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Studiare con il tablet: le scuole primarie di Caltanissetta e San Cataldo avviano la sperimentazione
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Studiare con il tablet: le scuole primarie di Caltanissetta e San Cataldo avviano la sperimentazione

In una società connotata dalla molteplicità delle fonti d’informazione e dalla comunicazione digitale, la principale sfida delle strutture formative i...

Redazione
09 Dicembre 2013 09:22

In una società connotata dalla molteplicità delle fonti d’informazione e dalla comunicazione digitale, la principale sfida delle strutture formative istituzionali è quella di conciliare i saperi tradizionali, con i suoi ritmi lenti di formazione, con l’enorme potenzialità attrattiva e comunicativa degli strumenti informatici e della rete. Con questi presupposti la Fondazione Olandese Snappet si è preposta l’obiettivo di migliorare la qualità dell'istruzione della scuola primaria tramite l’utilizzo di tablet computer e, dopo un progetto pilota di grande successo nel proprio paese ha immediatamente esteso il campione di sperimentazione in tutta l’Italia. Dal 2011, anno in cui 15 scuole hanno aderito al progetto, in Olanda oltre 600 scuole utilizzano il tablet e nel maggio del 2013 la sperimentazione è arrivata anche in Italia. L’ opportunità offerta dalla Fondazione Olandese Snappet prevede la concessione a titolo gratuito un Tablet per ciascun alunno per la durata di quattro settimane. Un’occasione che non si sono lasciati sfuggire 4 dirigenti scolastici della nostra provincia che stanno partecipando alla sperimentazione del nuovo sussidio didattico in contemporanea ad altre scuole della Lombardia, Veneto, Francia, Germania e Spagna. Il Progetto Pilota è stato pianificato per le classi terze e quarte delle scuole primarie dell’istituto comprensivo Lombardo Radice,  del primo circolo Leonardo Sciascia, dell’istituto comprensivo Martin Luther King per quanto riguarda Caltanissettae del primo circolo De Amicis per San Cataldo. La sperimentazione, si configura come un’esperienza di notevole valore didattico supportata dalle più avanzate tecnologie multimediali e informatiche, capace di formare allievi che abbiano le basi solide della cultura tradizionale, ma che, nel contempo, siano perfettamente preparati a raccogliere le sfide di un’epoca caratterizzata da una trasformazione tecnologica senza precedenti. “I nostri allievi – spiega il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Martin Luther King, Irene Cinzia Collerone – sono dei nativi digitali e i docenti di riferimento hanno riscontrato un elevato indice di motivazione derivato dalla modalità estremamente dinamica dei contenuti rispetto alle metodologie tradizionali”. Inglese, matematica e italiano sono diventati molto più divertenti e accattivanti per i bambini. Il nuovo metodo, infatti, trasferisce i suoi effetti positivi grazie al raggiungimento di un maggiore livello di concentrazione. I bambini delle nuove generazioni sono nati con la consapevolezza che il computer sia un’immensa risorsa da sfruttare a proprio vantaggio e la scuola non deve essere da meno. Un’altra caratteristica da non sottovalutare, nella fruibilità del nuovo medoto, è il feedback immediato sull’esattezza delle risposte che l’alunno riceve dopo aver effettuato una verifica. La sostituzione interattiva degli esistenti libri operativi per ciascun allievo comporta anche un risparmio economico e un minore impatto ambientale (abolendo fotocopie, libri e verifiche si risparmierà una quantità di carta non indifferente). Ciò non vuol dire che i Tablet sostituiranno gli educatori; questi ultimi formati per interagire con le nuove metodologie di studio, spiega la dirigente del Martin Luther King, continueranno a svolgere un ruolo fondamentale per l’apprendimento di nuove conoscenze nel bambino e, al contempo, diventeranno “anima critica” per il nuovo supporto didattico. Due nei collegano tutte le scuole italiane e impediscono che dalla sperimentazione di due mesi si passi all’utilizzo quotidiano per tutto l’anno scolastico. Il primo – ha sottolineato la dirigente Collerone – è relativo alla rete wireless che non riesce a sostenere la mole di dati richiesta dai tablet. Una difficoltà oggettiva nelle infrastrutture riscontrate per una sola classe che si trasforma in un problema insostenibile se si dovesse utilizzare la rete per tutti gli allievi e per tutte le materie oggetto di studio (non soltanto le tre sperimentate). Il secondo impedimento è relativo ai costi necessari per avviare il progetto non soltanto per le settimane finanziate dalla fondazione Snappet per una classe. “Al momento – conclude la dirigente - la scuola ha avviato un processo di innovazione che non possiamo più trascurare ma per continuare il percorso sarà necessaria una pianificazione ad hoc per la creazione delle infrastrutture necessarie (finanziabili anche con i fondi europei) alla quale seguirà quella relativa agli strumenti di studio". Per saperne di più contattare la dott.ssa Federica Giorgio alla mail federica@snappet.it

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