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L'olio di palma fa veramente male? Il parere della nutrizionista
Salute
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L'olio di palma fa veramente male? Il parere della nutrizionista

Chi ha l’abitudine di controllare le etichette dei prodotti alimentari prima di compiere un acquisto si sarà imbattuto sicuramente nella dicitura “oli...

Redazione
10 Giugno 2015 07:00

Chi ha l’abitudine di controllare le etichette dei prodotti alimentari prima di compiere un acquisto si sarà imbattuto sicuramente nella dicitura “olio di palma”. L’ingrediente è ormai onnipresente e ha invaso i nostri supermercati perché costa poco, è insapore ed è facilmente lavorabile. Ma cerchiamo di conoscerlo meglio con il supporto della nutrizionista nissena Alessandra Cucchiara: l’olio di palma è un lipide estratto da quei tipici alberi africani che vediamo in tv o nelle foto, le palme appunto… Fino a qualche mese fa la sua presenza era celata dietro la dicitura generica “olio vegetale”, ma dal 13 dicembre 2014 è stato introdotto nella legislazione comunitaria l’obbligo di specificare in etichetta la natura dell’olio utilizzato nei prodotti alimentari. E così la scoperta di numerosi prodotti che lo contengono: nutella, merendine, patatine, biscotti, torte, crackers, grissini, addirittura anche nei biscotti e latte per neonati. Si può trovare anche nei prodotti da forno pre-fritti (es. bastoncini di pesce, cotolette, verdure in pastella, ecc.). Anche i prodotti biologici spesso non si salvano, quindi è sempre meglio controllare con i propri occhi. Perché si usa? L’olio di palma, pur essendo di origine vegetale, rappresenta un’eccezione, poiché ha una composizione in acidi grassi più simile al burro che agli altri grassi vegetali: è infatti composto essenzialmente da grassi saturi (palmitico, stearico e laurico). Di conseguenza ben si presta, per le sue proprietà chimiche, a sostituirlo nelle preparazioni industriali. Ma l’olio di palma fa male? Diversi studi scientifici evidenziano che un suo consumo abituale fa aumentare in modo significativo la concentrazione di grassi nel sangue, dal colesterolo ai trigliceridi. Un altro elemento evidenziato è la maggiore presenza di colesterolo cattivo nel sangue tra gli abituali consumatori, rispetto alle persone che impiegano altri grassi più salutari, come l’olio extravergine di oliva. Quindi questo contribuisce ad innalzare il rischio cardiovascolare. Ma forse non tutti sanno che esistono due tipi di olio di palma, con differenze significative dal punto di vista nutrizionale. L’olio di palma extravergine, quindi non raffinato, è ricco in antiossidanti e vitamine e in generale viene considerato un olio eccellente. Quello che troviamo nell’industria alimentare però è diverso in quanto è raffinato in modo da renderlo più o meno incolore e insapore, ma nel processo di raffinazione si perdono purtroppo anche le qualità benefiche apportate dalle vitamine e altro. Ma attenzione non ha senso additare l’olio di palma come la causa unica di tutti i nostri mali, se le nostre abitudini alimentari ancora si basano su un eccesso di zuccheri, farine raffinate, grassi saturi a discapito di altri nutrienti protettivi per la nostra salute. Il problema di fondo non è l’olio di palma, ma le nostre abitudini alimentari, non è un solo alimento o ingrediente a fare la differenza nella nostra alimentazione. Per approfondire: Sai quel che mangi? I consigli dell’esperta per una dieta equilibrata

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta