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Il quesito per la nutrizionista: “A carnevale ogni dolce vale?”
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Il quesito per la nutrizionista: “A carnevale ogni dolce vale?”

Rubrica a cura della nutrizionista nissena Alessandra Cucchiara Quando pensiamo al Carnevale, solitamente pensiamo ai carri allegorici, alle sfilate ...

Redazione
27 Gennaio 2016 08:00

Rubrica a cura della nutrizionista nissena Alessandra Cucchiara Quando pensiamo al Carnevale, solitamente pensiamo ai carri allegorici, alle sfilate e ai travestimenti. Sono sicura però che molti pensano anche alle golosità che il carnevale offre.Ma cosa significa la parola Carnevale? Il termine Carnevale deriva dal latino “Carnem Levare” che tradotto nella nostra lingua odierna diventa “eliminare la carne”, riferendosi al periodo che precede il digiuno della Quaresima. Proprio perché precede tale periodo, il martedì grasso si festeggia con varie golosità. In Italia ogni regione vanta le sue ricette gastronomiche tipiche, ma sono soprattutto i dolcii veri protagonisti di questo allegro periodo dell’anno. In Sicilia le regine del Carnevale sono le chiacchiere, ovvero sfoglie sottili di farina, uova e zucchero, fritte poi nell’olio bollente finché diventano croccanti e dorate, e spolverate infine con lo zucchero a velo. Sempre legata al Carnevale siciliano è la pignolata, chiamata così perché si presenta come un mucchietto di piccole “pigne” ricoperte di miele. Per ultime abbiamo poi le sfingi, palline di impasto fritte nell’olio bollente, che possono essere vuote, con ripieno di crema o ricotta, ricoperte di zucchero o di miele, piccole o grandi, insomma una vera leccornia che risponde alle esigenze di tutti i palati. Carnevale è chiaramente la festa dei dolci fritti, parola ricorrente in tutte queste preparazioni. Poniamo quindi attenzione al tipo di frittura, la cosa ideale sarebbe preparare i dolci a casa in modo da conoscere quali grassi vengono utilizzati e in che modo. Tenete presente che l’olio più indicato per le fritture è l’olio di oliva (se si opta per quello di semi considerate che il più resistente alle alte temperature è l’olio di arachide). L’olio deve essere caldo, ma non bollente, 190 gradi al massimo, e la sua temperatura deve rimanere costante. Se si aggiunge olio, è bene aspettare che riprenda la temperatura e sostituirlo ad ogni frittura. E’ importante, inoltre, scolare il fritto appoggiandolo a carta assorbente da cucina. Chi segue una dieta dimagrante può concedersi i dolci di Carnevale? Come sappiamo Carnevale viene una volta all’annoe senza esageraresi possono mangiare chiacchiere e sfingi senza sensi di colpa. Se inserito in una corretta alimentazione qualche “sgarro” non influisce minimamente sull’andamento di un percorso di dimagrimento. Ricordate piuttosto l’importanza della qualità del cibo che mangiamo, ecco perché è preferibile preparare questi dolci in casa. Quindi il consiglio di base è sempre lo stesso: non esagerare con le quantità, la parola d’ordine deve essere moderazione, altrimenti poi come farete a farvi entrare ancora il vostro “costume”? Buon carnevale a tutti! Per approfondire: Sai quel che mangi? I consigli dell’esperta per una dieta equilibrata

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta