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Parrucchieri, barbieri ed estetiste nisseni chiedono un aiuto concreto al sindaco: "La riapertura comporterà tante difficoltà. Nel frattempo no a chi lavora in nero"
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Parrucchieri, barbieri ed estetiste nisseni chiedono un aiuto concreto al sindaco: "La riapertura comporterà tante difficoltà. Nel frattempo no a chi lavora in nero"

Pubblichiamo una lettera inviata al sindaco Roberto Gambino dal parrucchiere Romualdo Acquaviva a nome di tutta la categoria

Redazione
24 Aprile 2020 09:05

Egr Sig. Sindaco Gambino, sono Romualdo Acquaviva, Art Director del salone uomo-donna “Romualdo dal 1979”, le scrivo in rappresentanza di un ampio gruppo di parrucchieri uomo-donna, della costituenda Associazione di categoria che, appena finita questa situazione di fermo, costituiremo, nell’attesa abbiamo già creato una pagina/ gruppo Facebook per poter affrontare questo periodo di pandemia condividendo i vari problemi e le eventuali proposte di soluzioni relative alla situazione venutasi a creare nella nostra categoria, nel tentativo di risollevarci più forti di prima e solo uniti sicuramente ci riusciremo. Con la presente vogliamo metterla a conoscenza che stiamo provvedendo ad organizzarci per l'eventuale riapertura che secondo i decreti è stata ufficializzata intorno alla fine del mese di Maggio. Ci stiamo organizzando in merito a: Sanificazione dei locali, acquisto di attrezzatura e materiale medicale per la disinfezione, acquisto di DPI adeguati(guanti, mascherine, visiere ecc..), sanificazione dell'area che circonda noi e il cliente durante l’esecuzione del servizio, utilizzo ove possibile di materiale monouso, disinfezione e sterilizzazione di tutti gli attrezzi utilizzati ecc.. Ci dedichiamo quindi ad un percorso di sanificazione non indifferente, ovviamente facendo riferimento ai vari punti presenti sul decreto che abbiamo ricevuto, il quale fa riferimento ad un locale di 40mq, all’interno del quale sarebbe prevista la presenza di massimo 2 operatori e l’ingresso di un cliente per volta, mentre per i locali di metratura inferiore a 40mq sarebbe prevista la presenza di 1 operatore e l’ingresso di un cliente per volta. Per i locali con metratura superiore a 40mq invece verranno garantite le distanze sociali ed ogni postazione di lavoro sarà distante 2 metri dall’altra, pertanto alcune postazioni di lavoro verranno rese inutilizzabili. Tutto questo inevitabilmente andrà a compromettere la nostra situazione economica, già critica dati i quasi 2 mesi di chiusura totale delle nostre attività, oltretutto siamo costretti ad investire per la riapertura ed a sostenere costi non indifferenti per la tutela della salute nostra, dei nostri collaboratori e di tutti i nostri clienti, nonostante sarà inevitabile un calo delle presenze ed una riduzione della forza lavoro. Tutto questo è veramente triste!! Ci chiediamo anche come l’amministrazione comunale, rappresentata nella Sua persona, ci aiuterà in questa riapertura onerosa? Sapendo che i titolari di saloni di acconciatura, barber shop e centri estetici, nel 95% dei casi, sono artigiani veri e propri, gente che lavora senza sosta e che, pur di far fronte agli impegni economici assunti per avviare e gestire l’attività, non si concede ferie (neanche piccole) da molto tempo. Stiamo parlando della vera spina dorsale dell’Italia. Bottegai più o meno strutturati, con qualche dipendente, quando possibile, o con l’aiuto di un apprendista, gente che ha investito tutto ciò che aveva per realizzare il proprio sogno e che ha contratto debiti anche ventennali. Ora, a questi artigiani, lo Stato non vuol far sapere nulla e non vuole concedere nulla se non appena 600€ che, chi svolge questo mestiere sa molto bene, non bastano nemmeno a coprire la bolletta luce (prontamente inviata dai gestori elettrici alla scadenza prevista). Nel frattempo arrivano in scadenza le utenze, i fitti (con un credito d’imposta al 60% che non tutti