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Regione al collasso: 26mila impiegati rischiano il posto. Crocetta: "Un disastro, ma pagheremo"
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Regione al collasso: 26mila impiegati rischiano il posto. Crocetta: "Un disastro, ma pagheremo"

Gli oltre 30 mila dipendenti e pensionati della Regione siciliana rimasti senza stipendi dovrebbero essere pagati ricevere entro i primi dieci giorni ...

Redazione
27 Gennaio 2014 18:23

Gli oltre 30 mila dipendenti e pensionati della Regione siciliana rimasti senza stipendi dovrebbero essere pagati ricevere entro i primi dieci giorni di febbraio. Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, dice che il bilancio sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale mercoledì prossimo", poi agli uffici occorrerà qualche altro giorno per il pagamento elettronico degli stipendi. La situazione è precipitata a causa dell'impugnativa della finanziaria da parte del commissario di Stato, che ha lasciato senza fondi enti e consorzi regionali. Anche il personale del Parlamento siciliano, circa 250 persone alle quali bisogna aggiungere i pensionati, e i 90 deputati regionali sono senza stipendi e indennità parlamentari. "Capisco che quanto accaduto possa creare qualche problema ai padri di famiglia che hanno un mutuo da pagare - afferma il governatore - ma la situazione dei dipendenti della Regione è meno grave rispetto all'emergenza sociale che stiamo affrontando a causa del blocco della spesa in finanziaria, ci sono 26 mila persone che rischiano il licenziamento e altre 21 mila di imprese private in bilico perché senza una soluzione si bloccano le aree industriali, con 2.400 aziende che dovranno fermarsi. E' un dramma, un disastro senza precedenti". Crocetta è a Roma per incontrare il premier Gianni Letta. Forse i due si vedranno mercoledì. Nell'elenco al vaglio della task-force governativa ci sono oltre 20 mila forestali part-time, 610 lavoratori Resais, 800 dipendenti dell'Ente per lo sviluppo agricolo (350 a tempo indeterminato e 450 stagionali), 300 addetti negli Enti Parco, 2.400 operai dei consorzi di bonifica (1.400 a tempo indeterminato e 1.000 stagionali), 700 impiegati nei teatri pubblici siciliani, 170 dipendenti dell'Ente acquedotti siciliani, 300 addetti delle aree industriali. E poi ci sono i lavoratori privati di accademie, centri culturali, associazioni musicali e concertistiche, organizzazioni sportive. "Non è possibile far pagare a questo governo che ha risanato i conti ripianando l'anno scorso un miliardo di disavanzo causato da altri i disastri provocati in passato da scelte scellerate compiute dalle giunte precedenti", dice Crocetta. I 558 milioni bloccati dall'impugnativa del commissario dello Stato sono stati trasferiti in un fondo indisponibile a garanzia dei residui attivi, 3,5 miliardi di crediti non esigibili più altri 11,5 miliardi ancora da verificare, accumulati negli ultimi quindici anni. A garanzia di questi crediti, iscritti in bilancio, c'era un fondo di 2 miliardi, che è stato prosciugato durante i governi Cuffaro e Lombardo. Per il commissario dello Stato quel fondo va ricostituito e la Regione non può procedere con spesa corrente, come sancito da due sentenze della Consulta e dalla Corte dei conti. Cobas-Codir e Sadirs, che rappresentano la maggioranza dei regionali, hanno indetto una manifestazione davanti alla sede della Regione per il 4 febbraio, chiamando alla partecipazione anche i lavoratori degli enti collegati. Migliaia di persone sono pronte alla mobilitazione. I sindacati annunciano che "durante l'assemblea decideremo insieme ulteriori azioni di lotta". "Partecipiamo in massa" è l'invito ai lavoratori, "per gridare basta a questo presidente e a questi politici che ci impoveriscono sempre più e mortificano ogni giorno di più la professionalità e le aspettative di tutti". Per il Cobas/Codir e il Sadirs "non esistono più presupposti per la ricerca di un dialogo nella certezza che questo governo continuerà a massacrare l'intera categoria". I sindacati contestano "l'inaccettabile permanere del congelamento del 25% del Fampa (salario accessorio) dei lavoratori regionali previsto dalla finanziaria 2014 e delle somme necessarie per il pagamento delle indennità mensa" e sostengono che l'impugnativa del Commissario dello Stato dei due terzi della legge di stabilità col blocco di oltre mezzo miliardo di spesa "mette anche a rischio la condizione e i legittimi diritti di diverse categorie di lavoratori (Eas, ex Eas, Resais...)".

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