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Croce rossa: i dolori del cambio stagionale
Salute
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Croce rossa: i dolori del cambio stagionale

Rubrica a cura del Centro di formazione della Croce Rossa di Caltanissetta Questa settimana vogliamo approfondire un argomento di diffuso interesse c...

Redazione
13 Novembre 2015 12:00

Rubrica a cura del Centro di formazione della Croce Rossa di Caltanissetta Questa settimana vogliamo approfondire un argomento di diffuso interesse conseguente al cambio stagionale. Il dolore di schiena può essere prevenuto e affrontato in sicurezza. La lombalgia, che sia acuta o cronica, affligge l'80% della popolazione mondiale. Con l'arrivo del freddo i rischi aumentano. L'attività fisica mirata può aiutare a tenere il problema sotto controllo. Aldilà dell’età e del sesso, l’80% della popolazione mondiale soffre o ha sofferto di lombalgia, quella che comunemente chiamiamo "mal di schiena". Sebbene alcune persone siano più a rischio a causa della loro predisposizione, o attività lavorativa, il mal di schiena non risparmia nessuno. E’, infatti, la maggior causa mondiale d’assenteismo dal posto di lavoro! E certamente il brusco abbassamento delle temperature non aiuta. Ma questo è solo uno dei tantissimi fattori che possono bloccarci. Sono molti gli studi che hanno evidenziato come solo il 20% delle lombalgie sia provocato da specifici problemi della colonna vertebrale. Il restante 80% è provocato da cause generiche, quali posture e movimenti bruschi o scorretti, stress psicologici, forma fisica scadente, sovrappeso. lombalgia acuta — Si presenta all’improvviso con un dolore lancinante, simile a una stilettata, che ti piega letteralmente in due. La causa il più delle volte è banale: il sollevamento di un peso, una torsione un po’ forzata, un piegamento del rachide non controllato. Dietro questi "colpi della strega" - mai definizione fu così azzeccata - una muscolatura posteriore poco tonica, una schiena sottoposta abitualmente a elevati carichi, una eccessiva sedentarietà e posture sbagliate assunte durante la giornata. Il corpo e il cervello attraverso il dolore ti avvisano che a livello lombare si è determinata una lesione muscolare, oppure legamentosa o articolare e discale, con conseguenze infiammatorie più o meno gravi. Il dolore acuto che proviamo non è altro che il segnale d'allarme che ci avvisa che nella parte bassa della schiena c’è qualcosa che non va. Una reazione di difesa con un ruolo protettivo, che ci impedisce di compiere altri movimenti nocivi. Questa fase può durare al massimo un mese, ma spesso si risolve prima se si adottano farmaci ed esercizi fisici antalgici. lombalgia cronica — Quando si rischia di passare dal mal di schiena acuto e quello cronico? Quando vi sono dei fattori secondari, fisici o psichici, che interferiscono. Tra i primi, pregresse lombalgie, dolore irradiato anche agli arti inferiori, una limitazione della mobilità articolare, una lunga durata dei sintomi, un eccessivo peso corporeo, poca o nulla attività fisica, il fumo. Tra i secondi, su tutti stress e depressione. Una certa incidenza l’hanno tuttavia anche fattori di tipo sociale, come ad esempio l’insoddisfazione professionale e carenze affettive. Quando la lombalgia diviene cronica, il dolore può andare oltre i tre mesi, anche a fronte di una lesione inesistente. Il dolore provato in questo caso non ha una funzione protettiva, ma si trasforma in una disabilità totalmente autonoma e nociva. come venirne fuori — In entrambi i casi è bene ridurre al minimo l’assunzione di farmaci e il riposo a letto. E’ fondamentale quando ci si ritrova nella fase acuta, e almeno per i primi 7 giorni, eseguire degli esercizi di rilassamento e allungamento, che ci aiutino a diminuire la compressione sui dischi vertebrali. In questo modo si riesce a limitare il dolore, evitando recidive e cronicizzazione. Al termine della fase acuta è consigliabile eseguire quotidianamente degli esercizi di rafforzamento isometrico, inizialmente in scarico, di stabilizzazione lombo-sacrale e di mobilizzazione. Se invece ci troviamo di fronte a una lombalgia cronica, è necessario comprendere che questo costante dolore è causato, se non si sono evidenziate particolari patologie vertebrali (vedi ernie o spondilosi etc.), da una cattiva gestione della nostra colonna. Di conseguenza, dobbiamo innanzitutto imparare a muoverci assumendo sempre, quindi in tutte le attività che compiano nel nostro quotidiano, posizioni corrette. Inoltre, dovremo eseguire, anche a domicilio, una serie di esercizi funzionali, antalgici e chinesiologici atti a prevenire la lombalgia e mantenerci autonomi e attivi. Per approfondire: Prevenzione e primo soccorso: i suggerimenti del centro di formazione della Croce Rossa di Caltanissetta

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