ricerca il tuo profilo
Seguo News
A+
A
A-
Caltanissetta, lettera di un giovane medico Covid: "Noi ce la stiamo mettendo tutta ma i cittadini devono stare dalla nostra parte"
Salute
visite6795

Caltanissetta, lettera di un giovane medico Covid: "Noi ce la stiamo mettendo tutta ma i cittadini devono stare dalla nostra parte"

"Fa impressione vedere intubato qualcuno che fino a poche ore fa ti aveva chiesto se poteva tenere il telefono sul comodino"

Redazione
30 Ottobre 2020 21:49

Sono un medico COVID-19 e mi sono laureata da poco. Non ho ancora la pergamena, perché si sa, ci vuole tempo per queste cose e comunque c’è stato il lockdown. Sono stata assunta da poche settimane e inizio, in questo periodo storico anomalo e difficile, la mia carriera lavorativa. Non ho grandi esperienze, ma mi sono messa completamente a disposizione dell’emergenza per il mio territorio, per la mia regione, per la mia provincia.Comincio come molti miei colleghi, un po’ spaesata, ma imparo in fretta. Loro sono qui da qualche mese, sono alla squadra tamponi, al Pronto Soccorso, al Recall telefonico. Fanno ore e ore con le mascherine, le visiere, il sudore e la paura. Paura che presto o tardi questo virus se lo portano a casa, dai genitori, dai nonni, dai figli, ma comunque non si fermano. Sono qui fino a mezzanotte, la domenica, finiscono nel loro reparto e vanno ad aiutare negli altri, perché? Perché c’è bisogno.
Fa impressione sentire al telefono la tosse di una persona, l’affanno, il terrore, le domande a cui non sai rispondere. Fa impressione vedere intubato qualcuno che fino a poche ore fa ti aveva chiesto se poteva tenere il telefono sul comodino. Fa impressione. Eppure nessuno si è mai fermato, né noi, né tutti gli altri.
Ci chiediamo quando finirà, se potremo un giorno ritornare a vederci sorridere. Ci chiediamo come mai ad oggi il nostro sacrificio, il nostro entusiasmo, la nostra insonnia, il nostro impegno non venga percepito e riconosciuto. Ci chiediamo come mai invece di ricevere supporto, riceviamo solo critiche, da chi, tra l’altro, dovrebbe difenderci e tutelarci. Ci chiediamo come mai è così grave un ritardo di 48h nel comunicare un esito, in confronto a quello che sta succedendo. Ci chiediamo come mai chi parla e attacca è sempre dall’altra parte, sul divano davanti ad uno schermo e non da questa parte a reprimere la paura e la stanchezza e a dover prendere decisioni difficili. Questo non aiuta.
Questo non ci fa sperare in una società che mette al primo posto il bene comune e non il proprio. Questo ci fa arrabbiare ci rattrista e ci delude.
I casi nelle ultime settimane si sono moltiplicati. Intere comunità, famiglie, paesi da controllare, a cui fare tamponi, da contattare, da rassicurare, da monitorare, sia telefonicamente che di persona.
Sono arrivati i rinforzi, ma ancora non basta.
Per questo nell’ultimo mese si è reso necessario l’implemento di sanitari e giovani colleghi, mandati a potenziare le squadre tamponi, i reparti in prima linea, i pronto soccorso, i centralini già oberati e saturi da tempo, ma non solo. La pandemia ha creato rallentamenti e difficoltà all’intero sistema sanitario. Oggi nessun reparto è esente, tutti hanno bisogno di supporto e personale per poter fronteggiare non soltanto l’emergenza COVID, ma anche le quotidiane emergenze sanitarie.  
Ne stanno arrivando altri. Stiamo lavorando costantemente, imparando dai nostri errori, per migliorare e migliorarci.
Nessuno si è mai fermato.
Nessuno pranza, riesce a vedere la famiglia, eppure continua ad essere pronto ad un altro giorno, ad un’altra settimana, ad un altro mese di questa pandemia. Nessuno ha idea di cosa vedrà quella mattina, eppure siamo qui.
C’è chi si domanda dove siano i medici assunti per l’emergenza e che cosa facciano, c’è chi invoca addirittura gli atti per una personale verifica.
Non è necessario: li troverà nei Pronto Soccorso di tutta la provincia, li troverà a casa dei pazienti positivi mentre si vestono per la visita, al telefono cercando di ricostruire i contatti di una persona e arginarne il contagio, li troverà davanti il monitor di un malato mentre guarda la saturazione che oscilla, li troverà dentro ogni reparto dove c’era e c’è bisogno di rinfrancare le forze.
 
