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Sapori. I Mastazzola di Riesi entrano nell’Arca del Gusto di Slow Food
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Sapori. I Mastazzola di Riesi entrano nell’Arca del Gusto di Slow Food

Dopo le Lenticchie di Villalba ed il Torrone di Caltanissetta, un dolce tipico e radicato nella storia di Riesi in provincia di Caltanissetta, i Masta...

Redazione
20 Febbraio 2016 11:45

Dopo le Lenticchie di Villalba ed il Torrone di Caltanissetta, un dolce tipico e radicato nella storia di Riesi in provincia di Caltanissetta, i Mastazzola, entra a far parte del progetto di Slow Food "L'Arca del Gusto", grazie alla segnalazione di Angelo Troia, ricercatore di botanica dell'Università di Palermo, e di Teresa Napolitano, biologa originaria di Riesi che, spinta dai ricordi della tradizione di famiglia della preparazione dei Mastazzola, ha pensato di far qualcosa per far conoscere oltre i confini del piccolo comune della provincia di Caltanissetta questa antica ricetta dolciaria legata fortemente al suo territorio di origine. L'Arca del Gusto è un catalogo online che cresce giorno dopo giorno, raccogliendo la denuncia di chi vede i sapori della propria infanzia scomparire, portando via un pezzo della cultura e della storia di chi li ha condivisi, e che grazie al contributo di tantissime persone, è arrivata a quasi 3.000 segnalazioni, facendo salire sull’Arca migliaia di prodotti, scovati in ogni angolo del pianeta. L’Arca del Gusto viaggia per il mondo e raccoglie i prodotti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta. Un patrimonio straordinario di frutta, verdura, razze animali, formaggi, pani, dolci, salumi .... L’Arca del Gusto segnala l’esistenza di questi prodotti, denuncia il rischio che possano scomparire, invita tutti a fare qualcosa per salvaguardarli: a volte serve comprarli e mangiarli, a volte serve raccontarli e sostenere i produttori; in alcuni casi – quando i prodotti sono specie selvatiche a grave rischio di estinzione – è meglio mangiarne meno o non mangiarli affatto, per tutelarli e favorirne la riproduzione. Con il termine mostacciòli o mostazzòli (con numerose varianti) si indicano dei dolci, diffusi nella tradizione di molte comunità dell’Italia mediterranea e della Sicilia. Il termine è molto antico e si fa derivare dal latino “mustaceum”, una focaccia dolce tra i cui ingredienti figurava il mosto d’uva, cotta sopra foglie di alloro. Gli ingredienti e la consistenza dei mostaccioli variano parecchio non solo fra regione e regione, ma anche all’interno di una stessa regione, per cui nella stessa Sicilia con lo stesso nome si indicano dolci anche molto diversi tra loro. I “mastazzòla” di Riesi mostrano caratteristiche tali da renderli assolutamente unici: la forma e le ornamentazioni romboidali sono comuni ad altre varianti (dalla vicina Ragusa alla lontana Erice), e costituiscono probabilmente caratteri comuni al “prototipo” ancestrale. A differenziarli e a renderli unici è un particolare ingrediente: le carrube, sotto forma di sciroppo. Gli ingredienti includono inoltre, oltre alla farina di grano duro, cannella, fiori di garofano, zucchero, mandorle, scorze di arancia, ma anche (interessante per il richiamo al mustaceum romano) foglie di alloro. Molti ingredienti sono tipici della cucina mediterranea, come alloro, arancia e mandorle, che sono anche colture tradizionali del territorio; ma si segnalano in particolare l’importanza delle carrube, ricche di proteine, vitamine e minerali e tradizionalmente usate in vario modo nella dieta mediterranea ma anche nella medicina popolare, e del carrubo, coltura tipica – e purtroppo in abbandono – del territorio collinare siciliano. Il gusto particolare, legato alla carruba, rende i mastazzola lontani dai gusti “standard” dei dolci “globali” e ne ha sfavorito quindi produzione e consumo. I dolci più simili a quelli riesini siano i mustazzoli del Ragusano, in cui al posto dello sciroppo di carrube troviamo il vino cotto. Una ipotesi potrebbe ricondurre l’origine dei mastazzola alla storia di Riesi, fondata nel 1647 e caratterizzata dalla presenza di importanti miniere di zolfo che fin dal XVIII secolo attirarono manodopera dalle zone limitrofe: lavoratori provenienti dalla provincia di Ragusa, arrivati a Riesi in un’epoca imprecisata, potrebbero aver portato con sé i loro dolci tipici, col tempo sostituendo il vino cotto con le carrube; oppure, come talvolta avviene nelle comunità di emigrati, potrebbero avere mantenuto inalterata l’originaria ricetta che nel Ragusano subiva invece modifiche ed evoluzioni diverse. I mastazzola sono oggi preparati principalmente in casa in occasione della festività natalizie ma si trovano anche in alcune pasticcerie e panifici locali. Adesso inizia un percorso di valorizzazione che, unitamente alla comunità locale di Riesi ed alle istituzioni preposte, cercherà di far diventare questo dolce tipico locale un veicolo di conoscenza di un territorio molto ricco di storia, biodiversità agricola e ambientale. Questo è il link del sito dellìArca del Gusto di Slow Food con la scheda dei Mastazzola di Riesi: http://www.fondazioneslowfood.com/it/arca-del-gusto-slow-food/mastazzola-di-riesi/

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