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Clic 2016, appello dei cardiologi: “Servono prevenzione e formazione dei laici in caso di emergenza"
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Clic 2016, appello dei cardiologi: “Servono prevenzione e formazione dei laici in caso di emergenza"

Il dottor Francesco AmicoOltre 150 tra medici e relatori provenienti da tutta la Sicilia giunti a Caltanissetta per la 3° edizione del CliC congresso...

Redazione
07 Marzo 2016 18:02

Clic 2016, appello dei cardiologi: “Servono prevenzione e formazione dei laici in caso di emergenza" Il dottor Francesco AmicoOltre 150 tra medici e relatori provenienti da tutta la Sicilia giunti a Caltanissetta per la 3° edizione del CliC congresso medico scientifico di interventistica cardiovascolare organizzato dal direttore dell’Unità dipartimentale di Emodinamica dell’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta il dott. Francesco Amico che ne ha curato anche la direzione scientifica. Il congresso articolatosi in una “due giorni” al Cefpas di Caltanissetta ha avuto anche un momento serale con uno spettacolo al teatro Margherita aperto alla cittadinanza nell’ambito del quale il dottore Amico ha regalato alla cittadinanza nissena un defibrillatore che sarà installato i prossimi giorni in pieno centro storico, grazie alla disponibilità del primo cittadino Giovanni Ruvolo. “Il CLIC – ha sottolineato Amico - vuole essere un momento utile a creare la sinergia tra un evento scientifico e un evento pubblico capace di sensibilizzare la cittadinanza alla necessità di un progetto di cardioprotezione della città”. Dal punto di vista scientifico sono state messe in luce le esperienze di terapia antitrombotica, fibrillazione atriale e prevenzione delle malattie cardiovascolari ma anche di “appropriatezza prescrittiva”. “I numeri della epidemiologia della morte improvvisa cardiaca, sono impressionanti – ha spiegato Amico – in un anno si registrano 50 mila decessi, uno ogni mille abitanti, rappresentano il 50% delle morti cardiovascolari e l’80% è dovuto proprio a cardiopatia ischemica. Ad essere colpiti sono maschi e donne di età dai 45 ai 65 anni, mentre la morte improvvisa nei soggetti giovani è dovuta soprattutto alla presenza di cardiopatie strutturali congenite. La sopravvivenza dopo arresto cardiaco è molto bassa 2%. Sale al 50% in caso di defibrillazione precoce, entro 5 minuti. Per queste ragioni – sottolinea Amico – il fattore tempo (precocità di intervento) e il riconoscimento dell'arresto cardiaco e quindi trattamento appropriato con la rianimazione cardiopolmare sono elementi fondamentali nella catena della sopravvivenza. A tal proposito è importante ricordare che un DDL del 2003 promulgava l'uso dei defibrillatori semi automatici da parte di personale laico adeguatamente addestrato. Pertanto l'occasione del congresso scientifico cardiologico, il CLIC edizione 2016, è stata l'occasione per una sensibilizzazione alla cultura della formazione in tema di emergenza come quella della prevenzione della morte improvvisa dovuta ad arresto cardiaco e si propone l'intento di rafforzare la sinergia tra mondo scientifico ed istituzioni”.

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Adriano Rabiolo Fisioterapista Caltanissetta