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Cri: “Focus sulla scabbia”
Salute
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Cri: “Focus sulla scabbia”

La Croce Rossa Italiana, da sempre attenta alle dinamiche della tutela della salute è in questo momento di parecchia pressione mediatica sul fenomeno ...

Redazione
11 Settembre 2015 07:07

La Croce Rossa Italiana, da sempre attenta alle dinamiche della tutela della salute è in questo momento di parecchia pressione mediatica sul fenomeno dell’immigrazione molto attenta a ciò viene erroneamente comunicato dai media. Senza prendere nessuna opinione in merito ci limitiamo come è nostro dovere comunicare le giuste nozioni sul fenomeno. La scabbia è causata da un acaro della cute, il Sarcoptes Scabiei, appartenente alla famiglia degli aracnidi (come le zecche e i ragni). La scabbia è una ectoparassitosi a trasmissione interumana. La principale modalità di trasmissione è il contatto cutaneo diretto, da persona a persona. La trasmissione si verifica frequentemente nell'ambito del nucleo familiare. Il contagio avviene prevalentemente per contatto diretta. (cute/cute). Il rischio di diffusione tramite contatto indiretto (indumenti, asciugamani, lenzuola utilizzati dai membri della stessa famiglia o comunità) è basso. Una volta contratta l'infestazione, il periodo di incubazione prima della comparsa dei sintomi è di 2/3 settimane, tempo necessario perché l'ospite si sensibilizzi agli antigeni dell'acaro. Le localizzazioni più frequenti sono gli spazi interdigitali palmari, i polsi, le mammelle, l'ombelico, il basso addome, gli organi genitali esterni e la piega interglutea. L'infestazione si manifesta con eruzioni cutanee pruriginose. Il prurito è generalizzato e avvertito specialmente di notte. Può durare da 4 a 6 settimane. Alla reinfezione il prurito compare già dopo48 ore. La scabbia norvegese si osserva solo in pazienti con diminuite difese immunitarie, AIDS, malattie terminali, neuropatie e in organismi in grave stato di deperimento. La caratteristica più importante della scabbia norvegese è la sua estrema contagiosità dovuta all'altissimo numero di acari presente sulla pelle. L’igiene come contrasto alla scabbia -Biancheria intima e lenzuola, federe utilizzate per la notte vanno cambiate e lavate a 60 °C tutte le mattine sino al termine del trattamento. -Tutti gli indumenti indossati negli ultimi 2 giorni vanno lavati a 60 °C o a secco Nel caso di indumenti non lavabili in lavatrice: tenerli per 24 ore a temperatura inferiore ai 10 °C (in frigorifero, all'esterno durantel 'inverno); tenerli isolati in sacchi di plastica per 2 settimane. -Per disinfestare la casa (divani, poltrone, materassi, pavimenti) è consigliabile l'uso di strumenti con getto a vapore ad alta temperatura Evitare i contatti corporei fino alla guarigione. -Il trattamento antiscabbia deve essere effettuato anche dai conviventi e dalle persone a stretto contatto con l'ammalato. Farsi rivedere dal medico dopo il 2° ciclo di cura per controllare l'avvenuta guarigione. Il trattamento (su indicazione del medico) Il trattamento della scabbia principalmente si basa sull'uso di diversi medicamenti topici scabicidi come la Permetrina 5% in crema con applicazione notturna (12 ore), 2 cicli di 2 giorni, intervallati da 7 giorni; il benzoato di benzile 25% in crema con applicazione quotidiana (12 ore), 2 cicli di 4 giorni, intervallati da 7 giorni. Si ripete il trattamento dopo 7 giorni dal primo, perché le uova sono più resistenti alla terapia dell'acaro. L'applicazione dei preparati antiscabbia si esegue alla sera, dopo un bagno caldo, e se possibile dopo aver grattato le lesioni delicatamente con uno spazzolino. Il prodotto deve essere applicato su tutta la superficie cutanea esclusa la testa. Da dietro le orecchie fino alla punta dei piedi, comprese le pieghe cutanee (ascelle-inguine). Le unghie vanno tagliate corte in quanto sono una importante fonte di disseminazione dell'acaro con il grattarsi. Per approfondire: Prevenzione e primo soccorso: i suggerimenti del Centro Formazione della Croce Rossa di Caltanissetta

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta