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Caltanissetta, operazione "Chimera": il boss che mutilava le vittime si vantava di essere "chirurgo senza anestesia"
Cronaca
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Caltanissetta, operazione "Chimera": il boss che mutilava le vittime si vantava di essere "chirurgo senza anestesia"

Il nipote rispondeva al nonno di voler conseguire un giorno la stessa laurea

Rita Cinardi
24 Settembre 2021 19:14

Nonno Salvatore aveva la laurea del "rispetto" e un giorno l'avrebbe voluta anche lui. Il nipotino di Salvatore Sanfilippo, boss di Mazzarino, aveva già idea di quale fosse la caratura criminale del nonno e questo lo inorgogliva. E' quanto emerge dall'ordinanza dell'operazione Chimera dei carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta che ha portato all'arresto di 50 persone e a misure interdittive per altre cinque. Il colloquio tra nonno e nipotino era avvenuto nel carcere di Sulmona e veniva commentato dalla moglie e da altri parenti del boss in un successivo colloquio nel carcere Malaspina di Caltanissetta. Il bambino aveva detto alla madre "che il nonno Salvatore aveva la laurea del "rispetto", facendo chiaro riferimento - si legge nell'ordinanza - a quello che gli veniva tributato in qualità di boss della consorteria mafiosa dei Sanfilippo. Il nonno, sentendo e condividendo le parole del nipote, sorrideva compiaciuto e, rivolgendosi al bambino, aggiungeva che in casa aveva tante altre lauree, ossia i numerosi procedimenti penali nei quali era stato coinvolto negli anni. Inoltre, precisava che la prima che aveva conseguito era stata la laurea in "chirurgo senza anestesia". Il nipote, molto scaltro benché giovanissimo, comprendeva immediatamente e rispondeva al nonno d'aver capito a cosa si riferiva e di voler conseguire, un giorno la stessa laurea". Salvatore, sempre più compiaciuto, rivolgendosi alla moglie Beatrice, le diceva che il nipote era molto sveglio: ". Da questa conversazione - si legge ancora nell'ordinanza - emergeva chiaramente la caratura e la crudeltà criminale di SANFILIPPO Salvatore, che era solito torturare, sezionare ancora in vita e poi uccidere le sue vittime al fine di estorcergli informazioni afferenti i clan rivali. L'auspicio del nipote inorgogliva il boss, il quale voleva preservare e trasmettere di generazione in generazione il lignaggio criminale del suo clan". 

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