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Cicero indagato dalla Procura di Caltanissetta, il suo legale: "Sue parole per ristabilire la verità nel suo impegno antimafia"
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Cicero indagato dalla Procura di Caltanissetta, il suo legale: "Sue parole per ristabilire la verità nel suo impegno antimafia"

L'avvocato Annalisa Petitto, legale dell'ex presidente dell'Irsap, replica alla notizia riguardante un'indagine a carico del suo assistito

Redazione
15 Ottobre 2020 15:30

Riceviamo dall'avvocato Annalisa Petitto e pubblichiamo: Nell’interesse del mio assistito Alfonso Cicero, ex Presidente dell’IRSAP, ritengo di dover replicare alle notizie riportate il 14.10.2020 in ordine al rigetto del GIP di Caltanissetta della richiesta di archiviazione della Procura  in riferimento al procedimento penale n. 1865/2018 RGNR  iscritto per diffamazione e scaturito a seguito della denuncia sporta da Iacuzzo Salvatore, nel 2018, in merito a presunte offese che il medesimo avrebbe patito a fronte dell’audizione di Cicero in Commissione Nazionale Antimafia il 10 luglio 2014.All’esito delle indagini preliminari la Procura nissena ha formulato richiesta di archiviazione riguardo a tutte le ipotesi delittuose denunciate da Iacuzzo.
Il GIP ha disposto le nuove indagini al fine di acquisire “gli atti trasmessi da Cicero alla detta commissione a supporto delle dichiarazioni rese” e ciò al fine di consentire “alle parti tutte di questo procedimento di avere visione e contezza di tali atti”.
Nella piena serenità che le indagini disposte dal GIP varranno ad ulteriormente corroborare l’insussistenza delle accuse mosse dal denunciante Iacuzzo all’ex Presidente dell’IRSAP Cicero che, in Commissione Antimafia, ha unicamente e doverosamente relazionato sulla sua azione di denuncia intrapresa in tutte le ASI della Sicilia, prendiamo atto dell’ennesimo tentativo mediatico, attuato da Iacuzzo, di volere delegittimare Cicero e di voler screditarne la sua figura personale ed il suo ruolo processuale nell’ambito dell’inchiesta sul Sistema Montante, processo in cui, come è noto, Cicero è l’unica PARTE OFFESA individuata insieme al Ministero dell’Interno, oltre ad essere parte civile e denunciante.
Siamo abituati a fare i processi nelle aule di giustizia e a rispettare i provvedimenti della Magistratura che riteniamo siano terzi ed obiettivi rispetto agli atti processuali delle parti in causa.
Per tale motivo, non intendendo raccogliere nessuna ulteriore  provocazione mediatica funzionale unicamente a screditare la figura di Cicero nell’ambito dell’inchiesta sul Sistema Montante, riteniamo di poter ripristinare la verità dei fatti - stravolta dagli stralci dell’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione del difensore dello Iacuzzo (eventualmente ammissibili in sede processuale e non anche all’esterno, e peraltro già sconfessata dalla memoria e dagli atti allegati al fascicolo del GIP in difesa di Cicero) - ricordando quanto afferma il GIP dott.ssa  Maria Carmela Giannazzo, a pagina 2473, dell’ordinanza applicativa di misura cautelare a carico di Montante ed altri, in uno dei  plurimi riferimenti alla figura di Cicero <<Dagli atti del procedimento non emergono elementi che depongono per un coinvolgimento del Cicero Alfonso nei fatti reati per i quali si procede a carico degli odierni indagati o per altri reati ad essi connessi, le dichiarazioni da lui rese rivestono perciò la natura di una vera e propria testimonianza e, come tali, vanno apprezzate e valutate, richiedendosi perciò soltanto la positiva delibazione della credibilità intrinseca della fonte senza che sia necessaria anche la presenza di elementi esterni di riscontro. Attendibilità intrinseca che va senz'altro riconosciuta, condividendosi pienamente al riguardo le considerazioni esposte dal P.M. nella richiesta>>, nonché nella sentenza della dott.ssa Graziella Luparello, con cui Montante è stato condannato alla pena di 14 anni di reclusione, a pagina 301 <<CICERO, per converso, dopo essere stato commissario straordinario in alcuni consorzi ASI siciliani, era stato nominato prima commissario straordinario e poi presidente dell'I.R.S.A.P., funzione nell'esercizio della quale lo stesso aveva attivato una serie di misure di contrasto alla criminalità organizzata e alle sue infiltrazioni nel mondo dell'imprenditoria (…), a pag. 322 << Nelle parole di CICERO, in particolare, non è possibile riconoscere alcun gratuito anímus nocendi nei confronti di MONTANTE, ma soltanto la ferma determinazione di ristabilire la verità sull'impegno antimafia, predicato ma non praticato dal medesimo MONTANTE, un'antimafia in ossequio alla quale CICERO, quale presidente dell'I.R.S.A.P., si era sovente sovraesposto, illudendosi che eguale sovraesposizione avrebbe accettato il suo apparente mentore, l'imprenditore di Serradifalco.>>
Consideriamo la valutazione dei Giudici, tanto in fase di indagini che all’esito del processo, assai più terza e superpartes rispetto a quella del difensore di Iacuzzo che, con le sue tesi, inspiegabilmente, nega quanto gli atti processuali della magistratura nissena conclamano sul ruolo di Cicero, parte offesa e parte civile, nell’ambito dell’inchiesta sul Sistema Montante.
Avv. Annalisa Petitto

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