potranno ottenere perché non tutti i locali sono accatastati come C/1), le rate dei finanziamenti, le riba e gli assegni ai fornitori, le rateizzazioni per qualche imposta pagata in ritardo. E non stiamo ancora parlando delle spese per sopravvivere e per sfamare la famiglia. Come sarà il lavoro alla riapertura? Questo è il punto più dolente. Quello che riguarda i titolari, si, ma che in un certo senso potrebbe far molto male soprattutto ai loro collaboratori. Pare che, in attività non più grandi di 40mq (in un Barber shop in quei mq ci lavorano in 4), dovranno ricevere un solo cliente per volta, su appuntamento, senza se e senza ma. Per i locali più grandi dovrà essere garantita una distanza minima di 2 metri tra un cliente e l’altro (mentre la distanza media tra due postazioni lavoro in Italia è di circa 1,4 metri) quindi salterà una postazione ogni due in media. Che fine faranno i piccoli saloni? Questo significa che tutti gli acconciatori ed estetisti con saloni piccolini, dovranno lasciare a casa tutta la forza lavoro a tempo indeterminato (ora capite perché per i dipendenti la cassa integrazione è solo un boccone amaro?). Chiediamo un aiuto concreto per la riapertura ed adeguamento dei locali. Le piccole botteghe artigiane con metratura inferiore a 40 mq, a causa delle nuove norme, saranno destinate a chiudere, perché è impossibile lavorare con un solo cliente o senza nessun collaboratore, la preghiamo pertanto di poter intervenire dandoci magari un’alternativa a questa regola poco adeguata.. Le chiediamo pertanto una forte collaborazione nel sensibilizzare i nostri concittadini ad evitare l’esecuzione di servizi a domicilio che alimentano il lavoro nero e mettono a rischio la salute di tutti dal momento che non possono mettere in atto le varie misure preventive e di sterilizzazione!! Proponiamo anche l’istituzione di un telefono amico che chiunque possa utilizzare per denunciare tutti coloro che effettuano servizi a domicilio, anche mantenendo l’anonimato,nel rispetto di coloro che pagano le tasse. Vogliamo che le nostre aziende siano il futuro dei nostri figli, per i quali sono l’unica risorsa di sostentamento!! Ringrazio anticipatamente, in nome di tutti noi, speriamo di potere avere un suo contatto!! Ho il piacere di poter fare una chiacchierata con lei, se anche lei ne avesse il piacere, il mio numero è 327 17 15269. La ringraziamo in nome di tutto il gruppo parrucchieri Caltanissetta, speriamo di vederci presto e di poterci stringere in un grande abbraccio, condividere insieme esperienze positive e di poterci ragguagliare su un progetto di riavvio con l’aiuto dell’Istituzione Comunale o di chi per l’Amministrazione.Cordiali Saluti e restiamo in attesa di vostre risposte. Il bellessere parrucchieri uomo-donna Caltanissetta e provincia.

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Galessi

Dobbiamo aprire subito è una necessita

Serafino

Dobbiamo andare alle elezioni immediatamente perchà© rovinando Italia e Sicilia questo governo deve andare immediatamente a casa chiedere un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Roma immediatamente perchà© stanno rovinando il paese sia Italia e Sicilia stanno distruggendo il paese stanno facendo chiudere i negozi centri commerciali coccola da Catania e finita al Maldive purtroppo con le tasse e bollette che paghiamo ogni volta io chiederò un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Roma immediatamente perchà© dobbiamo buttare fuori questo governo dal paese perchà© stanno rovinando Italia e la Sicilia soprattutto il paese io dico a italiani di andare votare subito perchà© stanno rovinando italiani e ragazzi che Non hanno lavoro che il devono andare fuori dall'Italia per cercare un lavoro siccome ho deciso che chiederò un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Roma immediatamente perchà© stanno rovinando il paese soprattutto la Sicilia e Italia dobbiamo andare alle elezioni politiche immediatamente

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