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"Cassa integrazione, in Sicilia nessuno ha visto un euro", scatta la protesta delle piccole e medie imprese
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"Cassa integrazione, in Sicilia nessuno ha visto un euro", scatta la protesta delle piccole e medie imprese

Confapi attacca la regione a causa dell'inadeguatezza delle procedure. Nonostante sia stata costituita una task force con 138 persone, vi sono ancora molti ritardi

Redazione
22 Aprile 2020 12:41

Nonostante la costituzione di una task force di ben 138 persone istituita dalla Regione Siciliana per esitare le pratiche, ad oggi la mancata erogazione della cassa integrazione in deroga per l'emergenza coronavirus è l'ennesima costatazione di come il sistema burocratico amministrativo abbia compiuto l'ennesimo flop, infatti neanche uno degli assegni ai 135 mila lavoratori delle 33 mila aziende che ne hanno fatto richiesta è stato ancora emesso. Ancora nessuna pratica dalla Regione e trasmessa all'Inps, che a sua volta dovrà lavorare ogni singola pratica senza alcuna certezza sui tempi.

A questa inaccettabile negligenza, già denunciata dai sindacati dei lavoratori, si associa con CONFAPI Sicilia.

Già il 25 marzo scorso la Presidente della Confederazione delle Piccole e Medie Imprese Siciliane, Dhebora Mirabelli con il Vice Presidente Vicario Ugo Piazza, avevano in fase di definizione dell'Accordo con le parti datoriali e sindacali, denunciato l'inefficienza, la confusione amministrativa che regnava e la necessità di mettere in funzione procedure specifiche atte a garantire snellezza e celerità. Ma nulla da fare, un forte richiamo caduto nel nulla con il risultato che di fatto ad oggi "nessuno ha visto un euro".

"Il tutto ha portato Confapi Sicilia a non figurare tra i firmatari dell'accordo che le altre parti datoriali si sono affrettati a firmare. Noi di Confapi Sicilia, pur sperando di sbagliarci eravamo consapevoli che le cose potevano solo peggiorare con tanta confusione e inefficienza. Come si dice, il buongiorno si vede dal mattino! Il risultato è che oggi come Sindacato Datoriale siamo chiamati a gestire e ricevere numerosissime mail e telefonate di aziende, consulenti del lavoro e dipendenti disperati, e dover fare da mediatori per l'inefficienza delle Istituzioni che sembrano aver perso una coscienza sociale. In situazioni di grave emergenza non si possono lasciare nel limbo imprese e lavoratori, abbiamo attivato così una convenzione con dei professionisti legali e stiamo attivando, gemellati con Confapi Padova, un team di esperti sul credito a disposizione di tutti gli associati e tutte le imprese che applicano i Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) di Confapi che qui in Sicilia sono circa 3 mila per fornire soluzioni concrete alle imprese e ai lavoratori in questo momento di assenza delle istituzioni" ha così dichiarato il presidente di Confapi Sicilia Avv. Dhebora Mirabelli.

"Bisogna recuperare serietà e rigore di fronte ad una crisi economica che si sta trasformando in emergenza sociale e mancato rispetto dei sacrosanti diritti delle imprese e dei lavoratori. Basta proclami ma fatti concreti, vogliamo richiamare al forte senso di responsabilità la politica così come la dirigenza che governa procedure e burocrazia affinché ognuno faccia la propria parte." conclude il Vice Presidente Vicario di Confapi Sicilia Ugo Piazza.

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