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Venerdì Santo a Gela, il vescovo: "Ogni individuo porta la propria Croce"
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Venerdì Santo a Gela, il vescovo: "Ogni individuo porta la propria Croce"

Il vescovo Rosario Gisana, nella sua omelia, ha ricordato che non possiamo rimanere indifferenti agli anziani, ai diversamente abili, ai giovani

Redazione
19 Aprile 2019 18:19

"Ogni individuo porta la propria Croce". Così ha esordito nella sua omelia del Venerdì il vescovo  Rosario Gisana. "Non possiamo rimanere indifferenti agli anziani, ai diversamente abili, ai giovani".Con queste parole il vescovo ha fatto vibrare i cuori del popolo gelese accorso numerosissimo in piazza del Calvario. Una cornice affollatissima di fedeli ha accompagnato la rituale processione del Cristo in Croce e della Madonna Addolorata.
Commovente la rievocazione  del Vescovo degli ultimi momenti drammatici di Gesù dopo la sua crocifissione. “Lasciamoci aiutare da un sentimento verso i nostri crocifissi. Gesù dice ho sete! Se siamo davvero amanti della Croce, impariamo a sentire l’anelito potente di Cristo. Dobbiamo approcciarci verso un senso di giustizia. Lo dico pure ai miei sacerdoti, non solo ai politici. Anche nella mentalità e nel modo di porgerci verso gli altri. Evitiamo i tornaconti e gli interessi personali, ma anche gli sgambetti per fare cadere gli altri. Chiediamo a Dio il perdono per chi ci fa del male. Usiamo gli strumenti cristiani della bontà e della carità e non della forza per sopprimere i più deboli. Facciamo in modo che il vostro sguardo  sia rivolto ai nostri crocifissi perché tutti li abbiamo”.
E ancora il vescovo a esprimere con garbo un monito:
Un pensiero particolare il primo prelato della nostra Diocesi lo ha rivolto anche ai giovani.
"Penso in particolare a tre fasce sociali: ai bambini, agli anziani e ai giovani. Quest'ultimi dico che devono tornare nella loro città. Andate fuori, formatevi ma poi tornate a casa vostra. Quando sento dire che i plurilaureati sono a Londra a fare i lavapiatti provo un senso di rabbia. Dobbiamo fare in modo che i nostri giovani possano e debbano rientrare nella propria terra di origine”.
Tre le autorità presenti, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, il Commissario Straordinario Dott. Rosario Arena e il Comandante dei Vigili Urbani, dott. Giuseppe Montana. Il primo cittadino ha inteso evidenziare: “Il vescovo con attenzione cristiana ha parlato del vivere sociale e dei giovani che spesso vengono dimenticati dalle classi sociali che stanno meglio. I ragazzi devono prima formarsi, anche andando all'estero, ma più tornare nelle proprie terre di origine. Sono a fine mandato e la politica che verrà a governare questa città troverà tante problematiche da affrontare e superare. Il benessere di ogni amministrazione pubblica passa attraverso la disponibilità delle risorse finanziarie ma anche da una attenta pianificazione. Con una buona gestione delle scelte politiche ed una oculata gestione finanziaria, attenta e votata soprattutto verso l'aspetto umano, che come dice il vescovo non deve mai venire meno, le cose possono cambiare".
 

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