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A Linguaglossa il congresso regionale della Sin organizzato da Michele Vecchio "Il futuro della Neurologia Siciliana nella realtà post-pandemica"
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A Linguaglossa il congresso regionale della Sin organizzato da Michele Vecchio "Il futuro della Neurologia Siciliana nella realtà post-pandemica"

Tra le sfide quelle della digitalizzazione e il miglioramento dei tempi per il trattamento del paziente con ictus che arriva in ospedale

Rita Cinardi
28 Aprile 2022 17:57

Si parlerà anche di telemedicina, di digitalizzazione e del rapporto tra ospedale e territorio nel congresso regionale della Società Italiana di Neurologia dal titolo "Il futuro della Neurologia Siciliana nella realtà post-pandemica". Organizzatore dell'evento, che si svolgerà nell'auditorium "Casa San Tommaso" di Linguaglossa, e al quale prenderanno parte relatori da tutta Italia, il presidente regionale della Sin Michele Vecchio, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Neurologia dell'ospedale Sant'Elia. "Parleremo della nuova realtà che il covid ha determinato - spiega il dottore Vecchio - una destrutturazione di tutto ciò che c'era prima e una ricostruzione secondo nuovi parametri. L'idea ospedale-centrica non ha funzionato nella realtà pandemica e il territorio si è rivelato inadeguato.

Tutto questo ha portato da subito all'idea della necessità dell'utilizzo della tecnologia e lo sviluppo della telemedicina e digitalizzazione dei processi sanitari. Siamo partiti dal contatto con il paziente mediante il semplice telefono e così in ambito neurologico abbiamo potuto continuare a seguire pazienti con patologie croniche. Questa impostazione troverà futuro nella digitalizzazione: sempre più il paziente avrà supporto con la telemedicina. La medicina neurologica è il terreno di sfida ideale perché abbiamo la necessità di seguire le cronicità e garantire il paziente nell'emergenza e urgenza. I focus riguarderanno principalmente la demenza, l'epilessia e la sclerosi multipla, ambiti in cui i processi di digitalizzazione determineranno veri e propri ambulatori virtuali riprodotti sul web dove il medico e il paziente potranno vedersi. Ciò comporta investimenti, tecnologie e, grazie a device adeguati, si realizzerà quel circuito territorio-ospedale-territorio per una integrazione di informazioni, saperi e interventi.

Un altro dei focus principali sarà lo stroke, che come sappiamo è una patologia tempodipendente. Nonostante la pandemia la Regione Siciliana ha completato la rete dello stroke. Nel 2021 in Sicilia abbiamo ottenuto il 95% degli stroke che hanno raggiunto i centri hub e spoke e hanno ricevuto trattamento adeguato. E' una rete che necessita della presa in carico del paziente nella fase pre, intra e post ospedaliera. Nella fase pre-ospedaliera un ruolo determinante è svolto dalla medicina generale, dalla continuità assistenziale, le case della salute previste dal Pnrr della Regione Siciliana e dal 118 che dovrà trasferire i pazienti nel posto dove potranno ricevere cure adeguate. Ad occuparsi della fase intraospedaliera saranno le reti hub e spoke. Mentre la fase post ospedaliera, che riguarda la riabilitazione del paziente, e riguarderà il sistema territorio. Quella della riabilitazione è una fase fondamentale poiché l'ictus rimane la prima causa di disabilità. Sarà fondamentale che il paziente arrivi in ospedale nel più breve tempo possibile.

Se oggi la media europea, dall'ingresso del paziente con stroke in ospedale all'inizio della terapia trombolitica è di 20-30 minuti, in Italia è di 60 minuti e in Sicilia di 90. Il dato di 90 minuti della Regione Siciliana deriva dalla complessità dei percorsi tipici dello stroke che richiedono interventi multidisciplinari, facilitazioni strutturali (tac vicino l'area di emergenza, sala angiografica vicino la tac e la stroke unit). Lo sforzo di tutti noi dovrà essere quello di metterci in linea con gli standard europei e italiani".

Infine i giovani. "La mia presidenza alla Sin - ha continuato il primario di Neurologia - è stata caratterizzata dal coinvolgimento dei giovani. Al congresso ci saranno 16 comunicazioni da parte di under 35. Il futuro sono loro, ed è su di loro che la sanità deve investire. Serve formare personale per le aree di emergenza, per il 118, per la medicalizzazione delle ambulanze. E quindi i giovani reclutati per l'emergenza covid devono essere reinseriti in ciò che serve, in ruoli definiti, possibilmente non precarizzati ma contrattualizzati. Infine al congresso ci onoreranno della loro presenza, e li ringrazio, il presidente nazionale della Sin, il professore Alfredo Berardelli, ordinario della sapienza di Roma, l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, il direttore generale dell'Asp di Caltanissetta Alessandro Caltagirone e il direttore generale dell'Asp di Catania Maurizio Letterio Lanza".

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