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Croce Rossa. Diagnosi e prevenzione della mononucleosi
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Croce Rossa. Diagnosi e prevenzione della mononucleosi

A cura del Centro di formazione della Croce Rossa di Caltanissetta Come si previene la mononucleosi per evitare le pericolose complicazioni illustrat...

Redazione
23 Ottobre 2015 07:00

A cura del Centro di formazione della Croce Rossa di Caltanissetta Come si previene la mononucleosi per evitare le pericolose complicazioni illustrate nelle scorse settimane? Il medico può sospettare la mononucleosi in seguito alla visita, all’osservazione dei sintomi e alla storia dei sintomi. Durante la visita il medico controlla se i linfonodi, le tonsille, il fegato e la milza sono gonfi e vede se questi segni sono connessi ai sintomi descritti dal paziente. Esami del sangue Esame degli anticorpi Se è necessaria un’ulteriore conferma, può essere effettuato un esame monospot per controllare se il sangue contiene gli anticorpi del virus Epstein-Barr. I risultati di quest’esame sono disponibili nel giro di un giorno, ma in alcuni casi non sono in grado di scoprire l’infezione durante le prime settimane della malattia. Un esame degli anticorpi diverso può farvi ottenere i risultati dopo più tempo, ma è in grado di diagnosticare la malattia già dalle prime settimane dalla comparsa dei sintomi. Conta dei globuli bianchi Il medico può usare altri esami del sangue per controllare se il numero di globuli bianchi (linfociti) è elevato o se ci sono linfociti dall’aspetto anomalo. Questi esami del sangue non confermano la malattia, ma la possono suggerire come possibilità. Cura e terapia Non esiste una terapia specifica per la mononucleosi infettiva, perché gli antibiotici non servono a nulla quando si tratta di combattere le infezioni virali. La terapia si basa invece soprattutto sul riposo a letto e sul reintegro dei liquidi persi. Prevenzione Questa infezione si diffonde attraverso la saliva. Se siete infetti, potete cercare di non diffondere il virus non baciando nessuno e non condividendo alimenti, piatti, bicchieri e posate fino a diversi giorni dopo che la febbre scompare e, se possibile, anche per più tempo. Il virus di Epstein-Barr può continuare a infettare la saliva anche per mesi dopo l’infezione. Non esiste alcun vaccino in grado di prevenire l’infezione. Per approfondire:Prevenzione e primo soccorso: i suggerimenti del Centro Formazione della Croce Rossa di Caltanissetta

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