sconto di pena per il noto imprenditore gelese Maurizio Melfa condannato ad 1 anno e 2 mesi

Donata Calabrese
29 Giugno 2021 10:58

Anche la Corte d'Appello di Caltanissetta, ha confermato, per l'imprenditore di Gela Maurizio Melfa, la sentenza di condanna ad 1 anno e 2 mesi di reclusione, emessa lo scorso febbraio dal Gup del tribunale di Gela, Ersilia Guzzetta. Nessuno sconto di pena dunque per Melfa, che è stato condannato per false sponsorizzazioni. Il castello accusatorio ha retto anche nel secondo grado di giudizio. Dopo la condanna di primo grado, Melfa, patron della Meic Services, lasciò la carica di amministratore delegato e gli altri incarichi che ricopriva. Secondo i pm, l'Asd Heraclea Volley avrebbe emesso fatture gonfiate a favore della Meic Services per consentirle di abbattere i costi e quindi evadere il fisco. Ad assistere Melfa, l'avvocato Giacomo Ventura, il quale ha escluso l'esistenza di elementi che potessero collegare il suo assistito ad operazioni irregolari. L'Heraclea Volley, ha militato in serie B1 un decennio fa ed era strettamente collegata alla Meic Services, la società della famiglia Melfa.

L'indagine, partita da una verifica fiscale della Guardia di Finanza, risale al 2011. Al setaccio le scritture contabili di due stagioni agonistiche. L'Asd Heraclea, tra il 2011 e il 2012 avrebbe incassato sponsorizzazioni per 421mila euro. Per l'accusa sarebbe stata messa in piedi una vera e propria attività commerciale. Le sponsorizzazioni esistevano ma sarebbero state gonfiate. Questo sistema avrebbe consentito alla Meic Services di contabilizzare le fatture, in quanto costi di gestione e di versare meno Iva rispetto al dovuto. La Procura di Gela, con a capo il procuratore Fernando Asaro, ha sostenuto che i soldi, dopo l'accredito effettuato dall'Heraclea, venivano immediatamente prelevati ed utilizzati in parte per spese personali e in parte per essere restituiti a Melfa. In primo grado, il pm Ubaldo Leo, aveva chiesto per l'imputato la condanna ad un anno e quattro mesi. Non è escluso che il noto imprenditore gelese possa rivolgersi, nei prossimi mesi, alla Cassazione.(Donata Calabrese, Gds)

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