Si chiede da mesi il senso di responsabilità a tutti i cittadini, si richiede sacrifico, si richiede pazienza, noi ce l’abbiamo e ce l’avremo per tutti, e voi?     
L’emergenza è globale, ogni regione sta mettendo in atto misure straordinarie per arginare l’epidemia. I ritardi ci sono e ci saranno, e sono presenti in ogni parte della nazione, come riferito da altri colleghi che stanno operando da Nord a Sud.
L’entusiasmo e la voglia di vincere questa guerra noi le stiamo mettendo in campo, ma abbiamo bisogno di tutti. Il nemico è invisibile, è un virus ed è molto contagioso, ma certe affermazioni ed interventi, che seminano sfiducia e rabbia verso un sistema già pesantemente sotto pressione, risultano decisamente più pericolosi e letali.
La stanchezza dell’ultimo periodo non è niente di fronte alla frustrazione che dilaga tra di noi adesso. Avremmo bisogno di supporto ed incoraggiamento, per poterlo dare a nostra volta ai pazienti con cui ogni giorno veniamo a contatto. Ci aspettiamo che la cittadinanza e la politica stiano dalla nostra parte, dalla parte di giovani medici, forse un po’ folli, che stanno affrontando in prima linea questa battaglia, armati soltanto di passione, dedizione e buone intenzioni.
 
Ilaria Saia, Calogero Liotta, Federico Avanzato, Giovanni Bonadonna.

Medicina territoriale e prevenzione: la Cisl di Caltanissetta avvia un confronto sull'emergenza Covid
News Successiva
Coronavirus, il 118: proteggere occhi come naso e bocca per fermare il contagio
Seguici su
Google News
Resta sempre aggiornato
con le notizie di Seguonews
Commenti
Caltanissetta, lettera di un giovane medico Covid: "Noi ce la stiamo mettendo tutta ma i cittadini devono stare dalla nostra parte"

Cate

Vi ringrazio per quello che fate e farete. Però...la prolissità  della nota si scontra con l'emergenza. Non occorre specificare tutti i sacrifici oltre l'immaginario del personale sanitario e forse ancora non avete chiaramente l'idea di cosa voglia dire essere un "medico". Auguro buon lavoro a tutti Voi.

alfonso pio zammuto

Parole su cui molti detrattori, negazionisti e sbruffoni dovrebbero riflettere. Molte persone - in questo Centro - si comportano come se la questione riguardasse solo gli altri. Infatti, a ben vedere ci sono i poveri "imbecilli" che indossano le mascherine e si conformano alle prescrizioni imposte. A contraltare, i "super eroi" che ostentano i propri visi raggianti, sforniti dei dispositivi di sicurezza. Peraltro, tali censurabili comportamenti si rafforzano anche a seguito delle esternazioni fuorvianti di taluni pseudo politici, virologi, immunologi e tuttologi di turno presso le emittenti televisive. Fanno pensare le recenti immagini delle manifestazioni di piazza in cui si sente gridare "libertà , libertà "...chi ci opprime? se non il virus la cui diffusione è favorita dall'errato modo di rapportarsi con la situazione attuale. Anche questo - a mio sommesso parere - è un esempio di idiozia dilagante, fermo restando la facoltà  di esprimere il proprio dissenso (in maniera civile) essendo un paese democratico. In bocca al lupo ai medici e a noi stessi.

Rossana

Cosa ne sanno loro come stanno vivendo gli altri questo momento? Hanno avuto l'opportunità  di cominciare a lavorare subito dp il conseguimento della laurea, ma cosa pretendono di più? Ci sn medici che non tornano nelle loro famiglie per giorni e mi riferisco soprattutto a quei medici che, da anni, si dedicano con impegno e professionalità  ai pazienti, alla gente che soffre e che necessita anche di tanto conforto. Questi giovani medici non hanno capito che svolgere la professione di medico è una missione!!!!!

Il tuo messaggio è stato correttamente registrato e sarà valutato al più presto da un moderatore.

Ti potrebbero interessare

Articoli simili

SeguoNews.it è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Caltanissetta n.235 del 07/06/2013 | P.Iva: 01910630852
.1
Realizzazione Siti web Caltanissetta