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Draghi punta il dito contro i no vax: "I problemi dipendono da loro. La scuola non deve chiudere"
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Draghi punta il dito contro i no vax: "I problemi dipendono da loro. La scuola non deve chiudere"

Lo ha detto Mario Draghi nella conferenza stampa sull’ultimo decreto legge approvato

Redazione
10 Gennaio 2022 21:13

«La scuola non va abbandonata. Nessuno degli altri paesi europei le ha mai chiuse. La Dad crea disuguaglianze. Invito tutti gli italiani a vaccinarsi, chi ha più di 50 anni corre più rischi. Le terapie intensive sono per due terzi occupate da non vaccinati». Lo ha detto Mario Draghi nella conferenza stampa sull'ultimo decreto legge approvato. «Probabilmente ci sarà un aumento delle classi in Dad nelle settimane settimane, ma quello che dobbiamo respingere è un ricorso generalizzato alla didattica a distanza», ha detto il presidente del Consiglio intervenuto assieme ai ministri della Salute Roberto Speranza e dell'Istruzione Patrizio Bianchi e al coordinatore del Cts Franco Locatelli.

«In media ci sono stati 65 giorni di scuola persi, rispetto a una media dei Paesi più ricchi del mondo dove la didattica non in presenza è stata di 27 giorni. Quindi il triplo. In alcune città i giorni di scuola in presenza sono stati solo 42 in un anno. Non vogliamo fare più così - ha aggiunto Draghi -. Dicono che Draghi non decide più? Qui dimostriamo che la scuola resta aperta, è una priorità, non era il modo in cui questo tema è stato affrontato in passato», ha risposto ad una domanda dei giornalisti. Alla conferenza stampa hanno preso parte

Il ministro Bianchi: "Abbiamo dato 92 milioni per i tamponi nella scuola secondaria" «Abbiamo dato 92 milioni e 104 mila euro al Commissario Figliuolo per effettuare a titolo gratuito tamponi nella scuola secondaria. Questo libera spazio per i bambini più piccoli in modo che tutte le attenzioni possano essere mirate su di loro». Ha detto il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi.

Indice puntato contro i non vaccinati  «Non dobbiamo mai perdere di vista una constatazione - ha detto Draghi: gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Quindi c'è l'ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose». Draghi ha ricordato che l'Italia è stata tra i primi ad adottare l'obbligo di vaccino «per tutta una serie di categorie», ma «ora la circolazione del virus mette di nuovo sotto pressione i nostri ospedali, soprattutto per l'effetto sulla popolazione non vaccinata». Ed è stato molto chiaro: «Più riduciamo pressione sugli ospedali, più saremo liberi». L'esperienza di questi 11 mesi, ha detto Draghi,«è stata esperienza di una maggioranza molto grande, in cui occorre accettare diversità di vedute, ma non la mediazione a tutti costi. Ma per alcuni provvedimenti molto importanti l'unanimità è importante purché il risultato abbia senso. É chiaro che ci sono divergenze e diversità di opinioni, ma non sono mai state di ostacolo all'azione di governo».

Vaccino obbligatorio agli over 50: scelta dettata dai dati dei ricoveri Il motivo dell'obbligo di vaccino per gli over 50 «è stato quello di concentrare il provvedimento sulle classi di età che occupano massimamente le terapie intensive, tra questi i non vaccinati sono i due terzi». «I motivi sono il primo di proteggere la loro salute e il secondo proteggere la salute di noi tutti, perché con questa situazione ospedaliera anche gli altri che non hanno il Covid si trovano in situazioni molto difficili» se devono ricorrere a cure o ricoveri. «Il secondo motivo è quello dei colori delle regioni, perché il grado di costrizione sociale dipende proprio dai parametri che riguardano le terapie intensive ma più in generale l'ospedalizzazione. Tanto più riusciamo a ridurre la pressione dei non vaccinati sull'ospedalizzazione, tanto più possiamo essere liberi. Ma occorre la ragione scientifica alla base delle decisioni».

Speranza: "Su 100 mila abitanti 23,2 non vaccinati vanno in intensiva" «Su 100 mila abitanti ci sono 23,2 - ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza - che vanno in intensiva e sono i non vaccinati . Quando si va ai vaccinati con due dosi da più di 4 mesi, il dato passa da 23 a 1,5, quindi crolla clamorosamente e scende a 1 quando la vaccinazione avviene in ciclo primario entro 4 mesi e col booster si va a 0,9, secondo un grafico Iss. Se vogliamo ridurre la pressione sugli ospedali e salvare vite umane e se vogliamo favorire la ripartenza economica e sociale del paese la strada prioritaria è ridurre l'area dei non vaccinati. E questa è una scelta che ha piena evidenza scientifica».(Gds.it)

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