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Ville pubbliche e aree giochi: Parco Balate nel cassetto e il Comune apre alla gestione dei privati
Cronaca
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Ville pubbliche e aree giochi: Parco Balate nel cassetto e il Comune apre alla gestione dei privati

Cosa pensate delle ville e dei parchi pubblici di Caltanissetta? Che voti dareste in pagella? Promosse, bocciate o rimandate? Seguonews ha accolto la

Redazione
11 Marzo 2014 15:03

Cosa pensate delle ville e dei parchi pubblici di Caltanissetta? Che voti dareste in pagella? Promosse, bocciate o rimandate? Seguonews ha accolto la richiesta di tanti genitori che si chiedono perché Caltanissetta, città che vuole presentarsi come un comune “a misura di bambino” non abbia più realizzato il progetto per il Parco Balate, non abbia aree verdi adeguate per le attività all’aria aperta, non garantisca una manutenzione costante ed efficiente in quelle poche ville dislocate nel territorio costringendo, come unica alternativa, a recarsi nelle ludoteche private. Abbiamo chiesto chiarimenti all’assessore Carlo Giarratano. Il delegato comunale per i lavori pubblici e il verde urbano ci ha spiegato che il progetto del Parco Balate è pronto ormai da molti anni ma la sua realizzazione è ancora ben lontana dall’essere attuata perché fortemente limitata dalla carenza di soldi: “servono 3 milioni di euro per poter realizzare il parco, un investimento non indifferente che, con i tagli che lo Stato ha pianificato per gli enti locali, non è possibile realizzare”. La zona, così come la Collina Sant’Anna (quella dove è collocata l’antenna Rai), potrebbe diventare un parco pubblico dove, oltre ad attività mirate ai bambini, sarebbe possibile passeggiare, fare attività sportive (come ad esempio lo jogging), acquistare snack o bibite, fare picnic e tanto altro ancora. L’unica alternativa che al momento l’amministrazione pubblica può mettere in atto, in una città che si è allargata senza prevedere aree verdi in mezzo a quelle edificabili, è quella di realizzare (o ristrutturare dove esistono) quelli che l’assessore definisce “piccoli esperimenti di ville dislocate nella città a macchia di leopardo e con la partecipazione di cittadini e associazioni private”.  La messa in sicurezza di questi siti, però, rimane una questione complessa poiché per gestire il verde e gli spazi gioco il Comune deve stanziare molti fondi e non sempre le ville rimangono esenti da atti di vandalismo. L’assessore comunale spiega innanzi tutto che bisogna fare un distinguo tra ville e spazi verdi (recintati o aperti): Piazza della Repubblica, in Via Turati, ad esempio è priva di recinzione e, di conseguenza, di custode: gli atti di vandalismo compiuti da ignoti che hanno distrutto tutte le giostre in meno di due mesi non possono essere imputabili all’Amministrazione. La domanda che, però, si pongono i cittadini è il perché non ci sia in queste zone un controllo più serrato che possa fungere da deterrente per chi scardina i giochi, abbandona nei giochi le cicche, “decapita” le papere nei dondoli e rimuove la seduta delle altalene lasciando penzolare due pericolosi uncini (vedi immagini). Qualche anno fa il Comune ha sperimentato il primo progetto di compartecipazione pubblico – privato aprendo, ristrutturando e affidando la gestione di Villa Monica, anch’essa in Via Turati, a un’associazione di genitori. La struttura, seppur non completamente utilizzata (la metà dell’area è rimasta incolta, non curata e poco sicura) e priva di fabbricato per il custode (caratteristica che impone normative differenti rispetto alle altre ville) è costantemente pulita, non frequentata da persone poco rassicuranti e – elemento non trascurabile - rispetta le norme UNI EN 1176. Con quest’ultimo si intende la guida stilata dall’Ente Nazionale Italiano di Unificazione che fornisce i parametri minimi per la sicurezza e la manutenzione delle attrezzature di gioco e delle superfici limitrofe. Il vero problema, però, è che nel progetto pilota non sono stati fissati degli orari di apertura minimi lasciando alla concessionaria “Asso Gen” la libertà di aprire solo il fine settimana (in primavera ed autunno) e chiudere totalmente in inverno. “In questo momento – spiega l’assessore Giarratano – stiamo cercando di capire se l’associazione vuole riprendere in gestione il sito o se, invece, dobbiamo trovare un’altra soluzione”. Il risultato? Anche in questo caso parlano le immagini: un cancello chiuso oltre il quale non si può andare. L’esperimento è stato replicato in altre due zone, diventate, secondo il parere dell’assessore, “esempi virtuosi di compartecipazione tra pubblico e privato”; si tratta del “Parco Robinson” e della villa nel Villaggio Santa Barbara. In entrambi i casi il Comune ha completamente ristrutturato le aree e ha affidato la