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Ovaio policistico. L'esperta: “Un aiuto arriva dall'alimentazione”
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Ovaio policistico. L'esperta: “Un aiuto arriva dall'alimentazione”

La sindrome dell’ovaio policistico (polycystic ovary syndrome, PCOS) è una delle più frequenti patologie endocrine delle donne in età fertile caratter...

Redazione
22 Luglio 2015 07:00

La sindrome dell’ovaio policistico (polycystic ovary syndrome, PCOS) è una delle più frequenti patologie endocrine delle donne in età fertile caratterizzata da uno sbilancio endocrino che causa anomalie mestruali, metaboliche e biochimiche. Colpisce il 7-19% delle donne fertili, e se vi ritrovate ad avere almeno due di questi tre sintomi, rientrate in questa percentuale: oligomenorrea o amenorrea; segni clinici o biochimici di iperandrogenismo; presenza di cisti ovariche ad una o entrambe le ovaie. Nella maggioranza dei casi questa malattia è causata dal fatto che il nostro corpo non risponde normalmente all’insulina, condizione nota come resistenza. Il principale obiettivo da raggiungere è quello di ridurre il peso corporeo, infatti nel 50-65% dei casi di PCOS vi è una condizione di sovrappeso/obesità. La prima cura parte dallo stile di vita. Migliorare il proprio stile di vita, partendo da una dieta corretta e da una regolare attività fisica, è molto importante e può essere la cura migliore per la sindrome da ovaio policistico. Ma come deve essere l’alimentazione per le donne che presentano questa sindrome? A suggerire i comportamenti alimentari corretti interviene la dottoressa Alessandra Cucchiara, nutrizionista nissena che ogni settimana spiega l'importanza del mangiare sano. L’alimentazione deve essere a basso indice e carico glicemico. L’indice glicemico indica la velocità con quale la glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue) si innalza a seguito dell’assunzione di un alimento, il carico glicemico prende in considerazione invece la quantità di carboidrati contenuti nell’alimento. Per ridurre l’indice glicemico del pasto sono necessari: un abbondante introito di fibre, contenute in frutta, verdure/ortaggi, legumi, cereali integrali; una riduzione degli zuccheri semplici; un controllato apporto di carboidrati complessi (prediligere tra i carboidrati i cereali come il riso integrale, orzo, farro, grano saraceno, miglio, quinoa, avena, amaranto); la presenza di proteine e/o grassi insieme ai primi piatti (mangiare un piatto di pasta in bianco piuttosto che un piatto di pasta condito con un po’ di pesce e un contorno di verdura avrà un impatto diverso sulla glicemia). In chi soffre di PCOS è opportuno anche eliminare il latte e derivati, che nonostante abbiano un indice glicemico basso, sono dei potenti stimolatori dell’iperinsulinemia. Diversi studi hanno anche dimostrato l’efficacia di una colazione molto abbondante a fronte di una cena molto leggera nel favorire i tassi di ovulazione, quindi fare una ripartizione adeguata dei nutrienti è fondamentale. Inoltre per migliorare l’efficacia della dieta per ovaio policistico è indispensabile impostare una regolare attività fisica, preferibilmente ad alta intensità e a breve durata. Quindi un primo importante passo da fare è il cambiamento del proprio stile di vita. Molto importante per chi soffre di PCOS è perdere peso. Perdere peso, come confermato da numerosi studi, equivale ad aumentare le possibilità di rimanere incinta e a superare completamente (o quasi) tutti i disturbi causati da questa sindrome. Per approfondire: Sai quel che mangi? I consigli dell’esperta per una dieta equilibrata

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