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Scritte ingiuriose contro Don Ciotti e i poliziotti: l'indignazione dell'associazione "Luigi Sturzo"
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Scritte ingiuriose contro Don Ciotti e i poliziotti: l'indignazione dell'associazione "Luigi Sturzo"

Di seguito un comunicato stampa dell'associazione Luigi Sturzo di Caltanissetta in merito alle scritte offensive sui muri di Locri, in Calabria: Le p...

Redazione
24 Marzo 2017 08:15

Di seguito un comunicato stampa dell'associazione Luigi Sturzo di Caltanissetta in merito alle scritte offensive sui muri di Locri, in Calabria: Le parole di speranza e di lotta ad ogni forma di criminalità pronunciate da Don Luigi Ciotti e dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, hanno scatenato la reazione di chi fa il “tifo” per i clan attraverso scritte offensive: “Don Ciotti sbirro” -“più lavoro meno sbirri”, sui muri dell’episcopio e della scuola ovvero su quei simboli che danno più fastidio ai clan. Le scritte rientrano secondo noi in una strategia delinquenziale che fa fuggire le imprese per produrre solo sottomissione. Le parole di Don Ciotti, invece, risvegliano le coscienze e fanno vedere un’alternativa alla rassegnazione e al silenzio. Lo Stato non deve mai arretrare, anzi deve rilanciare con forza la propria opera di repressione contro ogni tipo di prepotenza ed intimidazione. Non ci potrà mai essere sviluppo senza sicurezza e legalità. A sottrarre lavoro onesto sono proprio le organizzazioni criminali in combutta con una politica clientelare. Quelle frasi scritte sui muri sono dense di cultura mafiosa. Noi dell’associazione Don Luigi Sturzo di Caltanissetta condanniamo fermamente l’azione ingiuriosa posta in essere da individui che coltivano la cultura dell’antistato ed esprimiamo profonda solidarietà a Don Luigi Ciotti e a tutte le forze dell’ordine che lottano quotidianamente contro il crimine organizzato e non. Nel contempo chiediamo alla politica di essere fedele alla sua nobile vocazione di custodire e garantire la giustizia sociale ,e nell’adoperarsi ,con convinzione e determinazione, a ricercare e alimentare il bene comune. La povertà, l’ignoranza e la mancanza dello Stato (nelle sue diverse declinazioni) rappresentano da sempre il terreno fertile dove la malefica linfa cresce e si sviluppa rigogliosamente

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