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Cassazione, dare del "frocio" è sempre diffamazione: imputato condannato
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Cassazione, dare del "frocio" è sempre diffamazione: imputato condannato

Su Facebook, l'imputato aveva sostenuto che un politico locale era un omosessuale e lo aveva chiamato "frocio"

Redazione
23 Maggio 2021 20:10

Per la "stragrande maggioranza degli italiani" riferirsi a qualcuno definendolo "frocio", equivale a una diffamazione e non si può sostenere che la "coscienza sociale" è cambiata e accetta di buon grado questo epiteto come se non avesse alcun "carattere ingiurioso". E' questo il parere della Cassazione che ha confermato la condanna per diffamazione - la cui entità non è nota - nei confronti di un imputato transessuale processato dalla Corte di Appello di Milano e ritenuto 'colpevole' con verdetto del 9 gennaio 2020.

Su Facebook, l'imputato che vive ed esercita la "propria attività" nel capoluogo lombardo, aveva sostenuto che un politico locale era un omosessuale e di aver intrattenuto con lui "un rapporto sessuale", sempre su Fb lo aveva chiamato "frocio" e "schifoso".

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