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Ars, i parlamentari del M5s firmano la rinuncia alla pensione da onorevole
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Ars, i parlamentari del M5s firmano la rinuncia alla pensione da onorevole

«Quando siamo arrivati in questo Palazzo - dice il deputato M5s Francesco Cappello - abbiamo inaugurato una nuova stagione, riducendoci l’indennità. La rinuncia al diritto pensionistico rientra nel nostro modo di fare politica a servizio dei cittadini»

Redazione
24 Maggio 2017 14:44

Rinunciano alla pensione da onorevole i parlamentari dei 5stelle dell’Assemblea regionale siciliana. Ad annunciarlo è l’intero gruppo parlamentare, composto da 14 deputati.I portavoce davanti ai cronisti, convocati nella sala stampa dell’Ars, hanno firmato la «rinuncia al vitalizio» sulla gigantografia di una lettera indirizzata al Consiglio di presidenza, dove c'è scritto: «Dichiaro di rinunciare irrevocabilmente al diritto alla pensione come previsto dal superiore regolamento».
Per regolamento, ogni deputato matura il diritto alla pensione a compimento di 4 anni, 6 mesi e un giorno nei cinque anni di legislatura. «Il giorno del privilegio è il 6 giugno», dice il portavoce Giancarlo Cancelleri.
Secondo i calcoli fatti dal M5s in base al regolamento del Parlamento siciliano, il diritto alla pensione maturato in una legislatura (5 anni) vale 1.032 euro lordi al mese al compimento dei 65 anni di età, cifra alla quale i deputati hanno detto di rinunciare firmando una lettera inviata al Consiglio di presidenza dell’Assemblea; con due legislature (10 anni) l’assegno pensionistico sale a circa 1.600 euro lordi (l'età si riduce a 60 anni) e supera i 2mila euro lordi con tre legislature.
«Quando siamo arrivati in questo Palazzo - dice il deputato M5s Francesco Cappello - abbiamo inaugurato una nuova stagione, riducendoci l’indennità. La rinuncia al diritto pensionistico rientra nel nostro modo di fare politica a servizio dei cittadini». «Quello di oggi è un atto di giustizia sociale», aggiunge Giancarlo Cancelleri.
Anche i deputati Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, che si sono auto-sospesi dal M5s perché indagati nell'inchiesta sulle 'firme false' della Procura di Palermo con la quale però hanno collaborato nelle indagini a differenza dei tre parlamentari nazionali coinvolti sospesi dai probiviri pentastellati, hanno firmato la rinuncia al diritto alla pensione da parlamentare che matureranno al compimento dei 65 anni di età.
"Proprio Ciaccio - ha spiegato il portavoce Giancarlo Cancelleri - è stato tra i promotori dell'iniziativa, per noi i due colleghi rimangono nel gruppo parlamentare nonostante si siano auto-sospesi. Lavorano al nostro fianco e continuano a farlo, anche perché come presidente non ho ricevuto alcuna comunicazione da parte dello staff o dei probiviri. Per noi Caccio e La Rocca sono due figure importantissime". (Gds.it)

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