gestione alle associazioni che vivono il quartiere: “Birbalandia” in Via De Amicis e “Angelo Bruccheri” nel Villaggio Santa Barbara. “Responsabilizzare gli abitanti dei quartieri, diretti interessati a fruire l’area verde – chiarisce Giarratano - è una strategia che si sta rivelando vincente: chi utilizza il parco giochi - e la villa in generale – protegge, come un bene personale, l’ambiente e le strutture al suo interno”. Tante ancora restano le perplessità dei genitori sulle scelte di ristrutturazione dell’area di Via De Amicis: troppa sabbia e distanze tra le giostre e la pavimentazione di pietra al limite di sicurezza ma, soprattutto, il perché il comune dopo aver investito fondi pubblici nell’area, non abbia dato ampia comunicazione di quella che si presenta come un’azione a vantaggio dei cittadini. “Non so come sia il Parco Robinson – ci racconta Michela, una mamma di due bambini di 3 e 8 anni – l’ultima volta che ci sono andata era piena di chiodi e schegge di legno su tutti i giochi. Non sono tornata più in quella villa”. “Nell’area verde del Villaggio Santa Barbara - spiega l’assessore - con un investimento di circa 30mila euro, abbiamo effettuato la ristrutturazione di tutta l’impiantistica, ormai rovinata,  e collocato giochi fruibili per i bambini”. La villa, assicurano i gestori che l’hanno in affidamento, deve essere aperta sia la mattina sia il pomeriggio ma, come si vede dalle foto, non sempre questi orari sono garantiti. “Quando c’è il sole esco per fari fare un giro a mio gfiglio e farlo giocare un po’ – ci racconta Anna, la mamma di un bimbo di 12 mesi – ma non sempre trovo i cancelli aperti ed è una bella seccatura dato che esco a piedi e non trovo alcun luogo dove andare”. Nel centro storico si contano altre due aree verdi dove la Giunta ha collocato dei giochi per i bambini e, anche in questo caso, la gestione si presenta complessa e onerosa e le lamentele dei tanti genitori che non trovano uno spazio adeguato per i propri figli continuano a moltiplicarsi. “E’ in corso nella Villa Amedeo un ammodernamento che si concluderà ad aprile con la manutenzione straordinaria dei giochi per i bambini rimuovendo quelli vecchi e pericolosi a vantaggio di nuovi e più sicuri- spiega l’assessore -. Si tratta dell’ultimo tassello di un investimento di 70 mila euro che ha visto la cura del verde, dell’impianto di irrigazione e la ristrutturazione dei bagni pubblici, indispensabili soprattutto nei luoghi per i bambini”. Cosa si potrebbe migliorare? I genitori chiedono, così come in tutte le altre ville utilizzate dai bambini un maggiore controllo da parte dei custodi che, invece di rimanere nelle proprie guardiole, dovrebbero girare costantemente per scoraggiare eventuali atti di vandalismo, coppiette che si scambiano eccessive effusioni, o intervenire nel caso voglia agire qualche male intenzionato. “Vado in quella villa anche spinta dal piacere di tornare nei luoghi dove giocavo da bambina ma non sempre mi sento sicura – ci racconta la madre di due bambini di 1 e 12 anni -; i giochi sono in fondo e, in caso di pericolo, non c’è un’adeguata via di fuga o un custode da allertare anche solo alzando la voce. In più spesso si trovano coppie in intimità e non so cosa spiegare a mio figlio”. “L’assenza di un custode – ci racconta un’altra mamma mentre ci mostra lo stato di degrado di alcune giostre, le schegge di legno a vista e gli insulti osceni scritti sulle pareti – è che manca qualcuno che monitori la villa evitando che l’inciviltà di pochi diventi un grosso danno per tutti. Esistono i ragazzi che, per puro divertimento, distruggono e devastano il bene pubblico ma mi chiedo, perché devono subire le conseguenze i nostri figli”? L’assessore assicura che a breve in questa villa, così come nel parco Robinson, sarà istallato un impianto di videosorveglianza. L’ambiente poco rassicurante, così come è stato descritto per la Villa in Viale Regina Margherita, è una caratteristica che si ritrova anche nella Villa Cordova. L’area dedicata ai bambini, delimitata tra Via Cavour  e Traversa Elena è piccola ma in buono stato e, nonostante ciò, molti genitori scelgono di non fruire di quest’area nemmeno quando sono in zona per lo shopping . “Non mi fermo mai lì – afferma con determinazione Rossella: la villa è ormai diventata dominio quasi esclusivo degli extracomunitari, mi trovo costretta a scegliere le ludoteche a pagamento” ma l’assessore Giarratano, ricordando che anche questa villa è affidata alla gestione di un’associazione di pensionati, a questa considerazione commenta: “Solo 7mila nisseni su 60mila abitano il centro storico e l’assenza di residenti locali è da imputare solo a chi ha scelto, volontariamente, di non scendere in piazza e fruire delle infrastrutture che la città ha realizzato per tutti”. (Marcella Sardo)

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