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Agrigento, cannonate dell’Esercito in riserva naturale. Video-denuncia di MareAmico
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Agrigento, cannonate dell’Esercito in riserva naturale. Video-denuncia di MareAmico

Blindati, jeep e soldati armati. Siamo in guerra? No, al poligono di tiro di Drasy a Punta Bianca, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi e dalle b...

Redazione
18 Maggio 2014 08:56

Blindati, jeep e soldati armati. Siamo in guerra? No, al poligono di tiro di Drasy a Punta Bianca, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi e dalle bellissime spiagge della Scala dei Turchi, nell’Agrigentino. Qui il quarto reggimento guastatori e i lancieri della brigata Aosta, con rammarico degli ambientalisti, sparano quasi ogni giorno da 58 anni. «I bombardamenti - secondo l’associazione ambientalista MareAmico - avrebbero causato crolli della assai fragile falesia e gravissimi danni di inquinamento del mare a causa dei quintali di piombo ed altri materiali pericolosi, contenuti nei proiettili e nelle ogive, che vengono sparati in acqua». Nei prossimi giorni un dettagliato dossier su quanto accade nella zona sarà consegnato dalle associazioni ambientaliste al Ministro dell'ambiente e all'Assessore regionale siciliano al territorio. Intanto un video esclusivo mostra cosa succede durante le esercitazioni militari, spari in mare inclusi. «Noi non siamo contro l'esercito, i militari e le esercitazioni - spiega Claudio Lombardo di MareAmico - ma certamente vanno fatte in un posto idoneo e non certamente a poca distanza da un patrimonio dell'umanità rappresentato della Valle dei Templi di Agrigento e dentro un'area, già individuata dalla regione Sicilia, come zona immodificabile da tutelare e candidata a diventare presto Riserva naturale orientat«a. Sì perché, a surriscaldare ancor di più gli animi, c’è il fatto che fin dal 2001 l’area è stata dichiarata d’interesse naturalistico, ma nonostante ciò le esercitazioni non sono mai state interrotte. In realtà, il generale Corrado Dalzini, comandante della regione militare Sud, dopo le numerose proteste degli ambientalisti, nell’aprile 2013, durante una conferenza stampa, si dichiarò disponibile a lasciare l’area purché la regione Sicilia avesse fornito un’alternativa idonea. Nell’autunno 2013 sembrava essere arrivata la svolta con l’impegno dell’assessora regionale all’ambiente, Mariella Lo Bello a dichiarare il territorio riserva naturale e a spostare il poligono di tiro in un altro sito della regione compatibile con le esigenze militari. L’accordo prevedeva che entro la fine del 2013 sull’area di Punta Bianca la regione avrebbe posto anche il vincolo ambientale. Primo passo verso l’istituzione della riserva. Ma fino ad oggi ancora nulla si è mosso. Intanto nei prossimi 26, 27 e 28 maggio l'Arpa regionale continuerà le indagini ambientali presso l'area di Drasy e nel mare prospiciente. GUARDA IL VIDEO https://www.youtube.com/watch?v=hTjyM0w-6Vw

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