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Sistema Montante, Ardizzone: "Mai ricevuto favori dall' ex paladino dell' antimafia"
Cronaca
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Sistema Montante, Ardizzone: "Mai ricevuto favori dall' ex paladino dell' antimafia"

L' ufficiale della Guardia di Finanza, Gianfranco Ardizzone, davanti al giudice ha negato le accuse che gli vengono rivolte dai magistrati nisseni

Donata Calabrese
07 Dicembre 2018 21:17

L’ex comandante della Guardia di Finanza di Caltanissetta, Gianfranco Ardizzone, ha negato tutte le accuse che gli vengono rivolte dalla procura di Caltanissetta, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Double Face” che ha portato in carcere l’ex leader di Confindustria Antonello Montante. L’ufficiale della Guardia di Finanza, sotto processo con il rito abbreviato condizionato al suo esame, è accusato insieme a Montante e all'imprenditore Massimo Romano di “aver indirizzato e consapevolmente avallato” l'operato di due finanzieri, Ettore Orfanello, comandante del nucleo di polizia tributaria, e Mario Sanfilippo, appartenente al nucleo tributaria. I due finanzieri avrebbero effettuato controlli fiscali “favorevoli” a Montante e Romano, in cambio dell'assunzione della figlia di Ardizzone, Giuliana nel Confidi di Caltanissetta. Montante si sarebbe interessato anche per il trasferimento di Ardizzone da Reggio Calabria alla Dia di Caltanissetta.Ardizzone, assistito dall’avvocato Giuseppe Dacquì, nel corso della sua deposizione, durata circa sette ore, ha riferito che la figlia non è stata assunta tramite l’intermediazione di Montante ma lui si era rivolto a Marco Venturi, che all’epoca era presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e con il quale aveva dei rapporti istituzionali. Venturi quindi, a sua insaputa, avrebbe chiesto a Romano di assumere la figlia dell’ufficiale al Confidi, di cui lui era presidente. L’imputato ha detto di non aver chiesto nessun favore a Montante e di averlo conosciuto tramite i vari incontri istituzionali dedicati alla legalità che si svolgevano a Caltanissetta e che all’epoca veniva osannato da tutti come il paladino dell’antimafia. A proposito invece delle verifiche fiscali nei confronti dell’imprenditore Massimo Romano, considerato il “re dei supermercati”, ha chiarito che la competenza appartiene al Nucleo di Polizia Tributaria e lui, in qualità di comandante della Guardia di Finanza non sarebbe entrato nel merito. Ha anche aggiunto che a proposito del suo trasferimento da Reggio Calabria alla Dia di Caltanissetta, non vi è stato nessun intervento da parte di Montante e anche le due procure interessate, si sono espresse in maniera favorevole. La parola è poi passata al Pm Stefano Luciani, che ha incalzato l’imputato con diverse domande. Si torna in aula lunedì 10 dicembre. (AGI)

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