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Rubavano cani di razza per rivenderli, animali torturati per togliere il microchip. Banda sgominata dai carabinieri
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Rubavano cani di razza per rivenderli, animali torturati per togliere il microchip. Banda sgominata dai carabinieri

I cani che non riuscivano a essere immessi nel mercato in nero venivano uccisi

Redazione
25 Novembre 2018 12:52

Tre uomini commissionavano i furti di cani di razza, per lo più da caccia, e li rivendevano in tutta la provincia, per un giro di affari di diverse decine di migliaia di euro. I carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno denunciato in stato di libertà R.C. 58enne e C.S. 36enne e 40enne alla Procura della Repubblica di Civitavecchia. L'accusa per loro è di traffico di cani rubati, ricettazione e maltrattamenti nonché detenzione abusiva di armi e di munizionamento. Il blitz scattato all'alba si è concluso stamattina e l’attività di indagine condotta dalla stazione carabinieri di Cerveteri   ha permesso di ricostruire le modalità delle traffico. 
I MICROCHIP - L’indagine ha permesso di scoprire che i soggetti avevano studiato nei minimi dettagli tutte le operazioni necessarie per non essere scoperti, provvedendo a togliere, senza la dovuta assistenza di alcun veterinario, i microchip identificativi e sottoponendo così i poveri cani a torture e sevizie di inaudita crudeltà, tanto che gli animali che non riuscivano a essere immessi nel mercato in nero venivano uccisi.
 
OLTRE 50 CANI - Durante le perquisizioni eseguite in due terreni agricoli situati a Cerveteri e a Cineto Romano, i Carabinieri di Cerveteri, unitamente a quelli di Vicovaro e delle Stazioni Carabinieri Forestale di Civitavecchia e Cineto Romano, nonché del Nucleo Cinofili Carabinieri di Roma, hanno trovato 54 cani, di cui 15 cuccioli, detenuti in gabbie costruite con reti metalliche, in gravissime condizioni igieniche, molti malati e malnutriti. Oltre agli animali, gli operanti hanno rinvenuto e sequestrato numerosi farmaci per uso veterinario, bisturi, siringhe monouso per impianto di microchip con i quali gli stessi venivano resi irrintracciabili nonché un collare in grado di emanare scariche elettriche tramite comando a distanza.
 
CARCASSE - Purtroppo, sul luogo sono state rinvenute anche le carcasse dei cani morti, di volatili e di un cinghiale cacciati di frodo. In possesso del 58enne, infine, i militari hanno trovato un fucile marca Franchi cal. 12, con matricola contraffatta e 100 cartucce dello stesso calibro. Per questo reato, l’uomo è stato anche arrestato e condotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari, a disposizione dell’A.G. I cani sono stati affidati al canile di Cineto Romano e in attesa di restituiti ai legittimi proprietari, saranno ospitati, nei giorni a seguire, da alcune associazioni volontarie che hanno fornito la propria disponibilità. (Ilmessaggero.it)

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