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Caltanissetta, San Michele Arcangelo e la discesa del simulacro in un articolo del compianto Stefano Gallo
Cronaca
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Caltanissetta, San Michele Arcangelo e la discesa del simulacro in un articolo del compianto Stefano Gallo

In un articolo del 2012 Stefano Gallo raccontava, con la solita cura dei particolari, la discesa del simulacro, quel rito che una volta si svolgeva a porte chiuse

Rita Cinardi
27 Settembre 2021 17:19

"Narrano le leggende che nel 1625 (era l'8 maggio) l'arcangelo apparve a Fra Francesco Giarratana mentre salvava la città dalla peste che mieteva vittime in tutta l'isola. Un miracolo, o forse un segno del destino, dalla eco vastissima in città. E i nisseni, riconoscenti, elevarono il santo a patrono della città mantenendo comunque inalterate fede e devozione verso il Signore della Città fino allora protettore della città. L'8 maggio dunque ricorre l'apparizione data che i nisseni onorano con la processione (quella patronale è il 29 settembre) che parte dalla Cattedrale (per poi farvi ritorno, ndr) per arrivare al Santuario in cima a via Sallemi".

La spiegazione di quello che rappresenta San Michele Arcangelo per la città è tratta da uno dei tanti articoli del compianto giornalista Stefano Gallo, uno dei pochi che conoscevva perfettamente tradizioni, personaggi e storia della città. In prossimità della festa di San Michele, che anche quest'anno non sfilerà in processione a causa della pandemia, mi piace riportare un suo articolo del 22 settembre 2012 sul Giornale di Sicilia in cui Stefano Gallo raccontava, con la solita cura dei particolari, la discesa del simulacro, quel rito che una volta si svolgeva a porte chiuse. 

Un lungo ha applauso ha salutato l'intronizzazione di San Michele. Emozione e curiosità fra fedeli e addetti ai lavori presenti numerosi in Cattedrale per la cosiddetta "discesa" del simulacro rito che un tempo si svolgeva a porte a chiuse. La chiesa stavolta era discretamente piena per assistere ad una operazione condotta da mani esperti e conclusa dopo due ore quando il santo è stato "calato" fra mille cautele nel "baiardo".
A quel punto è scoppiato fragoroso il battimani e qualcuno dei presenti, soprattutto fra i portatori, non ha saputo trattenere le lacrime. Poi si è levato il grido tradizionale "Viva lu principi San Michele Arcangilu" ripetuto più volte. Scene che fanno capire come San Michele è più che mai nel cuore dei nisseni ma anzitutto in chi ha compiti decisamente delicati nella discesa e nella vestizione, quando da luoghi sicuri interni alla chiesa viene tirato fuori - ma solo in parte - l'oro degli ex voto e poi a seguire, ali, spada e catena (quella che attorciglia il diavolo) rigorosamente in argento e in ultimo il prezioso manto vellutato che viene adagiato sulle spalle del simulacro.
Una preparazione lunghissima che inizia nel primo pomeriggio quando il baiardo, ovvero la Vara sulla quale viene portato in processione il simulacro adagiato su un muletto viene prelevato dalla cappella dedicata a San Francesco e adagiato a poca distanza dall'altare maggiore. A sera, a conclusione della Messa, la Deputazione di San Michele dopo avere spostato sedie e banche e aperto la vetrata che ricopre quasi in visibile la cappella di San Michele, dopo averlo spogliato di manto (quello comune), spada,ali e catena viene quasi cinto da un lenzuolo bianco e poi sceso lentamente.
A guardarlo così il simulacro appare di gran lunga più piccolo di quello che siamo abituati a vedere nelle occasioni solenni. Alto un metro e settanta, per un peso che non supera i cinquanta chilogrammi viene trasferito alle spalle dell'altare maggiore, incastrato e avvitato nel baiardo. Poi il rito della vestizione fra flash e l'occhio delle telecamera che segue minuto per minuto e l'occhio vigile di padre Gaetano Canalella e don Andrea Muscarella parroco e vice parroco della Cattedrale. L'applauso scocca quando il maestoso Arcangelo viene coperto dal manto rosso e ridiventa imperioso e altissimo, almeno cinque metri e mezzo da terra. A nessuno è concesso baciare il simulacro. Adesso San Michele è esposto alla venerazione dei fedeli al centro della Cattedrale, si nota da ogni angolo. I festeggiamenti possono partire".

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Elio Virone

Ricordo Stefano con grande affetto e stima. Sguardo triste, ma arguto e buono.

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