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Coronavirus. Spostamenti, coprifuoco e orari ristoranti: il Governo tratta con le Regioni
Cronaca
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Coronavirus. Spostamenti, coprifuoco e orari ristoranti: il Governo tratta con le Regioni

Introdurre una "zona bianca" per le Regioni in base al rischio covid per consentire "un Natale un po' più libero all'economia e alla socialità". E' la proposta al Governo del presidente della Regione Liguria

Redazione
30 Novembre 2020 09:42

Il governo tratta con le Regioni sulle regole del nuovo Dpcm. A cominciare dalla data dello stop agli spostamenti per i non residenti. In dubbio anche gli orari di apertura di ristoranti e locali e del coprifuoco nazionale. Salvini chiede di 'non seminare terrore prima del tempo' sulle regole per le feste. I presidi escludono il ritorno a scuola in presenza a dicembre.
Le Regioni 'rosse' che diventino 'arancioni', non possono diventare 'gialle' prima di 14 giorni, "salvo che la cabina di regia" sul monitoraggio "ritenga congruo un periodo inferiore". E' questo l'effetto di una norma inserita nella bozza del decreto Ristori Quater che sarà questa notte sul tavolo del Consiglio dei ministri. "L'accertamento della permanenza per 14 giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive - si legge nel testo - comporta l'applicazione, per un ulteriore periodo di almeno 14 giorni, delle misure relative allo scenario immediatamente inferiore, salvo che la Cabina di regia ritenga congruo un periodo inferiore".
Introdurre una "zona bianca" per le Regioni in base al rischio covid per consentire "un Natale un po' più libero all'economia e alla socialità". E' la proposta al Governo del presidente della Regione Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni Giovanni Toti. "Oltre alle Regioni in area gialla forse è opportuno inserire quelle in area bianca, per consentire ulteriori libertà come i ristoranti aperti alla sera o la possibilità di seguire la messa di mezzanotte, dove il Covid ce lo consente", spiega Toti.
Il Piemonte passa dalla zona rossa a quella arancione e le strade di Torino si affollano, con veri e propri assembramenti. È bastato che i negozi rialzassero le serrande per vedere le vie del centro cittadino piene di gente e lunghe code sui marciapiedi, senza rispetto del distanziamento. In via Lagrange molti clienti anche davanti ai bar per le consumazioni da asporto come non avveniva nelle scorse settimane.  "Per noi è puro ossigeno" dicono i gestori di un negozio di abbigliamento in una traversa della centralissima via Roma. Tanti commercianti hanno riaperto con sconti e promozioni prolungando così il 'Black Friday' e attirando i clienti. "Approfitto degli sconti anche per gli acquisti di Natale, non si sa mai che richiudano tutto" spiega una signora in fila per entrare da 'Kasanova'. "Questa mattina c'era gente già fuori ancora prima dell'apertura e nella prima mezz'ora abbiamo battuto molti scontrini e riempito buste", confermano da 'Zara' in via Roma. 
Milano e la Lombardia da oggi sono in zona arancione e sono tanti i milanesi che nel primo giorno di riapertura dei negozi hanno affollato le vie dello shopping per approfittare delle ultime offerte del Black Friday e per iniziare a fare qualche regalo di Natale. Non succedeva da settimane di vedere corso Vittorio Emanuele, l'arteria pedonale che costeggia il Duomo e dove si trova anche la Rinascente, piena di gente che passeggia con sacchetti e borse.
Anche la Calabria lascia la zona rossa di massime restrizioni anti-Covid. Dall'arancione al giallo passano invece Liguria e Sicilia, sempre per effetto dell'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, visti i dati del monitoraggio settimanale analizzati dalla Cabina di regia.
 
L'Italia cambia insomma di nuovo colore e con esso il grado di limitazioni dei cittadini e delle attività economiche nei diversi territori. Restano rosse Valle d'Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Abruzzo e Campania; arancioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Basilicata e Puglia; gialle Veneto, Provincia autonoma di Trento, Lazio, Molise e Sardegna.
Le decisioni sono effetto di un indice di trasmissibilità del virus (Rt) appena sopra la soglia di sicurezza di 1, ma con valori medi tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni e Province autonome (nella settimana 4-17 novembre, calcolato su casi sintomatici). (ANSA)

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