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San Cataldo, "picchiato e umiliato dal branco per una risata": retroscena e nomi degli arrestati
Cronaca
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San Cataldo, "picchiato e umiliato dal branco per una risata": retroscena e nomi degli arrestati

Il minorenne si trovava all'interno di un locale di distributori automatici quando un altro ragazzo si è avvicinato chiedendo cosa avessero tanto da ridere

Rita Cinardi
31 Ottobre 2017 13:51

Sono quattro, tutti giovanissimi, i presunti responsabili della violenta aggressione ai danni di un minore, picchiato e sfregiato per futili motivi a San Cataldo, arrestati questa mattina dai carabinieri. Agli arresti domiciliari sono finiti Riccardo Panzarella, 21 anni, Salvatore Lazzara, 19 anni e Mattya Pennino, 19 anni, tutti sancataldesi e tutti senza precedenti penali alle spalle. Difesi dagli avvocati Gianluca Amico, Massimiliano Bellini e Anna Sardella dovranno rispondere alle accuse di sequestro di persona e lesioni gravi. La posizione di un quarto ragazzo, collocato in comunità, minorenne all'epoca dei fatti, è ancora al vaglio della giustizia minorile e per questo non possono essere diffuse le sue generalità. I loro volti non riuscirà a dimenticarli facilmente il ragazzo che, ancora più giovane di loro, ha vissuto veri e propri momenti di terrore. Tutto era cominciato da un'innocente risata tra amici. Il minorenne si trovava all'interno di un locale di distributori automatici quando un altro ragazzo si è avvicinato chiedendo cosa avessero tanto da ridere. Fino a quando la vittima dell'aggressione sarebbe stata afferrata per  il collo e trascinata fino in via Mimiani in un garage dove ad attenderlo vi erano altri giovani. Secondo la testimonianza della vittima in quattro lo avrebbero fatto sedere su una panca e mentre alcuni di loro lo picchiavano e gli lanciavano oggetti contro, un altro lo teneva fermo. Un altro ancora lo minacciava dicendogli che se si fosse mosso di lì lo avrebbe picchiato anche lui. All'interno del garage però erano presenti due ragazze, amiche degli aggressori, che hanno cominciato a chiedere che il giovane venisse lasciato in pace. E così è stato. Non prima però di un ultima umiliazione. Visto che uno degli aggressori avrebbe chiesto alla vittima di baciargli i piedi e di chiedere scusa. Al suo rifiuto altri calci e altri pugni. Tanto che al ragazzo è stato rotto il setto nasale e, adesso, il suo volto rimarrà sfregiato in maniera permanente. Quando finalmente l'incubo è finito e il giovane è stato lasciato andare si è recato a casa dai genitori e, dopo essere stato medicato in pronto soccorso, il giorno dopo, si è recato in caserma a denunciare quanto accaduto nonostante fosse stato minacciato anche di morte qualora si fosse recato dai carabinieri. Tutto questo secondo la ricostruzione degli inquirenti. Nei prossimi giorni i quattro saranno interrogati dal Gip Leone. L'interrogatorio è fissato per il 3 novembre. 

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