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Suore picchiano i bimbi  all'asilo "sulle parti intime": condannate tre religiose e la madre superiora
Cronaca
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Suore picchiano i bimbi all'asilo "sulle parti intime": condannate tre religiose e la madre superiora

E' successo in provincia di Caserta, a San Marcellino. Sono stati i genitori a chiedere l'intervento dei carabinieri

Redazione
13 Aprile 2019 11:27

Sono state condannate le suore di una scuola di infanzia di San Marcellino sospese nel giugno scorso in quanto accusate a vario titolo di intralcio alla giustizia e maltrattamenti sui minori. Al termine del processo con il rito abbreviato, il gup Nicola Paone del tribunale di Napoli Nord, ha comminato 2 anni ciascuna per le suore Anna Porrari, 76 anni, madre superiora, di Aquiloni, e per le consorelle Josi Sapi, Loyola Dionel e Genovina Barete di origine indiana e filippina, rispettivamente di 54, 47 e 34 anni. Pene più lievi rispetto a quelle che aveva chiesto il pm Francesco Persico (4 anni per la suora Anna Porrari, 76 anni, e tre anni a testa per le altre tre monache).

In sostanza, la madre superiora che non ha materialmente maltrattato i bambini, risponde dello stesso reato in quanto responsabile dell'istituto oltre che dell'intralcio alla giustizia, per aver tentato di comprare il silenzio di una mamma con del denaro mentre le monache Sapi, Dionel e Barete, rispondono dei maltrattamenti. I maltrattamenti sono avvenuti nell'Istituto paritario Santa Teresa del Bambin Gesù dove svolgevano servizio le suore appartenenti alle Suore degli Angeli, con sede centrale a Napoli che gestisce decine di istituti in Campania.

Secondo l'accusa, le religiose percuotevano i bambini anche sulle parti intime. Le suore rischiarono anche gli arresti domiciliari ma la misura fu negata dal gip in sede di valutazione della richiesta cautelare. La superiore avrebbe cercato di comprare il silenzio della mamma di una vittima quando scoprì che usava violenza sul figlio. «È una vergogna anche per te, prendi i soldi», dice la religiosa tentando di evitare guai giudiziari.

Le suore erano responsabili della gestione e delle attività didattiche di una scuola paritaria: le vicende contestate riguardano i mesi di aprile e maggio dello scorso anno, scaturite dalle denunce presentate ai carabinieri di San Marcellino da parte dei genitori di cinque bambini, alunni della scuola che, all'interno delle mura domestiche, avevano manifestato disagio e cambiamenti di umore chiaramente riconducibili a comportamenti subiti presso l'istituto scolastico. L'attività di indagine, condotta anche mediante l'utilizzo di videocamere, aveva permesso di documentare diversi episodi ai danni dei bambini. Successivamente, le mamme di quattro alunni dell'asilo avevano riconosciuto i propri figli attraverso alcuni video che circolavano indiscriminatamente sia in chat che su alcuni siti internet di informazione locale. Non il filmato divulgato all'epoca dalle forze dell'ordine, con i volti coperti, ma immagini in chiaro che avrebbero dovuto restare secretate sia in virtù del processo in corso che nella tutela della privacy delle piccole vittime.

 

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